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Sas: la quota del socio defunto passa agli altri accomandatari?

21 Aprile 2018
Sas: la quota del socio defunto passa agli altri accomandatari?

Trattasi di sas. Una socia accomandataria è deceduta. Gli eredi sono anch’essi accomandatari. Gli altri soci hanno optato per la liquidazione della quota e sono andati in giudizio perché ritengono erroneamente che la quota gli passi automaticamente per successione. In attesa del giudizio le quote vanno considerate come erano prima del decesso o come sono dopo il decesso (questo per il calcolo delle maggioranze)?

Sul punto si segnala innanzitutto la recentissima sentenza della Corte di Cassazione (n. 30441 del 2017) che, sebbene non avesse direttamente ad oggetto la questione, ha confermato che la qualità di socio accomandatario non si acquisisce per successione, ma a seguito di una scelta volontaria (cioè dell’accordo tra soci superstiti e i potenziali subentranti) in alternativa alla liquidazione della quota del socio defunto.

Il contenuto della sentenza citata può, a buon diritto, essere applicato al caso di specie nel quale, coloro che pretendono di subentrare al socio accomandatario defunto erano già loro stessi accomandatari e, pertanto, vorrebbero che la loro quota si estendesse automaticamente assorbendo quella del defunto: pretesa che, anche alla luce della sentenza che sopra evidenziata, non presenta un fondamento giuridico.

Detto questo, e venendo più direttamente alla questione sollevata dal lettore, si evidenzia quanto segue:

– la notizia della morte del socio accomandatario è notizia che, a cura dell’amministratore, deve essere iscritta nel registro delle imprese entro trenta giorni dal suo verificarsi ai sensi dell’articolo 2300 del codice civile;

– anche la modifica delle quote di ciascun socio negli utili e nelle perdite va iscritta nel registro delle imprese: si tratta, infatti, di uno dei dati che vanno obbligatoriamente indicati nell’atto costitutivo (ai sensi dell’articolo 2295 del codice civile, applicabile anche alle società in accomandita semplice) e la cui modifica (a seguito, nel caso specifico, della morte di un socio) pur essa deve essere iscritta nel termine di trenta giorni dal suo verificarsi sempre ai sensi dell’articolo 2300 del codice civile;

– la mancata iscrizione nel registro delle imprese di ogni modifica dell’atto costitutivo produce l’effetto di non rendere opponibile ai terzi la modifica stessa a meno che si provi che questi ne erano a conoscenza (vedasi in tal senso l’articolo 2193 e 2300 del codice civile);

– ma nell’ambito dei rapporti interni alla società (e, quindi, anche al fine del calcolo delle maggioranze, calcolate in base alle quote negli utili, ai fini delle deliberazioni anche dell’organo assembleare) la modifica delle quote negli utili che deriva dalla morte di un socio si produce immediatamente nel senso che le quote di partecipazione agli utili dei soci superstiti che non intendono sciogliere la società (e non essendovi alcun accordo per il subentro degli eredi del socio deceduto ai quali si è deciso di liquidare la quota del loro dante causa) sono, salvo eventuale intervento della Autorità giudiziaria con proprie determinazioni e/o fatte salve diverse decisioni dei soci stessi, automaticamente rideterminate al momento in cui uno dei soci è deceduto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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