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Lo sai che? Chi perde un cane deve denunciarlo?

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2018

Denuncia di smarrimento del cane: come si scrive, dove si fa e a chi deve essere presentata. 

Hai perso il cane che avevi registrato regolarmente all’anagrafe canina. Hai diffuso la notizia in tutto il quartiere, chiedendo ai negozianti e ai vicini di casa se lo hanno visto passare di lì. Per renderlo più facilmente riconoscibile hai anche stampato una fotografia e hai affisso una serie di avvisi ai pali della luce, alla fermata dei pullman, sulle vetrine di qualche supermercato, sui portoni dei condomini limitrofi. A questo punto non ti resta che aspettare che qualcuno lo trovi e ti avvisi. Intanto, sotto l’aspetto burocratico, vuoi metterti in regola: vuoi conoscere gli adempimenti da seguire e sapere se chi perde un cane deve denunciarlo alla polizia, alle autorità o a qualsiasi altro soggetto pubblico, qual è il modello di denuncia di smarrimento del cane e a chi va presentato.

In questo articolo cercheremo di spiegarti quali sono gli obblighi del proprietario dell’animale, del possessore o anche del semplice detentore (ad esempio il dog-sitter). Dovrai fare molta attenzione e non sottovalutare queste regole: la presenza del microchip o del tatuaggio rendono il tuo cane riconoscibile agli addetti del randagismo e, qualora dovesse prenderlo l’accalappiacani, tu saresti soggetto a delle multe.

Obbligo di identificare il proprio cane

Chi ha un cane deve “denunciarlo”. È questa la prima regola per chi decide di avere un animale domestico. Al cane viene data una sorta di targa o di carta d’identità: si tratta di un codice identificativo che lo accompagna per tutto il corso della sua vita.

Dal 1° gennaio 2005, in Italia l’unico sistema di identificazione dei cani è il microchip. Si tratta di un dispositivo molto piccolo, di circa 11×2 millimetri, senza batteria, che emana onde radio non dannose per l’animale e che è inserito solamente nella zona attorno alla scapola o al collo da un veterinario. Tramite appositi lettori è possibile “estrarre” dal microchip tutte le informazioni necessarie per risalire al proprietario del cane.

Il costo per l’impianto del microchip varia da Regione a Regione: si va dai 5 ai 10 euro (presso alcune Asl è gratuito) mentre, se effettuato da un veterinario libero professionista, dai 20 ai 30 euro.

Il proprietario o il detentore dell’animale ha l’obbligo di identificarlo entro i due mesi di vita o entro il secondo mese da quando è venuto in possesso del cane (in questo caso però il termine può variare da Regione a Regione, per cui è bene informarsi). L’identificazione avviene mediante l’applicazione del predetto microchip. Si tratta di un adempimento che può svolgere solo un medico veterinario pubblico o libero professionista autorizzato. Subito dopo aver “impiantato” il microchip, il veterinario deve denunciare il cane all’anagrafe canina. L’obbligo scatta anche per chi, prima del 2005, aveva identificato il cane con il tatuaggio e questo è divenuto illeggibile. Pertanto il microchip è divenuto obbligatorio per tutti i cani, di qualsiasi razza e taglia, mentre è facoltativo per gli altri tipi di animali.

Che fare in caso di smarrimento di un cane

Il proprietario, il possessore o il semplice detentore deve denunciare la scomparsa del cane entro tre giorni da quando lo ha perso. La denuncia va presentata:

  • alla polizia municipale del Comune in cui lo smarrimento si è verificato;
  • o al dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl competente per territorio (in questo ultimo caso generalmente sono predisposti dei moduli prestampati);
  • a un veterinario libero professionista accreditato presso il dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asl.

Come si presenta la denuncia?

Si può andare presso l’organo di denuncia dichiarando verbalmente lo smarrimento del cane. Sarà questi a redigere il verbale.

In alternativa si può scrivere già un atto, senza particolari forme, in cui si indica:

  • la razza del cane;
  • il codice identificativo del cane;
  • il proprietario del cane
  • la data e il luogo di smarrimento del cane.

Che succede dopo la denuncia di smarrimento del cane?

Chi riceve la segnalazione deve contestualmente provvedere a registrarla all’anagrafe canina e rilasciare contestuale ricevuta al denunciante. Ciò serve per tutelare contro l’abbandono e permette la riconsegna del cane in caso di ritrovamento.

Che succede se non si denuncia lo smarrimento del cane?

Chi non denuncia lo smarrimento del proprio cane subisce delle sanzioni, sanzioni che tuttavia variano da Comune a Comune.

Ad esempio, in Lombardia la legge regionale [1] stabilisce l’obbligo per il proprietario, il possessore o il detentore anche temporaneo, compreso chi ne fa commercio, di iscrivere all’anagrafe canina il proprio cane entro 15 giorni dall’inizio del possesso o entro 30 giorni dalla sua nascita e, comunque, prima della sua cessione a qualsiasi titolo. Per le infrazioni è prevista una sanzione da 25 a 150 euro. In caso di cessione o trasferimento, la comunicazione va effettuata entro i 15 giorni e le sanzioni sono simili.

Il Comune di Roma prevede la sanzione di 51 euro in caso di mancata iscrizione all’anagrafe canina regionale. Nel caso di variazione di domicilio o proprietà va compilato il modulo «Denuncia di variazione art. 14 Legge regionale 34/97» e deve essere presentato dal nuovo proprietario, entro 15 giorni, al Servizio veterinario competente per territorio, che provvede ad aggiornare i dati in anagrafe canina. Il vecchio proprietario deve consegnare copia del suddetto modello alla propria Asl di competenza che effettua la cancellazione del cane a lui intestato. In caso di violazione, la sanzione per la mancata denuncia di variazione è di 309 euro.

In media, in tutta Italia le multe per le violazioni della normativa sull’apposizione di microchip variano da 25 a 150 euro mentre spesso sono più gravi in caso di violazione delle norme sul trasferimento, con sanzioni fino a 300 euro e comunque sempre in media di 150 euro.

note

[1] Legge Regione Lombardia n. 33/2009.


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