Diritto e Fisco | Editoriale

Codice Iban: cos’è e come funziona

17 Aprile 2018
Codice Iban: cos’è e come funziona

Cosa succede se si sbaglia il codice Iban o se cambiano i numeri; il problema degli spazi tra le cifre e le conseguenze di un hackeraggio del conto corrente.

Avrai certamente sentito già parlare del codice Iban e saprai che si tratta di un codice identificativo univoco assegnato a ogni conto corrente. In questo modo, attraverso una sequenza di cifre e numeri (spesso difficile da imparare a memoria), è possibile individuare un rapporto bancario ed eseguire bonifici in favore di un determinato soggetto. Insomma, il codice Iban è la targa del tuo conto corrente. Peraltro il fatto di aver reso nota questa combinazione alfanumerica non ti espone ad alcun rischio: conoscendo infatti il codice Iban di un’altra persona è possibile solo effettuare bonifici in suo favore ma non anche prelevare somme o svolgere altre attività fraudolente. Abbiamo tuttavia voluto scrivere questo articolo per spiegare cos’è e come funziona il codice Iban al fine di chiarire alcune questioni spesso incerte come ad esempio: che succede se si sbaglia l’Iban quando si deve fare un pagamento? Come conoscere l’Iban del proprio conto corrente? Ed ancora: è possibile modificare il proprio Iban? Che fine fa il codice Iban se cambia la filiale di banca o decidi di spostare i soldi su un altro istituto di credito? A tutte queste domande cercheremo di fornire una risposta qui di seguito.

Cos’è il codice Iban?

La parola Iban è l’acronimo di International Bank Account Number.

Il codice Iban è un unico e lungo codice alfanumerico che serve a identificare il conto corrente a livello internazionale. Ogni conto ha quindi un proprio codice Iban che non può essere replicato o duplicato. Non sono possibili quindi casi di “omonimia” del codice Iban.

In precedenza, la “targa” dei conti correnti era data dalla sommatoria di alcuni codici:

  1. il codice Abi (acronimo che sta per «Associazione bancaria italiana» e rappresenta l’istituto bancario presso cui il correntista ha il conto);
  2. il codice Cab (che sta invece per «Codice di Avviamento bancario» e rappresenta l’agenzia di credito o la filiale presso cui è acceso e gestito il conto corrente);
  3. il numero di conto corrente.

Oggi questi tre dati sono uniti in un unico codice che è appunto l’Iban. Insomma, l’Iban altro non è che la sommatoria dei codici Abi, Cab e numero di conto.

Come si compone il codice Iban

In Italia l’Iban è costituito da ben 27 caratteri (sempre maiuscoli e senza caratteri speciali). Esso è così composto:

  • le prime 2 lettere maiuscole indicano la nazione ove si trova il conto corrente (per l’Italia è IT);
  • 2 cifre identificano un codice di sicurezza europeo;
  • 23 caratteri alfanumerici che compongono il codice BBAN, acronimo di Basic Bank Account Number.

Il Codice BBAN a sua volta è composto da:

  • il codice CIN (1 carattere), ossia una lettera dell’alfabeto che consente di verificare la corretta trascrizione dei successivi 22 caratteri;
  • il codice ABI (5 numeri), identifica il singolo istituto bancario. Ad esempio il codice 03069 identifica la banca Intesa Sanpaolo, il codice 02008 la banca Unicredit e quello 01038 Poste Italiane;
  • il codice CAB (5 numeri) identifica l’agenzia e/o la filiale presso la quale il conto è stato acceso ed, infine,
  • il Numero di conto (12 caratteri numerici) eventualmente preceduto a sinistra da tanti zeri quanti ne sono necessari per arrivare a 12 se il numero di conto è inferiore a tale cifra.

Iban: come fare i pagamenti internazionali?

Quando si tratta di effettuare un pagamento internazionale, insieme al codice Iban bisogna dare anche il codice Swift o anche detto codice Bic. Si tratta dello standard che definisce i bank identifier codes (codici d’identificazione bancaria) approvato dall’International Organization for Standardization (ISO). Ogni banca ha il suo codice Bic.

Ci vogliono gli spazi tra i codici dell’Iban?

Quando si deve fare un pagamento elettronico, tramite home banking, l’Iban va scritto senza spazi, come se fosse un’unica parola. Invece, spesso, quando si effettua un bonifico allo sportello, vengono rilasciati del modelli prestampati dove per ogni casella bisogna indicare un numero o una lettera dell’Iban, in modo da non sbagliare.

Quanti caratteri ci sono in un Iban?

Il numero di caratteri del codice Iban varia da Paese a Paese. In Italia e Germania, ad esempio, è costituito da 27 caratteri, a Malta ed in Norvegia da 31, in Francia da 22, Austria 20, Finlandia 18.

Numerosi siti internet permettono di calcolare gratuitamente il codice IBAN associato ad un determinato conto corrente.

Codice Iban: come risalire al numero di conto

A questo punto, decriptata la sequenza di lettere e numeri dei quali si compone il codice Iban, è possibile, partendo dalla conoscenza di quest’ultimo, risalire al relativo numero di conto corrente, posto che sarà sufficiente individuare le ultime cifre a destra, normalmente quattro o cinque, prima della sequenza di zeri.

Non è possibile il contrario: conoscendo i dati anagrafici di un soggetto e la sua banca risalire al suo codice Iban o al numero del conto corrente. Tuttavia, se anche chiederai a una persona qual è il suo codice Iban, non c’è ragione che questa te lo neghi poiché, come detto, tramite tale dato è possibile solo fare pagamenti e non anche prelevare o compiere illeciti. Insomma, chi ti chiede l’Iban può solo avvantaggiarti.

Come sapere il codice Iban del mio conto corrente?

Conoscere il codice Iban del proprio conto corrente è molto facile. Per chi ha un sistema di home banking basterà accedere al proprio conto online. Una volta fornite le credenziali di accesso (username e password) ed entrato nell’account privato la schermata è diversa da banca a banca. Nella pagina principale sono sempre presenti i dati del conto corrente, compreso il codice Iban e il codice Swift o Bic.

Se non hai accesso al conto online, puoi recuperare il codice Iban dall’estratto conto che ti è stato spedito dalla tua banca. In alto al documento dovrebbero essere riportati tutti i dati del c/c. In ultima alternativa puoi chiederlo alla tua banca tramite telefono, con email o recandoti allo sportello.

Iban: quali rischi

Fai molta attenzione a non accedere al tuo sistema di home banking tramite link contenuti in email provenienti apparentemente dalla tua banca. Si tratta quasi sempre di frodi informatiche volte a carpire le credenziali di accesso al tuo conto. Per evitare un possibile hackeraggio del conto corrente ti consiglio di seguire questi semplici passaggi:

  • accedi al conto corrente digitando direttamente l’indirizzo web della tua banca sulla barra del browser senza fidarti di link forniti da altri;
  • controlla che sulla barra dell’indirizzo del browser, a sinistra, compaia sempre un’icona a forma di lucchetto e che l’url (ossia l’indirizzo web) inizi sempre con https://.

Sulle possibilità di phishing – è questo il nome attribuito ai casi di accesso abusivo all’altrui conto corrente da parte dei criminali informatici – la banca è tenuta a risarcire il cliente se non ha predisposto adeguate misure di controllo e prevenzione per gli addebiti non autorizzati.

Cosa succede se si sbaglia codice Iban nel fare un bonifico?

Scrivere 27 caratteri a volte non è semplice ed è frequente la possibilità di sbagliarsi o di confondere una lettera per un numero (ad esempio l’1 al posto di una I o il 6 al posto della G).

Quando il codice Iban è sbagliato ma è inesistente, il bonifico non arriva a destinazione, per cui non c’è ragione di allarmarsi: le somme non usciranno mai dalla disponibilità del correntista.

Se invece il codice Iban è sbagliato ma è esistente ed appartiene a una persona diversa da colui al quale si volevano inviare i soldi, purtroppo le cose si complicano: i soldi infatti verranno accreditati sulla base dell’Iban riportato al momento del pagamento, nonostante il nome e cognome del beneficiario non coincidano. Insomma, nel caso di discordanza tra il nome e l’Iban prevale quest’ultimo. Quindi è necessario richiedere la restituzione delle somme versate a colui che ne ha beneficiato. Leggi Bonifico: che succede se Iban e beneficiario non coincidono?

In tutto questo la banca non ha alcuna responsabilità per l’errore in cui sia caduto il proprio correntista.

Cosa fare se si deve ricevere o fare un bonifico dall’estero?

Come detto, quando si deve fare un pagamento all’estero è necessario, oltre al codice Iban, conoscere il codice Bic o Swift.

È possibile modificare il codice Iban?

Il correntista non ha il potere di modificare e personalizzare il proprio codice Iban atteso che lo stesso non è che la sommatoria di dati prefissati all’apertura del conto.

L’unico caso in cui può cambiare il codice Iban è quando si cambia conto o banca o anche la semplice filiale. Se, ad esempio, la filiale hai il conto dovesse chiudere e il rapporto dovesse proseguire con una differente sede, anche all’interno della stessa città, cambierebbe il codice Iban.



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