Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione avvocati: come funziona il cumulo

18 Aprile 2018 | Autore:
Pensione avvocati: come funziona il cumulo

Via libera definitivo alla pensione in regime di cumulo dei contributi per gli iscritti alla Cassa Forense: sbloccate le domande.

Finalmente operativo il cumulo dei contributi per gli avvocati: la Cassa Forense ha infatti aderito alla convenzione Inps- Adepp (l’associazione che riunisce le gestioni previdenziali dei liberi professionisti) in materia di cumulo, in quanto sono stati superati i problemi relativi ai costi d’istruttoria.

Di conseguenza, le domande di pensione in regime di cumulo già presentate inizieranno ad essere evase da maggio 2018: una buona notizia per tutti quegli avvocati che possiedono contributi in gestioni diverse, come Inps dipendenti, ex Inpdap o gestione Separata, oltreché nella Cassa Forense, e che grazie al cumulo potranno pensionarsi prima, riunendo i contributi.

Ma facciamo un breve punto della situazione e cerchiamo di capire come funziona il cumulo per la pensione degli avvocati.

Che cos’è il cumulo

Il cumulo è uno strumento introdotto per la prima volta nel 2013 [1], consiste nella possibilità di sommare i contributi, accreditati presso gestioni previdenziali differenti, per raggiungere il diritto alla pensione; recentemente, il cumulo è stato esteso anche ai lavoratori iscritti a una gestione previdenziale dei liberi professionisti (come Cassa Forense), per offrire la possibilità di sommare anche i contributi presenti nelle casse professionali [2].

Nel dettaglio, il cumulo dei contributi consente di sommare gratuitamente la contribuzione presente in gestioni previdenziali diverse per ottenere il diritto alla pensione:

  • anticipata: con 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; dal 2019, con 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne;
  • di vecchiaia: con un minimo di 66 anni e 7 mesi di età (67 anni dal 2019) e 20 anni di contributi complessivi;
  • di inabilità;
  • ai superstiti.

Ad esempio, se nel 2018 un professionista possiede 22 anni e 10 mesi di contributi presso Cassa Forense e 20 anni presso l’Inps, non coincidenti, può ottenere la pensione anticipata in cumulo.

Come si calcola la pensione in regime di cumulo?

La pensione in regime di cumulo non è calcolata unitariamente. Non si procede, cioè, ad un calcolo unico che considera i contributi di tutte le casse, ma ciascuna gestione determina la quota di propria competenza secondo il proprio regolamento di previdenza, cioè secondo le proprie regole di calcolo della pensione: per quanto riguarda le quote maturate presso le gestioni Inps [1] non si applica, come avviene nella totalizzazione, il ricalcolo contributivo della pensione, mentre questo ricalcolo può essere applicato dalle casse professionali. Questo, perché l’estensione del cumulo, da parte della legge di Bilancio 2017 [2], alle casse dei liberi professionisti, ha determinato per queste gestioni dei costi piuttosto pesanti, che possono diventare sostenibili solo applicando il calcolo interamente contributivo della prestazione; il calcolo contributivo infatti risulta penalizzante, per il pensionato, rispetto al calcolo retributivo o reddituale, che invece dà luogo a una pensione più alta.

Diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo

Abbiamo appena osservato che per la pensione di vecchiaia è sufficiente il possesso di 20 anni di contributi e di 66 anni e 7 mesi di età. Tuttavia, come chiarito da una recente circolare Inps [3], al compimento di 66 anni e 7 mesi viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps (ossia, appunto, 66 anni e 7 mesi sino al 2018).

In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla cassa, mentre al compimento di 66 anni e 7 mesi è liquidata la sola quota Inps di pensione.

Requisiti pensione in cumulo per gli avvocati

Per quanto riguarda gli iscritti a Cassa Forense, cioè gli avvocati, bisogna tener presente che il requisito di età per la pensione di vecchiaia è pari a 68 anni, con un minimo di 33 anni di contributi; dal 1° gennaio 2019, gli avvocati ottengono la pensione di vecchiaia con 69 anni di età e 34 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia, secondo una recente circolare della Cassa Forense [4], può essere anche raggiunta attraverso il cumulo dei contributi presenti in fondi diversi. Attraverso il cumulo può essere poi ottenuta la pensione anticipata ordinaria, con 42 anni e 10 mesi di contributi complessivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne (il requisito aumenterà, come abbiamo visto, di 5 mesi dal 2019), requisito che può essere ottenuto sommando i contributi presenti in Cassa Forense con quelli delle altre gestioni previdenziali.

In ogni caso, però, si potrà ottenere la pensione della Cassa Forense calcolata col sistema reddituale solo se raggiungono, attraverso il cumulo, almeno 33 anni di contributi (34 dal 2019). In caso contrario, per espressa previsione della cassa, si applica il calcolo integralmente contributivo della prestazione.

Non è invece possibile ottenere, attraverso il cumulo, la pensione di anzianità.

Ma vediamo più nel dettaglio a quali pensioni può accedere l’avvocato e come funziona il calcolo della pensione per gli avvocati in regime di cumulo.

Pensione di vecchiaia avvocati in regime di cumulo

Se l’avvocato cumula i contributi della Cassa Forense con quelli presenti in una delle gestioni Inps, può ottenere la pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età (requisito valido per tutti, uomini e donne, dal 2018), come confermato dalla già citata circolare Inps sull’argomento e dalla circolare di Cassa Forense [3][4].

Tuttavia, al perfezionamento di questi requisiti l’avvocato può ottenere la sola quota di pensione maturata presso l’Inps: la quota di pensione di competenza della Cassa Forense, invece, viene liquidata solamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia dal Regolamento per le prestazioni previdenziali della cassa stessa. L’età per la pensione di vecchiaia nella Cassa Forense, in particolare, è pari a:

  • 68 anni di età sino al 31 dicembre 2018;
  • 69 anni di età dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020;
  • 70 anni dal 1° gennaio 2021.

Per ottenere la pensione di vecchiaia col cumulo nella Cassa Forense, nell’attesa di perfezionare il più elevato requisito di età, il richiedente deve mantenere l’iscrizione all’albo e continuare a versare regolarmente i contributi con le aliquote ordinarie, indipendentemente dal fatto che l’Inps abbia già liquidato la propria quota di pensione.

Pensione anticipata avvocati in regime di cumulo

La Cassa Forense può inoltre riconoscere all’iscritto la pensione anticipata nel caso questi, tra tutte le gestioni previdenziali, possieda un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donna, 41 anni di contributi se lavoratore precoce rientrante nel beneficio), relativi a periodi non coincidenti.

Per la pensione anticipata, non è richiesto che l’iscritto si cancelli dagli albi professionali forensi.

Calcolo della pensione col cumulo nella Cassa Forense

Per quanto riguarda il calcolo della quota di pensione a carico della Cassa forense, viene applicato il sistema retributivo per chi ha già maturato, considerando l’anzianità presente in tutte le gestioni:

  • almeno 33 anni di contributi nel biennio 2017-2018;
  • almeno 34 anni di contributi nel biennio 2019-2020;
  • almeno 35 anni di contributi dal 2021.

Per chi non raggiunge queste soglie, invece, si applica il regime contributivo.

Per il calcolo della quota Inps valgono, invece, le regole illustrate dall’istituto nella recente circolare sull’argomento [3]: in particolare, ai fini del calcolo retributivo è considerata la sola contribuzione presente nelle gestioni facenti capo all’Inps e non quella presente nelle casse professionali.

Domanda di pensione col cumulo nella Cassa Forense

L’interessato deve mandare la domanda di pensione all’ultima gestione previdenziale in cui risulta iscritto; se risulta iscritto in casse diverse contemporaneamente, può scegliere quella che preferisce.

Se l’interessato ha perfezionato i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria (66 anni e 7 mesi più 20 anni di contributi) deve presentare la domanda di pensione all’Inps, che avrà cura di inoltrarla all’ente di ultima iscrizione per la relativa istruttoria.


note

[1] Art.239 e ss., L. 228/2012.

[2] L.232/2016

[3] Inps Circ. n.140/2017.

[4] Cassa Forense, Circ. n.2/2017.


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