Diritto e Fisco | Editoriale

Studenti: agevolazioni fiscali

19 Aprile 2018 | Autore:
Studenti: agevolazioni fiscali

Le spese da portare in detrazione per chi frequenta la scuola o l’università: dalle tasse all’affitto fuori sede o all’estero, dalle gite ai corsi facoltativi.

«Figlio mio, quanto mi costi…» Molti genitori sospirano frasi come questa nel momento in cui fanno due conti e vedono quanti soldi vanno via ogni anno per l’istruzione dei loro ragazzi, dalla scuola materna fino all’università: tasse di iscrizione, corsi extra, mensa, materiale scolastico, libri, trasporto. Se poi c’è anche da pagare un affitto in un’altra città per un corso di laurea fuori sede, siamo al completo. I genitori, però, possono recuperare una parte di questi soldi grazie alle agevolazioni fiscali per gli studenti. Benefici che interessano le spese per i contributi obbligatori, per la mensa, per l’affitto del figlio ed altro ancora. Quali sono queste agevolazioni fiscali per gli studenti, a chi spettano ed a quanto ammontano è quello che vedremo in seguito.

Agevolazioni fiscali studenti: la detrazione del 19%

Le famiglie hanno la possibilità di usufruire della detrazione del 19% per le spese scolastiche dei figli a carico [1]. Si tratta di una delle agevolazioni fiscali per gli studenti che frequentano sia la scuola pubblica sia quella privata paritaria e degli enti locali ed in particolare:

  • la scuola materna (quella che ancora in molti chiamano asilo);
  • il primo ciclo di istruzione e le scuole secondarie di primo grado, cioè quelle che una volta erano elementari e medie;
  • le scuole secondarie di secondo grado, ovvero le superiori.

Per ogni figlio che frequenta una delle scuole citate c’è la possibilità di usufruire della detrazione del 19% entro un certo limite di spesa, fissato per il 2018 in 786 euro e dal 2019 in 800 euro.

Agevolazioni fiscali studenti: le spese scolastiche detraibili

Vediamo ora quali sono le spese scolastiche che si possono portare in detrazione per usufruire delle agevolazioni fiscali per gli studenti.

  • le tasse di iscrizione e di frequenza;
  • i contributi obbligatori, come la mensa scolastica anche se gestita dal Comune o da soggetti terzi;
  • i contributi volontari, come quelli resi per lo sviluppo tecnologico della scuola, il miglioramento della struttura dell’edificio o l’ampliamento dell’offerta formativa;
  • i servizi scolastici integrativi, come il pre-scuola e il dopo-scuola;
  • le gite scolastiche;
  • l’assicurazione della scuola;
  • i corsi facoltativi al di fuori dell’orario e senza obbligo di frequenza (lingue, arti, musica, teatro, ecc.).

Agevolazioni fiscali studenti: le spese scolastiche non detraibili

Ci sono, invece, altre spese a cui non è possibile applicare la detrazione del 19%. Si tratta di:

  • il trasporto scolastico, anche quando deve coprire la mancanza di un mezzo pubblico;
  • spese di cancelleria e per i testi scolastici di tutta la scuola secondaria (ex medie e superiori).

Agevolazioni fiscali studenti: le spese universitarie

Le agevolazioni fiscali per gli studenti includono anche la detrazione del 19% sulle spese per chi frequente:

  • l’università statale;
  • l’università privata, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria e, comunque, sulla base della media delle tasse e dei contributi versati alle facoltà statali;
  • l’università o l’istituto straniero, in misura non superiore a quella relativa alle tasse e ai contributi degli istituti statali italiani.

Agevolazioni fiscali studenti: le spese universitarie detraibili

Chi ha un figlio che frequenta l’università ha diritto alla detrazione fiscale del 19% sulle spese relative alle tasse ed ai contributi di iscrizione per corsi di laurea triennale o magistrale a ciclo unico delle facoltà non statali.

L’agevolazione fiscale ha un limite di spesa variabile a seconda della facoltà scelta dallo studente:

  • per la facoltà di medicina: 3.700 euro nelle Regioni del Nord, 2.900 euro in quelle del Centro e 1.800 euro in quelle del Sud e delle Isole;
  • per le facoltà sanitarie: 2.600 euro nelle Regioni del Nord, 2.200 euro in quelle del Centro e 1.600 euro in quelle del Sud e delle isole;
  • per le facoltà dell’area scientifico-tecnologica: 3.500 euro nelle Regioni del Nord, 2.400 euro in quelle del Centro e 1.600 euro in quelle del Sud e delle isole;
  • per le facoltà dell’area umanistica e sociale: 2.800 euro nelle Regioni del Nord, 2.300 euro in quelle del Centro e 1.500 euro in quelle del Sud e delle isole.

A questi importi vanno aggiunge le tasse regionali per il diritto allo studio universitario [2].

Per completezza, è bene specificare come vengono suddivise queste aree geografiche:

  • Nord: Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Veneto;
  • Centro: Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria;
  • Sud e isole: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per quanto riguarda i ragazzi che frequentano un’università all’estero, la detraibilità delle spese deve fare riferimento all’importo massimo fissato per i corsi della stessa facoltà nella zona geografica in cui si trova il domicilio fiscale del contribuente [3].

Nella stessa circolare, l’Agenzia delle Entrate specifica che chi frequenta i corsi di teologia presso le università pontificie hanno diritto alla detrazione fissata per i corsi umanistici e sociali nella Regione in cui si frequentano gli studi (se la facoltà si trova nella Città del Vaticano, si fa riferimento ai limiti di spesa della zona Centro).

L’Agenzia ha stabilito che chi frequenta i corsi di laurea tramite un’università telematica può beneficiare della detrazione fiscale facendo riferimento all’area tematica e alla Regione in cui ha sede legale l’ateneo.

Sono detraibili anche le spese sostenute per il sostenimento di test d’accesso o valutazioni di carriera finalizzate all’ammissione, al netto dei rimborsi relativi alle spese sostenute nello stesso anno solare. Queste spese vanno segnalate anche quando il test è stato sostenuto ma non superato.

Agevolazioni fiscali studenti: le spese universitarie non detraibili

Non è possibile portare in detrazione:

  • i contributi versati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di laurea conseguito all’estero;
  • le spese non funzionali alla carriera universitaria (certificati, duplicato del libretto o del badge, more e sanzioni, ecc.);
  • le spese di imposta di bollo riguardante il rilascio di certificati.

Agevolazioni fiscali studenti: gli «Erasmus +» sono detraibili?

Sempre più ragazzi partecipano ogni anno al programma «Erasmus +» dell’Unione europea che consente di frequentare una facoltà in un Paese comunitario grazie ad una borsa di studio. La legge [4] stabilisce l’esenzione dall’Irpef delle borse erogate agli studenti delle università e delle istituzioni ad alta formazione artistica, musicale e coreutica per la mobilità internazionale. L’esenzione viene riconosciuta per tutta la durata del programma fino al 2020. In questo modo, gli studenti che aderiscono ad «Erasmus +» hanno le stesse agevolazioni fiscali di chi ha scelto altri progetti comunicati, come «Socrates» o «Lifelong Learning Programme».

Agevolazioni fiscali studenti: la detrazione per gli affitti fuori sede

Un’altra delle agevolazioni fiscali per gli studenti è quella che interessa l’affitto dell’immobile per chi frequenta l’università fuori sede. La legge prevede la detrazione Irpef delle spese sostenute per il canone di locazione che riguardano anche:

  • i contratti di ospitalità e gli atti di assegnazione in godimento o locazione;
  • i contratti stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari riconosciuti, enti senza fini di lucro e cooperative.

Per fruire di quest’agevolazione, però, ci devono essere certe condizioni. La prima, riguarda il luogo in cui si trova l’università e cioè:

  • deve essere un luogo diverso da quello in cui lo studente ha la residenza anagrafica;
  • deve distare almeno 100 km dal luogo in cui lo studente ha la residenza anagrafica;
  • deve essere ubicata in una provincia diversa da quella in cui lo studente ha la residenza anagrafica.

La detrazione spetta per un limite di spesa di 2.633 euro.

Detrazioni per chi abita in montagna o in zone disagiate

Ancora per tutto il 2018, e con lo stesso limite di spesa appena citato, spetta la detrazione del 19% sui canoni di locazione degli studenti universitari:

  • che risiedono in zone montane o disagiate distanti almeno 50 km dall’università;
  • che frequentano una facoltà anche nella stessa provincia in cui hanno la residenza anagrafica.

Detrazioni per affitti all’estero

Stessi vincoli e stesso limite di spesa per chi frequenta un’università all’estero e deve pagare un canone di affitto. La detrazione spetta a:

  • gli studenti che frequentano un corso di laurea in un Paese comunitario o aderente allo spazio economico europeo;
  • ai canoni di locazione derivanti da contratti di ospitalità o da atti di assegnazione in godimento in base alla normativa in vigore nello Stato in cui lo studente si è trasferito.

note

[1] Art. 15 co. 1 Tuir.

[2] Art. 3 co. 20 legge 549/1995.

[3] Agenzia Entrate circ. n. 18 del 06.05.2016.

[4] Art. 1 co. 50 legge 208/2015.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    Mio figlio ha frequentato i primi 3 anni di università a Totino mentre per la specializzazione si è iscritto all’università di Bologna con distaccamento a Rimini, quindi abbiamo affittato un alloggio. Le spese di locazione sono detraibili sul 730?
    La ringrazio in anticipo
    Giovanna

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