Diritto e Fisco | Editoriale

Scrittura privata: come annullarla

18 Aprile 2018
Scrittura privata: come annullarla

Dalla contestazione e disconoscimento della firma all’annullamento per vizio della volontà, per assenza di uno degli elementi essenziali della scrittura o per incapacità di intendere e volere.

Hai firmato una scrittura privata con un altra persona impegnandoti, nei suoi confronti, a eseguire una determinata prestazione o a pagare una certa somma di denaro. Lo hai fatto, però, in un momento particolare della tua vita in cui eri debole e afflitto da problemi. Insomma non avevi un quadro lucido delle tue possibilità. Peraltro, a ben vedere, la stessa firma riportata sulla scrittura privata non sembra essere la tua e hai dubbi sulla sua autenticità. Magari ha firmato qualcuno in tua sostituzione, avendo ricevuto delega da te, ma in questo momento qualsiasi appiglio può essere utile per contestare il documento e liberarti da ogni obbligo. Così ti chiedi come annullare una scrittura privata. In questo articolo ti offriremo una serie di consigli che si fondano non già su trucchi illegali o escamotage elusivi, ma sulle stesse norme del codice civile che consentono di disconoscere una scrittura privata o di impugnare il contratto per vizi della volontà. Cercheremo, come nostra abitudine, di usare un linguaggio comune e non tecnico, anche perché si tratta di meccanismi assai semplici da comprendere.

Cos’è la scrittura privata?

Prima di spiegare come annullare una scrittura privata dobbiamo ricordare cosa si intende con questo termine. La scrittura privata è un documento scritto e firmato da due o più soggetti (privati o pubblici) senza l’assistenza di un pubblico ufficiale come il notaio. In quanto tale, il documento ha valore solo tra le parti e non può essere opposto a terzi.

Di solito la scrittura privata è un contratto (vendita, affitto, ecc.), una donazione, il compromesso per l’acquisto di una casa, un’ammissione di un debito, una promessa di pagamento, una quietanza, un accordo per una rateazione di un debito, ecc.

La scrittura privata può avere una data certa se viene registrata o se le firme vengono autenticate dal notaio. In quest’ultimo caso, peraltro, è più difficile disconoscerla (vedremo a breve cosa significa).

Come contestare la scrittura privata

Per contestare una scrittura privata bisogna innanzitutto verificare se questa ha gli elementi essenziali richiesti dalla legge.

Gli elementi essenziali di un contratto sono:

  • l’individuazione dei soggetti che manifestano la volontà di obbligarsi. Ad esempio si può contestare un mutuo con la banca se non è indicato con precisione chi è il beneficiario della somma;
  • l’oggetto della prestazione da eseguire. Ad esempio si può contestare una vendita se non viene indicato il prezzo da corrispondere o il bene che si intende acquistare;
  • la ragione per cui viene eseguita tale prestazione (cosiddetta «causa»). Non è necessario indicare il tipo di contratto ma bisogna descrivere il meccanismo alla sua base. Ad esempio, anche se una scrittura privata non viene denominata “Vendita” essa è tale se spiega che il trasferimento della proprietà avviene dietro pagamento di un prezzo; si può evitare di usare la parola “donazione”, purché venga espresso in modo inequivoco il concetto che, a fronte del regalo, non si chiede nulla in cambio;
  • in alcuni casi è necessario anche l’atto pubblico notarile, ma solo se richiesto dalla legge (ad esempio l’atto di vendita di un immobile). Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la legge lascia libere le parti di scegliere se dare al proprio accordo una forma scritta o verbale. Ad esempio la vendita di un oggetto (un armadio, un computer, un gioiello, ecc.) può avvenire tramite una stretta di mano.

In assenza di uno di questi elementi il contratto è nullo, ossia è come se non fosse mai stato firmato. È tuttavia necessario rivolgersi a un giudice affinché dichiari la nullità dell’accordo. Lo si può fare senza limiti di tempo: non ci sono infatti termini da rispettare per l’azione di accertamento della nullità.

Come contestare la firma di una scrittura privata

Un’altra ragione per “annullare” una scrittura privata passa dal disconoscimento della firma. Se si vuole disconoscere la scrittura privata lo si può fare sostenendo che la sottoscrizione non è propria. Non bisogna fornire prove: basta solo la semplice dichiarazione di disconoscimento. Né ci sono formule particolari. Basta dire «Questa firma non è mia e la disconosco» che la scrittura privata perde valore. Spetterà allora alla controparte attivare un procedimento per verificare invece la genuinità della firma, procedimento che va sotto il nome di istanza di verificazione.

In processo, a seguito del disconoscimento della scrittura privata, la parte che ha prodotto il documento può:

  • rimanere in silenzio: in tal caso la scrittura disconosciuta non ha alcun valore di prova;
  • avviare il procedimento volto ad accertare l’autenticità della scrittura: in questo caso si apre il procedimento di verificazione.

La contestazione della firma sulla scrittura privata non può però avvenire se il documento non viene disconosciuto immediatamente o se c’è stata l’autentica delle firme dal notaio.

Come annullare una scrittura privata non voluta

Ben potrebbe succedere che la scrittura privata sia formalmente corretta e completa di ogni elemento, che la firma sia del suo autore ma che questi l’abbia posta in un momento di incapacità o sotto minaccia o per errore o perché frodato dall’altra parte. In tal caso si può esercitare, entro cinque anni l’azione di annullamento della scrittura privata.

Più nel dettaglio l’annullamento, che va chiesto al giudice nel corso di una causa di tipo civile, può avvenire nelle seguenti ipotesi.

Annullamento della scrittura privata per incapacità

Non c’è bisogno di essere formalmente interdetto o inabilitato per poter annullare una scrittura privata: basta che al momento della firma si era in una condizione di naturale incapacità di intendere e volere, circostanza che può derivare ad esempio da uno stato di ubriachezza, dall’assunzione di farmaci molto forti che influiscono sulla comprensione, da una malattia psichica anche momentanea, dalla minore età.

Annullamento della scrittura privata per errore

Si pensi a chi compra un oggetto credendo che è d’oro e invece è d’oro solo il rivestimento esterno.

L’errore è causa di annullamento del contratto se:

  1. è essenziale: ossia quando la parte, se non vi fosse incorsa, non avrebbe firmato la scrittura privata. In particolare l’errore è essenziale quando cade: a) su una qualità dell’oggetto, purché questa sia stata determinata ai fini del consenso (si pensi al caso di chi scambia un terreno agricolo per uno edificabile); b) sulle qualità personali dell’altro contraente (si pensi a chi conclude un contratto con una società che crede essere attiva e invece è appena fallita); c) sulla normativa vigente quando l’errata o mancata conoscenza della legge ha costituito la ragione unica o principale del contratto (si pensi all’acquisto di una fornitura di pannelli di amianto da usare in edilizia senza sapere che il loro impiego è divenuto illegale dal 1992);
  2. è riconoscibile: ossia quando una persona avrebbe potuto rilevarlo usando la normale diligenza. È sufficiente provare che la controparte, per la professione che svolge, per il prezzo concordato o per altre circostanze avrebbe potuto accorgersi di essere in errore utilizzando la normale diligenza).

Per ottenere l’annullamento per errore bisogna provare i due elementi appena indicati e agire entro cinque anni dalla scoperta dell’errore.

Annullamento della scrittura privata per dolo

Il dolo è l’incanno, il raggiro volto a spingere l’altro soggetto a concludere un contratto che altrimenti non avrebbe mai firmato. Ciò significa che il raggiro, per giustificare la richiesta di annullamento, deve essere stato determinante per la conclusione del contratto.

Secondo il codice civile, il dolo è causa di annullamento della scrittura privata quando i raggiri usati da uno dei contraenti son stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe mai contrattato.

Il dolo non è solo un comportamento attivo, ma può essere anche omissivo e consistere nel semplice omettere di comunicare o nel nascondere o nel tacere all’altra parte informazioni determinanti.

Annullamento della scrittura privata per violenza

Se si è stati minacciati fisicamente o anche solo psicologicamente si può annullare la scrittura privata per violenza. La «violenza morale» è la minaccia di un male ingiusto; deve essere tale da impressionare una persona sensata e indurla a concludere un contratto che altrimenti non avrebbe concluso. Ovviamente l’annullamento del contratto fa salva la possibilità di una denuncia per il reato di estorsione.

Annullamento della scrittura privata conclusa a condizioni inique

Immagina di essere nel deserto, morto di sete, e di accettare di pagare mille euro per un bicchiere d’acqua pur di non morire. L’eventuale contratto si può contestare. In questo caso si parla più propriamente di rescissione. Si può rescindere un contratto in due casi:

  1. quando le condizioni inique sono state accettate per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona. È questa la soluzione offerta dall’ordinamento per casi (in verità piuttosto improbabili) come quelli sopra descritti. Il giudice – stabilisce il codice civile – nel pronunciare la sentenza di scioglimento del contratto può comunque assegnare un equo compenso all’altra parte (quella che ha eseguito la prestazione chiedendo un compenso iniquo) per l’opera da lui prestata. Così, ad esempio, l’autista dell’autoambulanza riceverà il prezzo normale di una corsa;
  2. quando le condizioni inique siano state accettate da una parte perché spinta da uno stato di bisogno del quale l’altra ha approfittato per trarne un vantaggio. In questo caso si parla di rescissione per lesione. Tuttavia, non ogni disparità tra le prestazioni consente di ottenere la rescissione del contratto. L’azione è infatti consentita solo quando il valore di una prestazione supera di oltre la metà il valore dell’altra.


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4 Commenti

  1. Buona stasera,marzo 2016 ho firmato una scrittura privata tra le parti per installazione di un sistema di videosorveglianza degli inquilini sottostanti. Ora vorrei liberarmi di questo vincolo e far togliere l impianto. Come devo procedere e che spesa economica mi tocca affrontare?

  2. I locatari della mansarda dove abitavo con la mia famiglia per la quale pagavo 650 € al mese e sulla quale risultava un comodato d’uso perchè non avrebbero potuto affittarla con un normale contratto in quanto non munita di abitabilità, ad un certo punto mi hanno detto di lasciarla libera entro 60 gg.Non avendo un alloggio nell’immediato mi hanno costretto tramite il loro legale a firmare una scrittura privata dove mi impegnavo a pagare 550 euro per il parcheggio di due auto nel giardino di proprietà per darmi una proroga di 6 mesi nel rilascio della mansarda. Non sapendo dove andare l’ho firmata ma hanno approfittato delle mie necessità, adesso che sono andata via ma dovrei ancora saldare le ultime due rate vorrei impugnare quell’atto perchè l’ingiustizia subita è stata troppo alta in quanto io ero stata sempre solvibile e attenta nella cura dell’alloggio. Secondo voi c’è possibilità? grazie!

  3. Buonasera, vorrei sapere se una scrittura privata tra le parti, per un area urbana in comproprietà tra le parti, può essere dichiarata nulla, visto che uno dei firmatari come proprietario, in realtà non lo era perché vigeva un leasing sulla sua porzione di proprietà, quindi il proprietario è l’ente erogatore del leasing.

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