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Processo per direttissima: come chiedere risarcimento

21 Aprile 2018
Processo per direttissima: come chiedere risarcimento

Quanto potrebbe costare chiedere un risarcimento danni a una donna che mi minaccia di morte? Ho un video in cui questa donna dichiara di essere una spacciatrice di droga e un altro in cui mi raggiunge sul posto di lavoro e sotto minacce di morte, mi intima di eseguire i suoi ordini e di diventare la sua schiava, altrimenti potrebbe uccidere la mia famiglia. Su Facebook questa donna ha pubblicato delle scritte sataniste e dei suoi amici hanno pubblicato scritte razziste sul chiuderci tutti nei lager e scritte per la droga legalizzata. C’è già in atto una direttissima per avere un ordine restrittivo che tenga queste persone lontane dalla mia famiglia e li vedrebbe colpevoli e condannati. Nell’attesa dell’esecuzione della sentenza però questa donna continua a contattare me ed  i  miei familiari, fingendo di essere varie persone e avere cariche pubbliche per ottenere favori. Al momento so che nel suo paese è latitante. Se chiedessi un risarcimento danni (in denaro e in salute) dopo aver vinto la direttissima, in quanto potrei ottenerlo?  

La minaccia (qualora sia idonea ad incutere effettivamente timore in chi la riceve) è punita dalla legge come reato. A seconda che si tratti di una minaccia (giuridicamente) definita semplice o una minaccia aggravata la competenza a decidere sarà del giudice di pace o del giudice monocratico.

Il caso esposto dalla lettrice riguarda una minaccia di morte, per cui si tratta di una ipotesi di minaccia aggravata (di competenza, come sopra anticipato, del giudice monocratico). Questa distinzione è necessaria al fine di rispondere compiutamente al quesito, in quanto l’onorario dell’avvocato varia a seconda della complessità della questione e del giudice dinanzi al quale il processo viene trattato.

La lettrice può presentare una denunciaquerela per minaccia e costituirsi parte civile nel procedimento penale che ne seguirà: questo le consentirebbe di ottenere un risarcimento del danno in sede penale. Si tenga presente che, di solito, all’esito del giudizio penale, il giudice condanna genericamente al risarcimento, mentre per la quantificazione dello stesso è necessario rivolgersi al giudice civile (tranne in caso di provvisionale).

La lettrice ha chiesto quanto potrebbe costare chiedere un risarcimento danni a chi la minaccia di morte. Purtroppo, ogni avvocato applica le proprie tariffe (in quanto non c’è un tariffario vincolante), per cui la risposta non può essere portatrice di una verità assoluta. Peraltro il costo varia a seconda che la lettrice decida di chiedere il risarcimento del danno nel processo penale (denunciando chi l’ha minacciata e costituendosi parte civile, come sopra spiegato) o direttamente con un’azione civile. Per poterle dare un’idea di massima, si allegano le tariffe minime, medie e massime previste come onorario da pagare al difensore, sia nei procedimenti penali che nelle procedure civilistiche (a seconda della complessità del giudizio si applicheranno le differenti tariffe riportate).

Per il giudizio civile, il valore della causa viene indicato da 5.201 a 5.200 euro, valore che si riferisce alla cifra del risarcimento che la lettrice chiede. Dal suo narrato non è facile quantificare il risarcimento e questo potrà essere fatto soltanto con un quadro della situazione più dettagliato; si consideri che diminuendo il valore della causa diminuisce anche la parcella del difensore. Se volesse appoggiarsi presso lo studio della scrivente si potranno valutare meglio tutte le questioni.

Peraltro la lettrice ha parlato di una direttissima, ma va immaginato si tratti di un procedimento diverso che nulla può avere a che fare con la minaccia che ha raccontato di aver ricevuto (questo in quanto per la minaccia non è previsto l’arresto ed, invece, il giudizio direttissimo si celebra nei confronti di un soggetto arrestato).

Questa è la risposta possibile con i pochi elementi a disposizione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola



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