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Girada.it: è legale o è una truffa?

19 Aprile 2018 | Autore:
Girada.it: è legale o è una truffa?

Il sito consente di acquistare prodotti hi-tech a prezzi stracciati coinvolgendo altri clienti: è sistema piramidale e, quindi, illecito? Cos’è lo schema Ponzi.

Nella vita ci sono gli imprenditori bravi, quelli molto bravi ed i visionari. Questi ultimi hanno la genialità e l’occhio particolarmente lungo in grado di vedere delle potenzialità di business in quello a cui gli altri non sono ancora arrivati e di farlo fruttare. Chi ha messo in piedi il sito Girada.it rientra sicuramente in questa categoria. Quello che resta ancora da capire è se la sua genialata è legale o è una truffa, anche se nell’uno o nell’altro caso bisogna riconoscergli il merito: o è uno dei più grandi dell’e-commerce di tutti i tempi o è uno dei maggiori imbroglioni della storia degli acquisti online. Molti consumatori, infatti, si chiedono da tempo se Girada.it è legale o è una truffa. Di questo si sta occupando l’Antitrust, dopo diverse segnalazioni. L’AgCom, cioè l’Autorità per le Comunicazioni, si è già espressa in merito, ammettendo che, tutto sommato, il Codice del Consumo viene rispettato, pur esprimendo ancora qualche perplessità sul sistema di vendita.

Facciamo un po’ di chiarezza. Quello di cui stiamo parlando è un sito con sede legale e operativa nella provincia di Napoli che vende via Internet dei prodotti hi-tech di primissima qualità (parliamo di marchi come Apple, Asus, Samsung, Marshall, ecc.) a prezzi ridicoli rispetto a quelli di mercato: può costare un iPhone X da 256 Gb appena 430 euro quando, sui canali tradizionali (Amazon o la stessa Apple), di euro ne servono più di 1.000 per portarlo a casa? Oppure un paio di cuffie bluetooth Marshall Major II ad una cinquantina di euro mentre su Zalando (per citare un altro dei siti di e-commerce più popolari) si trovano a 149 euro? C’è qualcosa che non torna oppure questi prezzi si ricavano da un particolare sistema di vendita?

Ecco, è il sistema di vendita quello che ha messo «in campana» le autorità. Un meccanismo che potrebbe essere paragonato ad un sistema piramidale (illegale in Italia dal 2005) o, per dirla in termini più social, ad una catena di Sant’Antonio grazie alla quale il primo ride e l’ultimo piange. Vediamo come funziona per arrivare a capire se Girada.it è legale o è una truffa.

Girada.it: come funziona

Come si vendono prodotti tecnologici originali e di qualità alla metà o ad un terzo del loro prezzo di listino? Il sistema adottato da Girada.it, su cui in molti si chiedono se è legale o una truffa, funziona così: il consumatore non acquista subito ma prenota l’articolo che gli interessa e paga. A quel punto ottiene un referral code, cioè un codice di riferimento personale. Per ricevere il prodotto, però, deve prima convincere tre amici a comprare un articolo che costi lo stesso o di più rispetto a quello che lui ha prenotato. La spedizione del prodotto avviene solo 20 giorni dopo che l’ultimo dei tre amici ha prenotato e pagato il suo articolo tramite il referral code del primo consumatore. In altre parole, dopo che tutti e tre gli amici avranno effettuato (e pagato) l’acquisto.

Girada.it: il sistema di pagamento

A sollevare i primi dubbi su questo sistema di vendita online è stata la modalità di pagamento. Girada.it prevedeva all’inizio (parliamo del 2016) come unico sistema quello dell’acquisto tramite PayPal. Il che, però, ha creato un grosso problema alla società partenopea: PayPal, infatti, prevede la spedizione immediata del prodotto dopo il pagamento. Cioè, verso i soldi oggi e oggi stesso l’articolo deve partire verso casa mia. Cosa che Girada non prevedeva, poiché fa attendere l’acquirente fino a quando non avrebbe convinto tre amici a fare altrettanto, dopodiché bisogna aspettare altri 20 giorni prima che il pc, lo smartphone o le cuffie lasciassero il magazzino.

Girada ha rimborsato i clienti, dopodiché ha cambiato strategia e proposto due soluzioni diverse.

La prima consiste nel seguire il modello tradizionale, cioè: prenoto, pago, convinco tre amici a fare lo stesso e, quando il terzo ha, a sua volta, prenotato e pagato, l’articolo parte dopo una ventina di giorni. In questo caso è possibile pagare solo con bonifico bancario o con bollettino postale.

La seconda è quella di acquistare il prodotto a prezzo pieno, pagare tramite PayPal o carta di credito e ricevere l’articolo subito a casa. Quindi, il cliente avrà nove mesi di tempo per trovare gli amici e avere, in questo modo, un rimborso equivalente al numero di persone coinvolte nell’operazione. Più amici presento, più sconto ottengo.

Un sistema, quindi, che dimostra come il mondo dell’e-commerce e quello del social possono intrecciarsi alla perfezione per ottenere degli ottimi risultati di business: Girada, nel 2017, ha mosso qualcosa come 23,6 miliardi di euro di acquisti online, con un fatturato in crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Non sono briciole.

Girada.it: legale o truffa?

Fin qui, niente da dire. Nulla vieta ad una società di e-commerce di adottare un sistema che proponga ad un acquirente uno sconto a condizione che porti altre persone ad effettuare un acquisto. E, del resto, è un meccanismo simile a quello adottato nelle vendite porta a porta. Ci sono dei marchi noti di materassi, frullatori, aspirapolvere e quant’altro che offrono il proprio prodotto a prezzi più bassi se il consumatore garantisce un certo numero di presentazioni presso le case di qualche amico o di qualche vicino. Il principio è più o meno lo stesso, anche se, in quest’ultimo caso, non c’è un impegno all’acquisto, a differenza di Girada che impone al cliente e agli amici di prenotare e di comprare un articolo.

Infatti, per le associazioni dei consumatori è, apparentemente, tutto in regola con il Codice del Consumo. Ma non mancano i dubbi, fondati sul fatto che questa forma di vendita somiglia molto al sistema piramidale, dichiarato illegale in Italia, e all’utilizzo di liste chiuse per trovare delle persone che ci stiano al gioco (i famosi tre amici che consentono l’acquisto a prezzi stracciati).

Girada.it: il sistema piramidale

Non bisogna confondere il sistema piramidale di vendita (di cui è sospettato il sito Girada.it) con il sistema multi-level marketing. Quest’ultimo consiste in una vendita diretta attraverso una rete di conoscenze dei consumatori o un passaparola. È l’esempio che facevamo poco fa del materasso, il frullatore o l’aspirapolvere: propongo l’articolo a una persona e le chiedo di presentarmene altre per fare la dimostrazione a casa loro.

Il sistema piramidale, invece, noto anche come schema Ponzi, si basa su altri presupposti, cioè:

  • la promozione del prodotto consiste nella promessa di ottenere uno sconto;
  • lo sconto viene effettuato solo se altri soggetti entrano a fare parte del sistema;
  • le entrate più consistenti per compensare lo sconto effettuato non risultano da un’attività economica vera e propria ma dall’ingresso di altri soggetti e dal versamento di un contributo finanziario.

Qual è il rischio? Quello di non riuscire ad assicurare a tutti i partecipanti al sistema lo stesso beneficio economico. Il primo della catena lo otterrà senz’altro, ma l’ultimo? Senza una continua iniezione di soldi che garantisca il finanziamento degli sconti, quella catena potrebbe spezzarsi. È qui che si arriva a quella linea di confine in cui ci si chiede se Girada.it sia legale o una truffa: per essere legale, deve garantire a tutti, dal primo all’ultimo della catena, le stesse condizioni e gli stessi benefici. Altrimenti, si sconfina dall’altra parte, cioè nella truffa.

Pericoli sui quali la legge ha messo non dei paletti ma un muro molto solido, vietando dal 2015 il sistema di vendita piramidale, cioè lo schema Ponzi [1]. I promotori e gli organizzatori di questo tipo di attività vengono sanzionati con l’arresto da sei mesi a un anno o con l’ammenda da 100mila a 600mila euro. Da citare anche la sentenza della Cassazione [2] secondo cui vengono messe al bando e, quindi, ritenute illegali le attività commerciali il cui guadagno deriva dal reclutamento di utenti (e per utenti si intendono, ovviamente, quelli che si rivolgono ad un sito Internet per effettuare un acquisto).

Di fronte a tutto questo, l’Antitrust ha avviato un’istruttoria di cui si attende ancora il risultato. Bene che vada, il business di Girada potrebbe continuare. In caso contrario, però, cioè se l’Autorità accertasse la pratica commerciale scorretta, il sito rischierebbe una diffida e una sanzione pecuniaria compresa tra 5mila e 5 milioni di euro a seconda della gravità e della durata della violazione.

Girada.it: le liste chiuse di «reclutamento»

Altra questione che fa venire il dubbio sul fatto che Girada.it sia legale o una truffa è quello delle cosiddette «liste di reclutamento» di amici che permettano al consumatore di ottenere lo sconto promesso dal sito su un prodotto. Si tratta di gruppi di acquisto nati su canali chiusi come Telegram per reperire le tre persone da coinvolgere nell’operazione (non è necessario che siano proprio amici, spesso si tratta di perfetti sconosciuti). Basta iscriversi ad una di queste liste (qualcuna porta proprio il nome di Girada), inserire il codice personale di prenotazione (il referral code), inviare uno screenshot della conferma dell’ordine e attendere che gli amministratori della lista trovino i tre «amici» disponibili a completare la procedura per ottenere il prodotto a prezzo stracciato. Qual è il problema? I sospetti sono due: il primo, che possa essere proprio Girada a «pilotare» queste liste, ipotesi categoricamente smentita dalla società napoletana. Il secondo: che qualcuno crei delle apposite liste in odore di truffa per «marciarci» sopra. Ed anche su questo è intervenuta Girada creando una casella di posta elettronica per segnalare eventuali gruppi di acquisto scorretti.


note

[1] Legge n. 173/2015.

[2] Cass. sent. n. 37049/2012.


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4 Commenti

  1. L’inadempienza principale di Girada è il mancato rispetto del diritto di recesso dall’acquisto.

    P.S.
    Articolo scritto più per essere indicizzato da Google che letto, troppe ripetizioni delle stesse parole.

  2. Ma qualcuno ha letto la delibera del provvedimento 27056? La procedura sanzionatoria è stata messa in pausa dalla autorità rendendo obbligatorie una serie di impegni da attuare entro 60 giorni dal 21 febbraio. Ma li avete gli impegni? I 60 giorni son passati e girada cosa ha fatto? Il riscatto a prezzo di mercato dopo 6 mesi dalla prenotazione dov’è? Le statistiche delle quote gold dove sono? La reportistica bimestrale sulle vendite da fornire alla autorità c’è?
    Questi è molti altri punti che compaiono nel documento dell’agcm ma di cui nessuno parla!

  3. 23,6 miliardi di euro nel solo 2017 ?!?!? Nemmeno Luxottica, Ferrero e Fincantieri messe insieme hanno un fatturato di quel tipo. Probabilmente vi siete espressi in lire.

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