Diritto e Fisco | Articoli

Perdita di tempo libero: è un danno risarcibile?

19 Dicembre 2012
Perdita di tempo libero: è un danno risarcibile?

Cassazione: la perdita di tempo non è un danno risarcibile.

Il tempo è denaro, ma non forse per i giudici della Cassazione: in una recente sentenza, infatti, la Suprema Corte ha confermato un indirizzo ormai consolidato, secondo cui la perdita di tempo libero non è un bene risarcibile.

Risarcibilità del danno non patrimoniale

La Cassazione parte da un principio fermo nella propria giurisprudenza [2] secondo cui ogni danno non patrimoniale può essere risarcito a condizione che:

1 – il fatto lesivo sia costituito da un reato;

2 – oppure vi sia stata una lesione di diritti inviolabili della persona garantiti dalla Costituzione, sempre che: a) la lesione dell’interesse sia grave; b) il sanno non sia futile (non consista in semplici disagi o fastidi o nella lesione di diritti del tutto immaginari).

Il tempo libero non è un diritto fondamentale

Alla luce di ciò, secondo la Cassazione, il “tempo libero” (a differenza di quello impiegato per il lavoro) non è un diritto fondamentale della personalità garantito dalla Costituzione o dai Trattati internazionali che tutelano i diritti dell’uomo. L’esercizio del tempo libero è, infatti, rimesso alla autodeterminazione delle persone, libere di scegliere come e se impiegarlo, al contrario dei diritti inviolabili dell’uomo, che sono invece irrinunciabili. Per esempio: chiunque è libero di scegliere di impiegare il proprio tempo libero per svolgere un secondo lavoro, ma non potrebbe mai rinunciare al diritto alla propria integrità fisica.

Pertanto, la Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che si lamentava di aver sprecato tanto tempo libero per assolvere ad alcuni impegni dipendenti da ingiustificati disservizi degli uffici giudiziari.

 

 


note

[1] Cass. sent. n. 21725 del 4.12.2012.

[2] Cass. sent. n. 26972/2008.


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