Diritto e Fisco | Editoriale

Peculato per uso auto di servizio

11 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 maggio 2018



Cos’è il peculato? Cos’è il peculato d’uso? Cosa rischia il dipendente pubblico che utilizza beni dell’amministrazione per scopi personali?

La lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione si è fatta sempre più intensa con il passare degli anni. Sull’onda dello sdegno popolare causato da condotte di dipendenti pubblici che si comportano come proprietari dei beni loro assegnati o che, al contrario, a lavoro proprio non si presentano, il legislatore italiano ha inasprito le pene per i reati commessi contro la pubblica amministrazione. Tra questi, il peculato è senz’altro uno dei più gravi e dei più odiosi, considerato che il dipendente pubblico si appropria indebitamente di cose non proprie per conseguire un vantaggio personale. Con questo articolo parleremo in particolar modo del peculato per uso auto di servizio, cercando di capire quando è reato e quando, invece, non lo è.

Peculato: cos’è?

Prima di affrontare il peculato per uso auto di servizio, spieghiamo brevemente cos’è il peculato in generale. Il peculato altro non è che l’appropriazione indebita del pubblico funzionario: se questi, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi [1].

Peculato d’uso: cos’è?

La pena è ridotta (reclusione da sei mesi a tre anni) quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare un uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita [2]. Si tratta del peculato d’uso, cioè di una forma più blanda di appropriazione, caratterizzata dalla temporaneità dell’utilizzo del bene non proprio.

Peculato: esempi

Gli esempi di peculato si sprecano: si va dal funzionario che si appropria del denaro che solitamente maneggia in ragione del suo lavoro (tesoriere di un ente pubblico o funzionario della ragioneria), al pubblico ufficiale che utilizza la strumentazione fornitagli (telefono, fotocopiatrice, autovettura, ecc.) per i propri scopi. Il peculato è un reato proprio: vuol dire che può essere commesso solamente da chi riveste una determinata carica, che è quella di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Approfondiamo.

Chi è il pubblico ufficiale?

Per pubblico ufficiale deve intendersi colui che esercita una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Mentre non ci sono dubbi sulle prime due funzioni, riferibili a parlamentari, consiglieri regionali e giudici, la terza presenta sicuramente un raggio d’azione più esteso. Svolgono una funzione amministrativa tutti coloro che dipendono da una pubblica amministrazione ed esercitano funzioni fondamentali per essa: si pensi ai cancellieri nei tribunali, agli insegnanti nelle scuole, ai medici negli ospedali, ai carabinieri, ecc. L’incaricato di un pubblico servizio svolge, al contrario, funzioni residuali, ma non mansioni meramente manuali: ad esempio, l’infermiere è, di norma, un incaricato di un pubblico servizio. Sono incaricati di pubblico servizio anche coloro che sono investiti di una concessione pubblica: si pensi al settore della concessione radiotelevisiva.

Peculato per uso auto servizio: cos’è?

Nei paragrafi precedenti abbiamo detto che il peculato consiste nell’appropriazione indebita compiuta da un pubblico ufficiale oppure da un incaricato di un pubblico servizio. Passiamo ora all’argomento principale di questo contributo: cos’è il peculato per uso auto di servizio? Il peculato per uso auto servizio altro non è che quel peculato che ha ad oggetto l’autovettura messa a disposizione del dipendente per l’esercizio della sua attività lavorativa: si pensi, ad esempio, al funzionario comunale che utilizzi l’auto affidatagli dall’ente pubblico per compiere gite fuori porta; oppure al poliziotto che va a fare la spesa con la volante. In altre parole, il peculato per uso auto servizio consiste nell’utilizzo per fini egoistici di una strumentazione fornita dalla pubblica amministrazione per altri scopi: per ragioni di servizio, appunto.

Peculato per uso auto servizio: cosa si rischia?

Chi commette peculato per uso auto servizio rischia una reclusione dai sei mesi ai tre anni se fa un utilizzo soltanto temporaneo della vettura: si tratta della forma “attenuata” di peculato, quella prevista per chi fa un uso solamente momentaneo del bene pubblico. Si presume, infatti, che chi utilizzi un’auto di servizio per scopi personali, soddisfatti questi, la restituisca. Si tratta, quindi, di un “prestito”, non di un’appropriazione vera e propria. In questo senso anche la Corte di Cassazione, secondo cui il dipendente pubblico che utilizzi per scopi personali la vettura di servizio commette peculato d’uso, punibile al massimo con tre anni di reclusione [3]. Il rischio, però, è quello di incorrere nella forma più grave di peculato, quella punibile addirittura fino a dieci anni e mezzo di reclusione, quando l’uso dell’auto di servizio per scopi personali sia costante. In altre parole, se il funzionario pubblico utilizza saltuariamente e per poco tempo l’auto di servizio per interessi propri, incorrerà nel più lieve reato di peculato d’uso. Al contrario, il funzionario che utilizzi abitualmente l’auto di servizio per ragioni proprie, pur restituendo la vettura all’amministrazione (quindi, non portandosela a casa, se mai chiudendola pure nel garage!), rischia il peculato vero e proprio, sanzionato molto più pesantemente. Così si è espressa la Corte di Cassazione, secondo cui chi utilizza l’auto di servizio come se ne fosse il proprietario, pur restituendola a fine giornata, commette peculato, non peculato d’uso [4].

Peculato per uso auto servizio: è sempre reato?

In realtà, l’impiego dell’auto di servizio per scopi personali non costituisce sempre reato di peculato d’uso. Secondo la Corte di Cassazione, la condotta costituisce reato solamente se l’utilizzo del mezzo comporti uno spreco ai danni della pubblica amministrazione: in altre parole, se c’è un maggior consumo di carburante [5]. In soldoni, il reato di peculato si integra solamente se c’è un danno effettivo per l’amministrazione. Se, al contrario, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, pur impiegando per fini egoistici l’auto, non cagiona una perdita patrimoniale, nulla potrà essere loro imputato. In pratica, il dipendente pubblico che, mentre si trova in giro per lavoro con l’auto di servizio, fa una piccolissima deviazione per fermarsi al supermercato a fare la spesa, non commette peculato. Beninteso, diverso è il discorso per eventuali sanzioni di tipo disciplinare.

note

[1] Art. 314 cod. pen.

[2] Art. 314, co. 2, cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 14040/2015 del 03.04.2015; Cass., sez. Un., 31022/2015.

[4] Cass., sent. n. 13038/2016 del 31.03.2016.

[5] Cass., sent. n. 19017/2017 del 20.04.2017.    

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