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Eredità: si può fare un accordo di divisione prima della dichiarazione di successione?

19 Aprile 2018
Eredità: si può fare un accordo di divisione prima della dichiarazione di successione?

Mia madre è morta due mesi fa senza lasciare testamento. Gli eredi sono: mio padre, mio fratello, e io. Mio padre ha pagato i funerali col conto cointestato a lui e mia madre, ma la banca l’ha obbligato a ripristinare il 50% di giacenza residua. Ha perciò messo in vendita l’auto di mia madre e messo i suoi gioielli in cassaforte (di cui solo lui ha le chiavi: dice che avendoli comprati lui a mia madre sono suoi, ma pare disposto a dividerli). Ora vuole fare la successione mettendo i beni (2 case in campagna) in comproprietà dei 3 eredi e poi semmai dividere. Io però vorrei prima un accordo su come dividere, e solo dopo fare la denuncia di successione,  ma papà dice che non si può fare e che non devo dichiarare in successione i 30mila euro che mamma mi donò tempo fa con bonifico (era una compensazione perché papà aveva comprato casa a mio fratello). Mio padre volle che mia madre mi donasse la somma senza notaio (sebbene il reddito di mamma fosse la sua pensione di 1000 euro). Cosa devo fare?

  

Prima di rispondere occorre fare una premessa fondamentale: da quello che si è compreso leggendo il quesito, tutti e tre gli eredi intendono accettare l’eredità.

Perciò, se è vero che tutti e tre gli eredi intendono accettare l’eredità, è opportuno procedere secondo questo ordine:

1) innanzitutto presentare la dichiarazione di successione entro dodici mesi dalla morte della madre del lettore poiché, in mancanza, scatterebbero sanzioni (la dichiarazione di successione è necessaria per pagare, se dovuta, l’imposta di successione, oltre a quelle ipotecaria, catastale e di bollo e per provvedere alle volture necessarie delle intestazioni dei beni immobili);

2) nello stesso tempo tutti e tre gli eredi, dopo aver presentato la dichiarazione di successione, è opportuno che si rechino da un notaio per compilare atto di accettazione dell’eredità che dovrà essere poi trascritto nei registri immobiliari;

3) successivamente, se gli eredi intendono dividersi l’eredità, cercare di trovare un accordo in tal senso che dovrà essere sancito attraverso un atto notarile di divisione amichevole.

Va precisato infine che allo stato attuale, ammesso e non concesso che tutti e tre gli eredi intendano accettare l’eredità:

– al padre, al lettore e a suo fratello spetta la quota di un terzo dell’eredità della madre (secondo le regole della successione legittima, cioè della successione in assenza di testamento);

– se l’autovettura era intestata solo alla madre del lettore, adesso l’auto è di proprietà di suo padre, del lettore e di suo fratello per la quota di un terzo ciascuno (occorre procedere a registrare l’atto di accettazione dell’eredità presso il Pra, cioè il pubblico registro automobilistico, competente);

– per quanto riguarda i gioielli, se essi furono donati dal padre del lettore alla madre di questi come si è soliti fare tra coniugi, anche i gioielli sono caduti in successione e spettano al padre, al lettore e a suo fratello in base alle quote di eredità sopra indicate;

– per quanto riguarda i due appartamenti, se essi erano intestati solo alla madre del lettore, essi oggi spettano a lui, a suo padre e suo fratello un terzo per ciascuno; se, invece, le due case erano in comproprietà al padre e alla madre al 50%, è ovvio che è caduta in successione solo la quota della madre e allora, se così fosse, oggi le quote di comproprietà di entrambe le case sarebbero: un sesto al lettore, un sesto a suo fratello e due terzi a suo padre;

– la donazione di denaro fatta dalla madre al lettore, che non era di scarso valore, andava fatta con atto pubblico (non bastava il bonifico): siccome non fu fatta con atto pubblico come richiede la legge, quella donazione di denaro era ed è nulla e se la nullità fosse accertata da una sentenza al termine di una causa, il lettore dovrebbe poi calcolare nella sua quota di eredità il valore di questa donazione di denaro (come se fosse stato un anticipo dell’eredità). Per questi motivi il  padre suggerisce al lettore di non inserire la donazione nella dichiarazione di successione (la donazione di denaro,cioè, se fosse inserita nella dichiarazione di successione verrebbe più chiaramente alla luce anche agli occhi del fisco).

Infine, occorre dire che nel momento in cui decidessero di dividere l’eredità secondo le quote che gli spettano, il lettore dovrà calcolare comunque nella sua quota il valore della donazione di denaro che ha ricevuto da sua madre (come se fosse stato un anticipo dell’eredità ed anche se suo padre o suo fratello non iniziassero mai una causa per far dichiarare la nullità della donazione di denaro che gli fece sua madre).

Chiaramente, se tutti e tre gli eredi sono d’accordo e non hanno nulla in contrario, il lettore può evitare di inserire la donazione di denaro di sua madre nella dichiarazione di successione ed evitare di calcolare il valore di questa donazione di denaro come anticipo della sua quota di eredità quando si tratterà di dividere l’eredità stessa.

Si tenga conto, infine, che anche il fratello del lettore è tenuto a fare la stessa cosa (cioè calcolare nella quota che gli spetterà il valore della casa che gli donò il padre), ma lo dovrà fare non durante la divisione dell’eredità di sua madre, ma quando decideranno eventualmente di dividere l’eredità del loro padre (quando quest’ultimo verrà a mancare).

Perciò è possibile che il padre stia proponendo al lettore e a suo fratello un accordo di questo tipo:

non calcolare, nelle quote che spettano al lettore e a suo fratello, le donazioni che hanno ricevuto (quella di denaro e quella della casa) durante le operazioni di divisione dell’eredità (oggi nella divisione dell’eredità della madre del lettore e in futuro nella divisione della sua eredità).

Ricapitolando:

l’ordine delle attività da svolgere è quello sopra indicato  (ai nn. 1) , 2) e 3) tenuto conto delle informazioni e degli accorgimenti successivamente illustrati.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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