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Inps e libretto di famiglia: il lavoratore è coperto da assicurazione?

19 Aprile 2018
Inps e libretto di famiglia: il lavoratore è coperto da assicurazione?

In quanto utilizzatore del libretto di famiglia (relativo alla prestazione di lavoro occasionale) devo effettuare la dichiarazione (dell’avvenuta prestazione da parte del prestatore – addetta alle pulizie del condominio) subito dopo la prestazione svolta ed entro il giorno 3 del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione. Sia io (datore di lavoro) che il lavoratore come prestatore siamo registrati sul sito dell’Inps. Pertanto, se il lavoratore durante la prestazione subisse un infortunio, lo stesso prestatore risulterebbe coperto da assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, perché registrato sul sito inps come prestatore?

  

Il sito istituzionale Inps chiarisce che i soggetti che vogliano intraprendere attività di lavoro in modo sporadico e saltuario possono acquistare prestazioni di lavoro attraverso il libretto di famiglia.

Il libretto di famiglia è un libretto nominativo prefinanziato, rivolto alle persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa, costituito da titoli di pagamento dal valore di 10 euro utili a retribuire attività di lavoro di durata non superiore ad un’ora.

L’acquisto del libretto di famiglia può avvenire mediante versamenti tramite F24 (Elide con causale LIFA) oppure attraverso il “Portale dei pagamenti”.

Ferme restando le regole relative ai limiti economici annui previsti dalla normativa (per ciascun prestatore, per ciascun utilizzatore e per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore), la normativa dei libretti di famiglia prevede che:

– il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti con iscrizione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995 e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali disciplinata dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (parte del compenso corrisposto, infatti, è destinato all’assicurazione Inail).

Le cose non cambiano se, invece del libretto di famiglia, si debba procedere con il contratto di prestazioni occasionali (cosiddetto “PrestO”, previa registrazione sulla piattaforma Inps) per l’acquisto, nei limiti economici previsti dalla norma, di prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità.

Con circolare 107 del 5 luglio 2017 l’Inps ha infatti chiarito che se datore di lavoro è il condominio che utilizzi il prestatore per lavori sui beni condominiali non si potrà procedere con il libretto di famiglia, ma con il contratto di prestazioni occasionali (cosiddetto “PrestO”), mentre il libretto di famiglia sarà utilizzabile se datore di lavoro è una persona fisica (ad esempio il singolo condomino che utilizzi il prestatore per lavori nella sua proprietà esclusiva).

Fatta questa distinzione tra libretto di famiglia e PrestO, bisogna dire che anche nel caso di acquisto di prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità attraverso il contratto di prestazioni occasionali (PrtestO) è previsto che:

– il prestatore ha diritto all’assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti con iscrizione alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995 e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali disciplinata dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (parte del compenso corrisposto, infatti, è destinato all’assicurazione Inail).

In definitiva sia nel caso di acquisto del libretto di famiglia, sia nel caso di “PrestO” il prestatore di lavoro è automaticamente coperto dall’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



3 Commenti

  1. Ma se il prestatore subisce un infortunio nel periodo della prestazione occasionale, come si può dimostrare che sia avvenuto proprio nell’ora lavorativa, visto che questa si può comunicare successivamente, entro il terzo giorno del mese successivo; cioè come può l’INPS tutelarsi da eventuali comportamenti dolosi o l’avente diritto attestare la sua eventuale buonafede ex post?

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