Diritto e Fisco | Editoriale

Mi hanno risarcito un danno: ci pagherò le tasse?

19 Aprile 2018
Mi hanno risarcito un danno: ci pagherò le tasse?

Danno emergente e lucro cessante: quali indennizzi si dichiarano nel 730? Bisogna pagare le tasse sul risarcimento del danno?

Se hai ricevuto una cospicua somma come risarcimento di una danno (ad esempio per un licenziamento illegittimo o per un incidente stradale) è giusto che tu ti chieda quali siano gli obblighi fiscali che la legge impone in questi casi. Potresti ciò porti il seguente quesito: «Mi hanno risarcito un danno: ci pagherò le tasse?». La risposta non la troverai in nessun libro, né la legge è più chiara. Tuttavia, è possibile trovare la soluzione in  alcuni pareri forniti dall’Agenzia delle Entrate. In questo articolo sintetizzeremo come stanno le cose e se il risarcimento del danno va dichiarato nel 730 o meno.

Il problema della tassazione del risarcimento del danno si pone non solo se l’importo ti è stato versato con bonifico o con assegno ma anche se, nell’ipotesi in cui il danneggiante sia un’azienda, siano stati usati i soldi contanti. Nel primi due casi siamo dinanzi a un pagamento tracciabile, risultante al fisco tramite terminale (l’Anagrafe dei conti correnti rivela infatti tutti i pagamenti ricevuti sul conto o i soldi versati); nel caso invece dei contanti, l’azienda dovrà riportare in contabilità l’importo corrisposto al privato e, tramite controlli incrociati, l’Agenzia è in grado di rilevare il pagamento; con la conseguenza che, non trovando una corrispondente indicazione nella dichiarazione dei redditi del danneggiato, potrebbe sollevargli una contestazione. Ma in particolare, quando bisogna pagare le tasse sul risarcimento?

Cos’è il risarcimento del danno

Per comprendere se bisogna pagare le tasse sul risarcimento del danno è necessario fare una preliminare precisazione e spiegare cos’è tale «risarcimento del danno».

Il verificarsi di un pregiudizio effettivo e reale che incide nella sfera patrimoniale del danneggiato dà diritto a questi di chiedere il ristoro per tutte le conseguenze negative subite. Il fatto che determina il danno può dipendente da un inadempimento di un contratto (un debito non pagato, un licenziamento illegittimo, una prestazione erogata non a regola d’arte, ecc.) o da un illecito (ad esempio una diffamazione, un sinistro stradale, la rottura di un muro, ecc.).

Nel primo caso la prescrizione del diritto al risarcimento è di cinque anni; nel secondo è di dieci anni.

In particolare, il risarcimento del danno svolge la funzione di porre il patrimonio del danneggiato nello stesso stato in cui si sarebbe trovato senza l’evento lesivo.

Quanti tipi di danno esistono

Esistono due tipi di danni:

  • il danno patrimoniale che è la diminuzione di ricchezza subita dal danneggiato a seguito del fatto illecito;
  • il danno non patrimoniale costituito invece da tutte le conseguenze morali, alla vita di relazione, il dolore fisico e l’invalidità. Non incide direttamente sul portafoglio del debitore ma sulla sua esistenza, per quanto il risarcimento comporti sempre un ristoro di tipo economico.

Il danno patrimoniale può essere, a sua volta, di due tipi:

  • il danno emergente: si tratta, in particolare, del rimborso di tutte le spese sostenute a seguito dell’illecito che possono ad esempio essere quelle mediche, quelle di una riabilitazione, quelle per trovare un altro contraente in caso di inadempimento, ecc.;
  • il lucro cessante: è la perdita di guadagno derivante dal danno. Si pensi al locatore che non può affittare l’appartamento illegittimamente occupato dall’inquilino nonostante lo sfratto; l’agente di commercio che non può lavorare a causa di un incidente stradale che lo costringe a letto; ecc.

Quando il risarcimento del danno va dichiarato e tassato?

Secondo l’Agenzia delle Entrate [1] le somme corrisposte a titolo di risarcimento delle perdite effettivamente subite (ossia il danno emergente) non sono imponibili poiché serve per reintegrare il patrimonio di una perdita. Non c’è quindi un aumento di ricchezza, una capacità contributiva da tassare. È come sostenere che riempire una buca sia creare una nuova costruzione. Viene meno pertanto il presupposto dell’imposizione fiscale che è la ricchezza.

La legge [2] stabilisce del resto che le indennità conseguite a titolo di risarcimento, anche in forma assicurativa, di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti.

Redditi di lavoro: il risarcimento è tassato?

Secondo l’Agenzia delle Entrate [3] laddove invece il risarcimento va a compensare, integrando o sostituendo, la mancata percezione di redditi di lavoro (cosiddetto lucro cessante) le somme corrisposte, in quanto sostitutive di reddito, vanno invece tassate e ricomprese nel reddito complessivo del soggetto percipiente. Infatti, se non vi fosse stato il danno – e il conseguente risarcimento – il danneggiato avrebbe ricevuto il reddito regolare, che sarebbe stato tassato. Un esempio riuscirà a spiegare meglio come stanno le cose.

Un esempio

Immaginiamo che un agente di commercio debba rimanere a letto per due mesi a causa di un incidente stradale. L’assicurazione gli paga 10mila euro come danno non patrimoniale, per le ferite e dei postumi che si porterà dietro per il resto della vita. Gli versa poi 5 mila euro per rimborso spese mediche; 3mila euro per rimborso delle sedute dal fisioterapista. Infine gli dà 7mila euro come risarcimento per i redditi che, nei due mesi di fermo, non potrà percepire. Ebbene solo i 7mila euro di lucro cessante dovranno essere dichiarati all’Agenzia delle Entrate e riportati nella dichiarazione dei redditi. Difatti, se il danneggiato non avesse riportato l’incidente, questi redditi sarebbero stati regolarmente percepiti e su di essi avrebbe pagato le tasse regolarmente.

Risarcimento danni all’immagine: va tassato?

L’indennità corrisposta ad un professionista per il risarcimento dei danni all’immagine deve generalmente considerarsi non imponibile trattandosi di un “danno emergente” [4]. Spetta, comunque, al contribuente interessato fornire la prova dell’esistenza e dell’ammontare del danno [5].

Indennità da mancato gradimento: va tassata?

Non si tassa l’indennità supplementare c.d. “da mancato gradimento” riconosciuta all’agente di assicurazione qualora quest’ultima rappresenti il risarcimento del danno per la violazione della clausola contrattuale che riconosce all’agente di far entrare il figlio nell’agenzia del padre [6].

Risarcimento da inadempimento contrattuale: si tassa?

Le somme liquidate, a seguito di una sentenza, ad un professionista che ha agito per inadempimento contrattuale, sono soggette alla ritenuta in quanto proventi sostitutivi di reddito di lavoro autonomo.

Rimborso spese processuali: si tassano?

Secondo l’Agenzia delle Entrate [7], anche il rimborso delle spese processuali sostenute dal professionista ha natura reddituale.

Risarcimenti da alluvioni: si tassano?

Secondo il Ministero dell’Economia [8], gli indennizzi assicurativi percepiti da un soggetto coinvolto da un evento calamitoso sono esclusi da tassazione se riguardano il danno emergente, mentre scontano le imposte dirette se relativi al lucro cessante.


note

[1] Ag. Entrate, ris. Agenzia delle Entrate 24.5.2002 n. 155, 7.12.2007 n. 356 e 15.2.2018 n. 16.

[2] Art. 6 co. 2 del TUIR.

[3] Ag. Entrate ris. nn.  155/2002, 356/2007 e 16/2018.

[4] ris. Agenzia delle Entrate 22.4.2009 n. 106

[5] Cass. 13.5.2009 n. 10972.

[6] Trib. Torino 19.9.2017 n. 4410.

[7] ris. Agenzia delle Entrate 13.10.2010 n. 106, la quale recepisce il contenuto della nota 28.9.2010 n. 954-131148.

[8] Ministero dell’Economia e delle Finanze, risposta interrogazione parlamentare 26.11.2015 n. 5-07100.

Cass. 17.8.2004 n. 16014 e Cass. 24.11.2010 n. 23795 

Per escludere l’assoggettabilità ad IRPEF di un’erogazione economica da parte del datore di lavoro, è necessario accertare che la stessa non trovi la sua causa nel rapporto di lavoro e, se ciò non viene positivamente escluso, che tale erogazione, in base all’interpretazione delle concreta volontà manifestata dalle parti, non trovi la fonte della sua obbligatorietà né in redditi sostituiti, né nel risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi futuri, cioè successivi alla cessazione od d interruzione del rapporto di lavoro.

Cass. 4.2.2016 n. 2229, Cass. 10.12.2015 n. 24988 e Cass. 22.10.2015 n. 21556

Sono imponibili le somme percepite a titolo di ristoro per la permanente esposizione sul luogo di lavoro a rischio scaturente dalla gestione di attrezzature radiologiche, in quanto le stesse trovano causa nel rapporto di lavoro e non è possibile supporre che siano attribuite in sostituzione di altro genere di reddito.

Cass. 26.4.2017 n. 10244

Sono imponibili le somme riconosciute a titolo di risarcimento del danno derivante dall’illegittima esclusione da un concorso pubblico per titoli, in quanto destinate a reintegrare un danno consistente nella mancata percezione di redditi sino all’assunzione del contribuente presso altra amministrazione.

Cass. 29.12.2011 n. 29579

Le somme corrisposte al dipendente per la perdita di chance lavorative (che consiste nella privazione della possibilità di sviluppi o progressioni nell’attività lavorativa, ad esempio per mancata promozione a margine di un concorso interno) non devono essere assoggettate a tassazione trattandosi di un ristoro ad un danno emergente.

Cass. 19.3.2010  n. 6754, Cass. 9.12.2008 n. 28887 e Cass. 21.6.2002 n. 9111

Le somme percepite dal contribuente a titolo risarcitorio possono costituire reddito imponibile solo quando abbiano la funzione di reintegrare un danno concretizzatosi nella mancata percezione di redditi e, pertanto, non è imponibile l’indennità corrisposta a titolo di risarcimento del danno per la reintegrazione delle energie psicofisiche spese dal lavoratore oltre l’orario massimo di lavoro da lui esigibile.

Cass. 6.9.2013 n. 20482, Cass. 25.1.2010 n. 1349, Cass. 16.9.2005 n. 18369 

L’indennità percepita a fronte di un licenziamento illegittimo sostituisce la mancata retribuzione (lucro cessante) e, in quanto tale, va assoggettata a tassazione.

Cass. 2.3.2007 n. 4952

È imponibile il risarcimento per minori futuri guadagni, riconosciuto ad un carabiniere rimasto gravemente ferito in un incidente stradale e congedato per i postumi invalidanti che non gli consentivano di prestare gli ultimi anni di servizio prima della pensione.

Cass. 10.4.2006 n. 8366 

Non sono imponibili le somme percepite da un dipendente in sede conciliativa per coprire il danno all’immagine professionale derivante da un licenziamento ingiustificato.


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