HOME Articoli

La Commissione UE vuole modernizzare il diritto d’autore nell’era digitale

Pubblicato il 18 dicembre 2012

Articolo di




> Pubblicato il 18 dicembre 2012

La Commissione dell’Unione Europa sembra finalmente aprirsi all’idea di una modernizzazione dei diritti d’autore nell’economia digitale: modernizzazione che soccorra gli autori dal collasso della pirateria e, nello stesso tempo, non pregiudichi la libera circolazione dei contenuti.

Tra tutte le istituzioni comunitarie, la Commissione UE è sempre stata quella più conservatrice nelle questioni relative alla tutela del diritto d’autore in Internet: né poteva essere diversamente, essendo essa espressione dei Governi dei singoli Stati membri e, quindi, affidataria delle istanze delle industrie dei contenuti.

Ma di recente la posizione sembra mitigata da un’esigenza di maggior dialogo e dall’inequivocabile necessità di una riforma che tenga conto dei mutati tempi. La direttiva comunitaria, da tanto tempo promessa, che vorrebbe mettere ordine al copyright nella eurozona, non è infatti più fantasia ed è stata confermata a vari livelli istituzionali.

Così, in quest’ottica di cambiamento, lo scorso 5 dicembre si è tenuto un dibattito orientativo, all’interno della Commissione, sulla circolazione dei contenuti nell’economia digitale.

Se anche l’obiettivo della Commissione resta quello – apprezzabile – di tutelare i diritti degli autori e i loro sforzi nella creazione dei contenuti, quest’ultima sembra però voler abbandonare quell’idea oltranzista di una tutela repressiva e coercitiva come è stato in passato. Gli sforzi volti all’approvazione di trattati liberticida – uno per tutti, l’ACTA – hanno infatti mostrato la loro fallacità. Non resta che la strada della trattativa. La Commissione – fanno sapere dalle istituzioni – lavorerà pertanto per un diritto d’autore modernizzato, che garantisca un effettivo riconoscimento e una remunerazione dei titolari dei diritti.

Come? Finalmente si inizia a comprendere la necessità di licenze diverse e innovative, strutturate appositamente per il web, in modo da rendere il copyright adatto all’era digitale. A tal fine verrà avviata una consultazione con i titolari dei diritti e, alla fine del 2013, si farà il punto della situazione, con il vaglio delle varie idee giunte in Commissione. Si parla anche di una “riforma legislativa” e i riferimenti all’attesa direttiva sono più che espliciti.

Suscita poi curiosità e interesse uno dei temi messi in agenda: una serie di nuove “limitazioni ed eccezioni al diritto d’autore nell’era digitale”.

Moderato ottimismo. Quello che non è riuscita a fare una visione moderna e orientata al futuro del diritto, lo ha fatto invece la crisi che ha investito le industrie discografiche negli ultimi anni.

 


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. AUT-AUT. Già il termine “riforma” dà il senso del fallimento. Piu si cambierà riformando solo con licenze limitanti per accontentare autori-produttori più sarà la stessa cosa. L’internet è “rivoluzione” anticopyright.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI