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Il postino può restituire un atto respinto il giorno di consegna?

28 Aprile 2018
Il postino può restituire un atto respinto il giorno di consegna?

Atto giudiziario verde 2017 viene respinto subito dal postino al mittente il giorno stesso. È legale? È vero che la pratica di cui si notifica è annullabile?

 

L’unico caso in cui la legge consente di restituire immediatamente l’atto al mittente (anche un atto giudiziario) senza lasciarlo in giacenza e senza comunicare al destinatario che l’atto si trova appunto in giacenza presso il locale ufficio postale è il caso in cui il destinatario dell’atto, o la persona a cui può farsi la consegna, si rifiutino di riceverlo (il caso è disciplinato dall’articolo 8 della legge n. 890 del 1982 nel testo che era in vigore durante il 2017).

Nei casi in cui c’è stato rifiuto a ricevere l’atto, la legge stabilisce che l’agente postale (cioè il postino) deve indicarlo nell’avviso di ricevimento, nel quale avviso il postino dovrà anche citare il nome e il cognome della persona che si sia rifiutata di riceverlo (indicazione che è necessaria solo se chi si è rifiutato di ricevere l’atto è una persona diversa dal destinatario); la legge, infine, stabilisce che il postino dovrà poi apporre la data e la propria firma sull’avviso di ricevimento che viene subito restituito al mittente insieme all’atto rifiutato.

Ovviamente, per verificare che cosa sia stato indicato dal postino nell’avviso di ricevimento collegato all’atto giudiziario che fu notificato al lettore questi dovrà, attraverso un legale appositamente incaricato, accedere al fascicolo d’ufficio relativo al procedimento di sfratto che lo riguarda (da intercorsa consulenza telefonica il lettore disse che l’atto che gli fu notificato era una citazione per convalida di sfratto) perché è proprio nel fascicolo d’ufficio esistente presso la cancelleria del giudice incaricato che è depositato anche l’avviso di ricevimento collegato all’atto che gli fu notificato.

Si noti che il codice di procedura civile (l’articolo 663) stabilisce che se l’inquilino non si presenta all’udienza prevista per convalidare lo sfratto, il giudice dovrà ordinare al proprietario di rifare la citazione (cioè notificarla di nuovo all’inquilino) ma soltanto se risulta o appare probabile in base agli atti esistenti nel fascicolo che l’inquilino non abbia avuto conoscenza della citazione.

Ma nel caso di specie, se il lettore sospetta che il postino possa avere dichiarato il falso nell’avviso di ricevimento, il giudice difficilmente potrà accorgersi di questo ed è possibile che il giudice stesso convalidi lo sfratto (ordinando a lui di sgomberare l’appartamento) senza ordinare al proprietario di procedere ad una nuova e corretta notifica dell’atto nei confronti del lettore.

Il consiglio, quindi, al lettore è di verificare che cosa sia stato scritto dal postino nell’avviso di ricevimento collegato all’atto che gli fu notificato perché solo in questo modo il lettore, assieme al suo legale, potranno scegliere la migliore conseguente strategia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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