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Come chiedere un visto per l’Italia dalla Cina

22 Aprile 2018 | Autore:
Come chiedere un visto per l’Italia dalla Cina

Documenti, tempi e costi di un permesso per trasferirsi per lavoro, affari studio, motivi familiari, turismo, adozioni o cure mediche.

Non è soltanto una questione di lavoro: c’è chi in Italia vuol venire solo per turismo, per motivi di studio, anche solo per fare visita a un parente che si è stabilito dalle nostre parti tempo fa. Se i cittadini di molti Paesi hanno solo bisogno di avere la carta di identità o un semplice passaporto in tasca, altri invece devono rispettare una burocrazia più rigida per varcare i nostri confini. È il caso dei cinesi, una comunità molto numerosa in Italia, che da noi lavora e fa affari ma anche lascia parecchi soldi quando viene ad ammirare i nostri monumenti o a partecipare ad un evento culturale o economico come una fiera o una manifestazione sportiva di rilievo. Per un cinese, recarsi in Italia comporta la richiesta di un permesso, diverso a seconda del motivo del viaggio. Di quali documenti ha bisogno? E come chiedere un visto per l’Italia dalla Cina?

La globalizzazione del lavoro, inoltre, porta molti Italiani nella Repubblica popolare. Così, può capitare che un giovane debba soggiornare qualche mese in una città cinese e crei dei legami (anche sentimentali) con delle persone del luogo. Se una di loro volesse trasferirsi in Italia, come deve chiedere il visto? Può farne richiesta chiunque? Vediamo.

Visto per l’Italia dalla Cina: i dati biometrici

Dai 2015, chi vuole chiedere un visto per l’Italia dalla Cina deve fornire i propri dati biometrici. Si tratta delle impronte digitali di tutte le dita delle mani insieme ad una fotografia. Una procedura che richiede pochi minuti. È necessario, dunque, fare richiesta del visto di persona. Queste informazioni vengono conservate per 5 anni: in questo arco di tempo, se ci fosse la necessità di chiedere un nuovo visto, non ci sarà bisogno di rilasciare nuovamente le impronte e, quindi, nemmeno di presentare domanda personalmente.

I dati biometrici per chiedere un visto per l’Italia dalla Cina non sono richiesti a:

  • bambini di età inferiore ai 12 anni;
  • persone che, oggettivamente, non possono rilasciare le impronte digitali per problemi fisici;
  • capi di Stato, membri del Governo e della delegazione al seguito, insieme ai coniugi, in occasione di visite ufficiali.

Visto per l’Italia dalla Cina: dove presentare la domanda

È possibile chiedere un visto per l’Italia dalla Cina in questi presentando la domanda presso:

  • l’Ufficio visti dell’Ambasciata italiana, aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 17. Si può prendere appuntamento dalle 9 alle 11 inviando un’e-mail all’indirizzo visti.pechino@esteri.it oppure telefonando dalle 15 alle 16.30 al numero 0086.010.85327639. L’operatore, oltre al cinese e all’italiano, parla anche inglese. La richiesta di appuntamento deve essere stampata ed esibita alle guardie dell’Ambasciata al momento del colloquio;
  • i centri visti in outsourcing Italy Visa Application Center (Ivac) ubicati in 15 città della Cina. Qui non c’è bisogno di fissare un appuntamento: è possibile recarsi direttamente dalle 8 alle 15. I centri che fanno riferimento all’Ambasciata si trovano a Jinan Pechino, Shenyang, Wuhan e Xi’an.

È possibile presentare richiesta di visto per l’Italia dalla Cina anche negli uffici consolari. Per quanto riguarda i cittadini residenti a Hong Kong e Macao, possono fare richiesta di visto presso il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong.

Visto per l’Italia dalla Cina: chi può richiederlo

A priori non ci sono delle limitazioni su chi può chiedere un visto per l’Italia dalla Cina: la domanda può essere presentata da tutti i cittadini residenti nella Repubblica popolare. Tuttavia, l’Ambasciata italiana a Pechino si riserva di verificare i motivi alla base della richiesta prima di accoglierla.

Visto per l’Italia dalla Cina: il visto Schengen

Chi ha in mente di chiedere un visto per l’Italia dalla Cina ha la possibilità di sollecitare un visto Schengen presso l’Ambasciata italiana in questi casi:

  • se l’Italia è l’unico Paese di destinazione;
  • se l’Italia è la meta principale del viaggio quando si intende visitare un altro Paese Schengen;
  • se l’Italia non è la meta principale ma è il Paese tramite il quale si accede all’area Schengen (ad esempio un volo dalla Cina a Milano per poi andare in Francia, Malta o Spagna, per dire).

Visto per l’Italia dalla Cina per turismo

Anche se con una notevole flessione (il 20% in meno dal 2016 al 2017), l’Italia riceve ancora un numero importante di turisti cinesi: 2 milioni e 700mila secondo gli ultimi dati Istat. Significa che nel 2017 sono stati rilasciati altrettanti visti per l’Italia dalla Cina per turismo. Ma come richiederlo?

Se il viaggio è organizzato si fa riferimento ad una normativa europea, il Memorandum od Understandings tra l’Ue e la Repubblica popolare. In base a questo protocollo, le domande per viaggi di gruppo vengono presentate dai tour operator che li organizzano. La durata massima del visto è di 30 giorni.

Chi preferisce fare un viaggio individuale, può chiedere un visto che permette l’entrata nello spazio Schengen per un soggiorno massimo di 90 giorni ogni 180 giorni (praticamente, tre mesi qui e tre fuori prima di rientrare altri tre mesi). Alla domanda occorre allegare questi documenti:

  • una foto tessera;
  • il passaporto in corso di validità (originale più due copie);
  • copia della prenotazione del biglietto aereo di andata e ritorno;
  • l’alloggio in cui si intende soggiornare per tutto il periodo in cui si è nell’area Schengen;
  • copia dell’itinerario di viaggio (città e date di soggiorno);
  • mezzi finanziari del richiedente (conto bancario degli ultimi 3 mesi);
  • lettera di impiego in originale (i disoccupati devono dichiarare chi li mantiene);
  • per i minori di 18 anni: carta dello studente, lettera in originale della scuola e certificazione della relazione familiare;
  • copia del Hokou (è un sistema che controlla gli spostamenti dei cittadini cinesi);
  • assicurazione sanitaria;
  • delega per consegna e ritiro del passaporto, nel caso l’interessato non facesse richiesta di visto personalmente.

Visto per l’Italia dalla Cina per motivi familiari

Chi, invece, vuole chiedere un visto per l’Italia dalla Cina per raggiungere un familiare, può beneficiare da quanto previsto dalla legge comunitaria applicata nel nostro Paese [1]. In pratica, presso l’Ufficio visti dell’Ambasciata c’è uno sportello dedicato ai parenti di cittadini dell’Unione o dello spazio economico europeo. Occorre presentarsi con documento di identità e, a seconda dei casi, di un certificato di matrimonio, di parentela o di nascita. Se il congiunto ha intenzione di stabilirsi in Italia, otterrà prima un visto per turismo e, successivamente, dovrà fare richiesta di permesso di soggiorno.

Se invece i congiunti sono extracomunitari (la cinese che raggiunge il marito cinese, per dire), deve chiedere il visto allegando questi documenti:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • nulla osta per l’immigrazione per motivi familiari;
  • prova dello status familiare;
  • per i minori di 18 anni, autorizzazione all’espatrio (originale e copia) firmato da entrambi i genitori e legalizzato dal Ministero degli Esteri cinese e dall’Ambasciata italiana;
  • hukou in copia;
  • copertura assicurativa sanitaria;
  • delega per la consegna ed il ritiro del passaporto se il richiedente non presentasse domanda di persona.

Il visto può essere richiesto anche da chi vuole venire in Italia a trovare un amico. A tutti gli effetti viene considerato un visto per turismo individuale, quindi le condizioni sono quelle appena viste.

Visto per l’Italia dalla Cina per motivi di studio

Altro motivo per chiedere un visto per l’Italia dalla Cina è quello che hanno i ragazzi che vogliono venire a studiare in una delle nostre università o nei centri di formazione o di specializzazione. Questo permesso consente un soggiorno a breve o lungo termine, a seconda dei corsi che si intendono seguire.

Visto per gli studi universitari

Chi ha effettuato l’iscrizione all’università per il conseguimento di una laurea triennale o magistrale può presentare domanda per il visto «studio – immatricolazione universitaria».

Chi, avendo fatto la pre-iscrizione, ha già in mano la «dichiarazione di valore» può presentare domanda allegando questi documenti:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • documentazione che dimostri l’iscrizione all’università o al corso di formazione o specializzazione;
  • prova dei mezzi economici propri e dei genitori per il sostentamento in Italia;
  • disponibilità della somma che serve per il rimpatrio;
  • copertura assicurativa sanitaria;
  • verifica della conoscenza della lingua italiana;
  • certificato di nascita (per i cittadini minori di 18 anni);
  • delega per la consegna ed il ritiro del passaporto se il richiedente non presentasse domanda di persona.

Chi, invece, deve sostenere un esame di ammissione all’università, deve prima chiedere un visto da turista e poi fare rientro in Cina. Nel caso superassero il test, potranno richiedere il visto per studio – immatricolazione universitaria.

Visto per il programma Marco Polo – Turandot

Gli studenti cinesi che hanno effettuato l’iscrizione ad un corso di laurea attraverso il Programma Marco Polo – Turandot e si sono iscritti anche ai corsi di lingua di 8-10 mesi, devono chiedere il visto per l’Italia dalla Cina per motivi di studio allegando questi documenti:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • prova dei mezzi economici propri e dei genitori per il sostentamento in Italia;
  • copertura assicurativa sanitaria;
  • la documentazione che attesti l’iscrizione al corso di lingua italiana nell’ambito del Programma;
  • la dichiarazione di disponibilità di alloggio;
  • delega per la consegna ed il ritiro del passaporto se il richiedente non presentasse domanda di persona.

Altri visti per motivi di studio

È possibile chiedere altri visti per l’Italia dalla Cina per motivi di studio, allegando la stessa documentazione, in particolare per:

  • iscrizione a singoli corsi universitari, studio post-universitario o scambi (occorre aggiungere i relativi certificati di iscrizione):
  • formazione professionale e tirocinio (aggiungendo le relative certificazioni);
  • corsi di lingue presso scuole private;
  • ricerca;
  • studio post-laurea.

Visto per l’Italia dalla Cina per affari

Chi intende recarsi nel nostro Paese per affari, può chiedere un visto per l’Italia dalla Cina che consente l’ingresso per un soggiorno di tre mesi ogni sei mesi. I documenti da presentare sono:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • lettera di invito in originale su carta intestata dell’azienda ospitante;
  • registrazione presso una Camera di Commercio (se l’azienda ne fa parte);
  • lettera di impiego in originale;
  • copia timbrata della business licence dell’azienda presso cui si lavora;
  • permesso di lavoro (se previsto);
  • prova dei mezzi economici propri e dei genitori per il sostentamento in Italia;
  • copertura assicurativa sanitaria;
  • delega per la consegna ed il ritiro del passaporto se il richiedente non presentasse domanda di persona.

Se il viaggio è misto, cioè per affari e per turismo (già che si è in Italia, tanto vale farsi un giretto), occorre allegare la documentazione che prova l’alloggio.

I modelli e le modelle che vengono in Italia per partecipare a sfilate devono presentare anche il modello Assem (relativo all’associazione di categoria).

Visto per l’Italia dalla Cina per motivi di lavoro

Qui non si parla del viaggio in Italia per una riunione, un convegno o la chiusura di una trattativa di affari: qui si fa riferimento a chi vuole restare in modo più o meno stabile nel nostro Paese per lavorare sia come dipendente sia in maniera autonoma (il caso più tipico, aprire un ristorante cinese). In entrambi i casi, prima occorre chiedere il visto per l’Italia dalla Cina per turismo e, una volta qui, fare domanda per il permesso di soggiorno.

Visto per lavoro subordinato

Il requisito fondamentale per chiedere un visto per l’Italia dalla Cina per lavoro subordinato è quello di ottenere il nulla osta presso lo Sportello unico per l’immigrazione.

Per ottenere il visto, è necessario presentare questi documenti:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • copertura assicurativa sanitaria;
  • delega per la consegna ed il ritiro del passaporto se il richiedente non presentasse domanda di persona.

Visto per lavoro autonomo

Possono chiedere il visto per l’Italia dalla Cina per lavoro autonomo imprenditori, professionisti, manager di società già esistenti, artisti.

La legge [2] prevede una quota fissa di cittadini extracomunitari a cui concedere il visto per lavoro autonomo. Possono rientrare in questa quota:

  • chi vuole avviare una nuova società investendo almeno 500mila euro e creando almeno tre nuovi posti di lavoro;
  • chi intende avviare una start-up;
  • chi deve ricoprire una posizione all’interno di una società attiva da almeno tre anni;
  • liberi professionisti;
  • artisti di fama riconosciuta o di alta e nota qualificazione professionale ingaggiati da enti privati o pubblici.

Possono chiedere il visto come lavoratori autonomi «fuori quota»:

  • dirigenti e personale altamente specializzati di società che abbiano sede o filiali in Italia;
  • lettori universitari di scambio o di madre lingua;
  • professori universitari;
  • traduttori e interpreti.

Visto per l’Italia dalla Cina per cure mediche

Chi vuole curare una malattia o fare un intervento chirurgico nel nostro Paese può chiedere un visto per l’Italia dalla Cina allegando questi documenti:

  • formulario di richiesta;
  • due fotografie in formato tessera;
  • originale più due copie del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • documentazione medico-sanitaria che comprenda il certificato di malattia rilasciato in Cina, le indicazioni sulla cura rilasciate dalla struttura italiana e l’attestazione di quest’ultima del deposito di almeno il 30% del costo delle cure o dell’intervento;
  • documentazione che dimostra la disponibilità economica per il soggiorno in Italia;
  • assicurazione dell’eventuale accompagnatore del paziente (copertura minima di 30mila euro).

Visto per l’Italia dalla Cina per adozioni

Chi adotta un bambino cinese deve chiedere il visto per l’ingresso in Italia del bimbo presentando:

  • formulario di richiesta;
  • una fotografia in formato tessera;
  • originale più copia del passaporto in corso di validità;
  • prenotazione del biglietto aereo;
  • autorizzazione nominativa rilasciata dalla Commissione Adozioni Internazionali;
  • legalizzazione dei documenti del minore presso l’ufficio consolare dell’Ambasciata.

Visto per l’Italia dalla Cina: quanto costa?

Un visto per l’Italia dalla Cina ha costi diversi a seconda del tipo e del richiedente:

  • il visto nazionale: 60 euro;
  • il visto nazionale per studio: 50 euro;
  • il visto Schengen: 60 euro;
  • il visto per minori tra 6 e 12 anni: 35 euro;
  • il visto per cittadini con cui l’Ue ha siglato accordi di facilitazione: 35 euro.

Non vengono riscossi i diritti per i visti che interessano:

  • minori di età inferiore ai 6 anni;
  • alunni, studenti, laureati e insegnanti che vengono in Italia per motivi di studio o formazione pedagogica;
  • ricercatori che si spostano per motivi di ricerca scientifica;
  • rappresentanti di Onlus di età non superiore ai 25 anni per seminari, conferenze, manifestazioni sportive, culturali o educative;
  • familiari di cittadini Ue o dello spazio economico europeo che raggiungono il loro parente;
  • i titolari di passaporto diplomatico.

Visto per l’Italia dalla Cina: quanto ci vuole

Quanto ci mette la burocrazia a rilasciare un visto per l’Italia dalla Cina? La nostra Ambasciata a Pechino lavora le domande in 36 ore dalla consegna del passaporto, a meno che siano necessari degli accertamenti particolari che allunghino questo tempo. Il visto Schengen prevede da 15 a 30 giorni, mentre un visto per lavoro autonomo si può ottenere in 120 giorni (4 mesi).


note

[1] Direttiva 2004/38/CE e Dlgs. n. 30/2007.

[2] DPCM del 14.12.2015.


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