Diritto e Fisco | Editoriale

Se dimentico il portafogli e non posso pagare cosa rischio?

22 Aprile 2018
Se dimentico il portafogli e non posso pagare cosa rischio?

Conseguenze legali per chi ha un debito con un negoziante, una pizzeria o un ristorante: tutto ciò che può fare il venditore contro il cliente che non paga.

«Chi non può pagare lava i piatti»: una scena fumettistica che abbiamo visto o letto chissà quante volte. Magari in qualche pizzeria sarà anche apparso un cartello di questo tipo, in senso provocatorio o semplicemente ironico. Ma è molto più facile leggere avvisi come «Non si fa credito a nessuno». Il punto però è che “fare credito” non si sceglie ma si subisce. Quando? Allorché il cliente arriva alla cassa e – in buona o malafede – si accorge di non avere i soldi per pagare. Magari anche lui non lo sapeva e si è solo dimenticato di prelevare dal bancomat o la moglie gli ha preso gli ultimi contanti per la spesa. Solo al bar e in gelateria c’è ormai l’abitudine di fare prima lo scontrino e poi di consumare. Ma in tutti gli altri ristoranti avviene il contrario. Che succedere in questi casi? Di certo non si può restituire la “merce” come in un negozio di abbigliamento o di scarpe. Se anche tu ti sei chiesto cosa rischio se dimentico il portafogli e non posso pagare, ecco quello che devi sapere.

La prima cosa che ti posso dire è che non ti potrà essere chiesto di lavare i piatti. Ed è già una cosa se non vai d’accordo coi detersivi o vai di fretta.

Un’altra certezza è che il titolare del negozio non potrà vietarti di uscire, costringendoti dentro il locale fino a quando magari qualche familiare ti porterà i contanti. Sarebbe un «sequestro di persona» e difficilmente si trova chi è disposto a subire un procedimento penale per recuperare un credito, fosse anche di diverse centinaia di euro (con quello che costano gli avvocati penalisti…).

Non in ultimo, il creditore non ti potrà deridere, prendere in giro o insultarti davanti agli altri clienti. In tal caso commetterebbe una ingiuria che, di certo, pur non essendo più reato, gli costerebbe una sanzione amministrativa non da poco (da 200 a 12mila euro), senza contare il risarcimento per il danno alla tua immagine e reputazione. Tali conseguenze comunque gli deriverebbero solo se tu gli volessi fare causa (non essendo infatti un illecito penale, non si può querelare).

Altra sicurezza: il negoziante non può perquisirti per verificare se davvero hai lasciato il portafogli a casa. Né può chiederti la carta d’identità o un altro documento per accertarsi delle tue generalità e magari farti scrivere dall’avvocato. Questi sono poteri che competono solo all’autorità. Ma siccome non hai commesso nessun reato, il creditore non potrebbe chiamare un carabiniere o un poliziotto perché ti costringano a dire il tuo nome e cognome, a dare il tuo indirizzo o il tuo bigliettino da visita.

Allora, che può fare il negoziante se dimentichi il portafogli e non puoi pagare? Lo avrai capito già: suo malgrado dovrà lasciarti andare. Anche se tu rifiuti di dirgli chi sei, di dargli il tuo recapito o il numero di telefono, non ti potrà costringerà a farlo. Qualsiasi coazione contro di te costituirebbe un reato e allora passerebbe dalla ragione al torto. Insomma, non gli resta che fidarsi della tua promessa di pagare in un momento successivo, magari dopo essere andato a prelevare al bancomat. E se si offre volontario di accompagnarti al più vicino sportello Atm come la mettiamo? Gli puoi sempre dire «No grazie: decido io quando prelevare» o magari, per usare una frase meno provocatoria, potresti dirgli «Ho dimenticato anche il bancomat nel portafogli a casa».

Ora, torniamo all’aspetto più marcatamente legale. Hai consumato e non hai pagato: sei pertanto, a tutti gli effetti, un debitore. Benvenuto nell’infinito mondo di chi non paga. La tua coscienza è sporca se hai un briciolo di morale, ma non lo è per la legge che non prevede alcun registro pubblico per i morosi (dovrebbe? Lo fa solo per i creditori forti: le banche). Quali sono le “armi” del negoziante? Di sicuro non funzionano con la polvere da sparo: egli potrebbe farti causa, ammesso che tu gli abbia detto la verità su chi sei e su dove abiti. Dovrebbe dimostrare il proprio credito e potrebbe farlo con dei testimoni che hanno visto la scena. Ma se è la sua parola contro la tua è impossibile che la spunti.

Insomma, hai mangiato a scrocco: hai risparmiato qualche euro, ma i risultato qual è? Che non potrai più ritornarci. E se ti eri trovato bene, il vero danneggiato sei tu.



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