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Il nome di un giornale si può copiare?

22 Aprile 2018
Il nome di un giornale si può copiare?

Il titolo o la testata del giornale non può essere protetto dal copyright anche se frutto di un pensiero originale quando non è più in commercio.

Stai per aprire un giornale online. Dopo aver pensato a un piano editoriale, trovato dei collaboratori che condivideranno con te questa avvenuta e contattato un programmatore per la creazione del sito web, non ti resta che la parte più delicata e forse più creativa del progetto: l’ideazione del nome della testata. Qui però scarseggiano le idee: ogni nome che ti viene in mente è già stato utilizzato in passato o corrisponde a una rivista già esistente. Si tratta però di nomi quasi sempre generici, che non presentano alcuna particolarità o creatività. Così ti chiedi se il nome di un giornale si può copiare. Di tanto si è occupata una recente ordinanza della Cassazione [1]. Ecco cosa hanno detto, a riguardo, i giudici supremi.

Il nome del giornale che cambia una sola lettera

Ti sarai certamente accorto che, sul web, esistono numerosi giornali. Alcuni di questi, però, traendo spunto dal nome di uno più famoso, tendono a creare confusione sul lettore onde ottenere il fatidico click. Click che – ormai lo sanno tutti – è fonte di guadagno. Si tratta di concorrenza sleale perché si cerca di sfruttare l’altrui notorietà per un proprio guadagno. Ma si tratta di un guadagno effimero perché è quasi sempre collegato con fake news: bufale studiate ad arte per allertare l’attenzione degli utenti su notizie false e tendenziose. Tutti, almeno una volta, abbiamo cliccato su un titolo ad effetto di una rivista online come «Il Giomale», «Il Corriere della Pera», «Il Messagero» (con una “g”), «Panorana», «Il Gazzellino», «Il Matto Quotidiano», «La Nozione». Ci sono poi quelli più scaltri che hanno pensato di incrociare i nomi di altri giornali creando commissioni come «La Gazzetta della Sera», «Libero Giornale» o «Il Mattino della Campania». Ebbene, al di là delle valutazioni economiche su iniziative che, a fronte di immediati guadagni, nel tempo sono destinate a crollare, è giusto chiedersi se il nome di un giornale si può copiare.

Il divieto di utilizzo delle idee altrui, imposto dal diritto d’autore, riguarda solo quei nomi talmente originali da non poter essere considerati nomi comuni e che, quindi, assumono subito una capacità distintiva. Al contrario, una lavanderia che voglia chiamarsi “Lavanderia” non potrebbe mai tutelare il proprio marchio: sarebbe come espropriare il vocabolario italiano di un termine. Ed allora, un giornale che si chiami «La Gazzetta» o «Il Corriere» potrebbe mai impedire che altri editori utilizzino lo stesso nome?

La testata giornalistica è protetta dal diritto d’autore?

Secondo la Cassazione il nome di un giornale non si può copiare. Ma ad una sola condizione: che il giornale sia ancora attivo ed operativo. Secondo la Cassazione il titolo (ossia la cosiddetta testata) di un giornale, delle riviste o di qualsiasi altra pubblicazione periodica, per quanto originale sia, non può essere protetto con il diritto d’autore se la pubblicazione ha cessato di esistere. Questo perché la tutela della testata si giustifica solo finché è in vita la testata stessa. Una volta cancellata o fallita, il nome del giornale può essere acquisito da altri. Interessante vero? Vediamo meglio quali sono le implicazioni.

Se vogliamo aprire una rivista o un giornale online e siamo a corto di idee sul nome possiamo scorrere negli annali del giornalismo italiano e vedere quali quotidiani sono stati chiusi nel corso degli ultimi anni. In tale ipotesi potremmo utilizzare il loro nome.

Attenzione però a non replicare anche il lettering, ossia l’aspetto grafico con cui quel nome è stato rappresentato a suo tempo e che potrebbe essere stato registrato all’ufficio marchi e brevetti. Ogni brand infatti può essere composto da due parti: il nome (cosiddetto marchio nominativo) e la sua rappresentazione grafica (cosiddetto marchio figurativo). Si tratta di due registrazioni diverse. Si commette illecito sia se si copia entrambi, sia se si copia uno solo dei due. Si può usare, ad esempio, un nome originale ma impiegare un logo già ideato da altri così commettendo ugualmente concorrenza sleale. E viceversa.

Tuttavia, quando parliamo di giornali, il diritto d’autore non copre il nome: il nome, ossia la testata, ha solo una funzione distintiva, come segno di riconoscimento per il lettore. Questo non vuol dire che la testata non venga tutelata dalla legge, ma ciò può succedere solo fino a quando il giornale è esistente.

Per tornare alla sentenza della cassazione, la Corte ricorda che il titolo del giornale o di qualsiasi altra pubblicazione periodica, anche se frutto di un pensiero originale, non costituisce in sé e per sé un’opera dell’ingegno, non avendo una funzione creativa, ma esclusivamente una funzione distintiva: esso, pertanto, non è tutelato come bene autonomo, ma riceve una tutela solo nella misura in cui individui una pubblicazione e solo fino a quando detta pubblicazione effettivamente sussista. La protezione della testata infatti non può prescindere dall’attuale esistenza dell’opera di cui ha la stessa durata. Ne consegue che se il giornale non esiste più, il suo nome non può essere più tutelato e chiunque lo può utilizzare per aprire un nuovo giornale con la stessa denominazione.

note

[1] Cass. ord. n. 9770/18 del 19.04.2018.


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