Diritto e Fisco | Editoriale

Limite per non aprire partita Iva

8 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2018



Quali sono in Italia i limiti di reddito oltre i quali è obbligatorio aprire la partita Iva e quali sono le regole base per aprirla

  Alla domanda se esiste un limite per non aprire partita Iva, si risponde dicendo che la legge italiana non stabilisce una soglia ben determinata di reddito fino alla quale non sussisterebbe l’obbligo di apertura della partita Iva. In realtà è solo quando si comincia a svolgere in modo abituale un’arte o una professione o un’attività commerciale che si è obbligati ad aprire la partita Iva e per prassi si ritiene che si eserciti abitualmente, e non occasionalmente, un’arte o una professione o un’attività commerciale nel momento in cui viene superata la soglia di 5.000,00 euro annui di compensi.  

Chi deve aprire una partita Iva?

Per comprendere se esista un limite per non aprire partita Iva, è necessario prima individuare con precisione chi sia tenuto ad aprire una partita Iva. Diciamo innanzitutto che la legge [1] prevede che siano soggetti Iva, e quindi potenzialmente tenuti ad aprire una partita Iva, coloro i quali cedono beni e prestano servizi nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni (oltre a tutti coloro i quali importano beni). Ma perché sussista l’obbligo dell’apertura della partita Iva è necessario che il soggetto Iva (cioè l’esercente un’arte o una professione o un’attività commerciale che cede beni o presta servizi nel territorio dello Stato) svolga tale attività in modo abituale e non soltanto occasionale (cioè episodico). La legge [2] infatti chiarisce che per esercizio di imprese, di arti e di professioni, si intende l’esercizio per professione abituale, anche se non esclusiva: – delle attività commerciali o agricole – e di qualsiasi attività di lavoro autonomo da parte di persone fisiche o di società semplici o di associazioni senza personalità giuridica. Detto questo, emerge chiaramente che l’obbligo dell’apertura della partita Iva è collegato, in base a quello che dice la legge, all’abitualità dell’attività commerciale, professionale o artistica che un soggetto svolge. Gli indici utilizzati dal fisco per stabilire se un’attività commerciale, professionale o artistica sia abituale, e non solo occasionale, sono quelli collegati ai limiti di reddito fissati dalla legge in relazione al cosiddetto lavoro occasionale [3]. Ed il lavoro è considerato occasionale fino a quando, nell’anno civile, i compensi percepiti non superino gli euro 5.000,00 (al netto di contributi). Si può, perciò, dire che fino a questa soglia di compensi annui non vi sia un obbligo di aprire partita Iva.

Soggetti Iva sono l’esercente un’arte o una professione o un’attività commerciale che cede beni o presta servizi nel territorio dello Stato

Come si apre una partita Iva?

L’apertura di una partita Iva da parte dei soggetti che vi sono obbligati (che sono quelli indicati nel paragrafo precedente) è gratuita e assai semplice. Occorre, infatti, comunicare (autonomamente o affidandosi al proprio commercialista) all’Agenzia delle Entrate di avere iniziato un’attività (cosiddetta dichiarazione di inizio attività) entro il termine di trenta giorni dall’avvio della stessa utilizzando l’apposito modello (AA9/7 per le ditte individuali e i lavoratori autonomi o AA7/7 per le società). Il modello è scaricabile dal sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate e la comunicazione di esso può avvenire presentandolo direttamente agli sportelli dell’Agenzia o inviandolo ad essa a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno (allegando copia di un documento di identità) oppure, infine, utilizzando l’invio telematico scaricando l’apposito software reperibile sempre sul sito istituzionale dell’Agenzia. Nel modello bisognerà indicare il cosiddetto codice ATECO (che individua il tipo di attività svolta) ed il regime contabile prescelto (ovviamente dietro consiglio del proprio commercialista): i codici ATECO sono anch’essi scaricabili dal sito dell’Agenzia. Successivamente all’inoltro della dichiarazione di inizio attività, verrà rilasciato dall’Agenzia il numero di partita Iva che rimarrà sempre lo stesso finché l’attività sarà attiva. Il numero di partita Iva è composto da undici cifre: i primi sette individuano il contribuente, i successivi tre individuano l’ufficio specifico dell’Agenzia che ha rilasciato il numero, mentre l’ultima cifra ha un valore di controllo.

Il numero di partita Iva si compone di undici caratteri

note

[1] Art. 1 d.p.r. n. 633/1972. [2] Artt. 4 e 5 d.p.r. n. 633/1972. [3] Art. 54 bis l. n. 96/2017.


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1 Commento

  1. Credo che manchi un dettaglio non da poco.
    I 5.000€ di lavoro devono derivare da lavoro occasionale pertanto chi inizia a pubblicizzare la propria attività “autonoma” magari con pagina Facebook, sito web, volantini di fatto non diventa più un lavoratore occasionale ma genera reddito d’impresa.

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