Diritto e Fisco | Editoriale

Parte civile: cosa significa?

10 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 maggio 2018



Chi è la parte civile? Qual è il suo ruolo nel processo penale? Come avviene la costituzione di parte civile? Qual è la differenza tra vittima, danneggiato e oggetto materiale del reato?

La cronaca giudiziaria ha ampiamente favorito la diffusione di una certa terminologia processuale che, un tempo, era appannaggio dei soli giuristi, cioè degli studiosi del diritto, ovvero degli avvocati e dei magistrati. Oggi è difficile trovare qualcuno che non abbia mai sentito parlare, ad esempio, di udienza preliminare, di dibattimento o di costituzione di parte civile. Con questo articolo cercheremo di capire proprio cosa significa parte civile e quando occorre costituirsi.

Parte civile: cos’è?

Prima di spiegare come costituirsi parte civile, vediamo cos’è la parte civile. Secondo la legge, la costituzione di parte civile si traduce nell’esercizio dell’azione civile all’interno del processo penale [1]. Cosa significa? Vuol dire che la persona danneggiata dal reato, cioè la persona che ha subìto un pregiudizio economico dal fatto illecito, potrà chiedere il risarcimento del danno direttamente al giudice penale anziché a quello civile. La costituzione di parte civile, quindi, soddisfa esigenze di economia processuale, nel senso che, al fine di evitare due processi distinti (uno penale volto a sanzionare il colpevole, l’altro civile, teso a fargli pagare i danni), la legge consente alla persona danneggiata di introdursi nel processo penale intentato dallo Stato contro il reo e di chiedergli i danni.

Parte civile: chi è?

In realtà, più che domandarsi cos’è la parte civile, bisognerebbe chiedersi chi è la parte civile. Come anticipato, infatti, la parte civile altro non è che la persona che ritiene di essere stata impoverita dal reato. Un esempio su tutti: la vittima di un furto; oppure la vittima di una rapina, di un danneggiamento, di un’usura, di una lesione personale. Ma non solo. La persona danneggiata dal reato può essere anche il parente della vittima: si pensi al coniuge di una persona uccisa. In questo caso, la vittima (essendo morta!) non potrebbe mai costituirsi in giudizio per chiedere il risarcimento del danno. Può farlo, al contrario, il coniuge, oppure i parenti più prossimi, i quali ritengono di aver subìto un pregiudizio economico: si pensi alla vittima che, in vita, manteneva agli studi i figli oppure la moglie disoccupata. D’altronde, il risarcimento del danno non comprende solamente la perdita economica intesa in senso stretto, ma anche il danno morale, cioè la sofferenza patita per la perdita.

Parte civile: è sempre la vittima del reato?

Nel paragrafo che precede abbiamo detto che la parte civile è la persona danneggiata economicamente dal reato. Questo significa che non sempre essa coincide con la persona offesa dal reato, cioè con la vittima immediata del reato. Occorre allora fare delle precisazioni:

  • persona offesa dal reato: sarebbe la vittima vera e propria (il derubato, il rapinato, il ferito, il truffato, ecc.);
  • persona danneggiata dal reato: è la persona che subisce un danno economico dal reato e che, per questa ragione, è legittimata a costituirsi parte civile (parente di persona uccisa, impresa di assicurazione nel reato di fraudolento danneggiamento di beni assicurati, ecc.);
  • oggetto materiale del reato: è l’oggetto o la persona su cui viene esercitato concretamente l’illecito (una cosa nel caso di danneggiamento; una persona nel caso di lesioni, omicidio, ecc.).

Parte civile: qual è la differenza tra vittima, danneggiato e oggetto materiale del reato?

Le tre nozioni appena elencate non sempre coincidono. Per comprendere, facciamo degli esempi.

  1. Tizio viene colpito e ferito da Caio. Tizio è, allo stesso tempo, persona offesa dal reato (cioè vittima), oggetto materiale del reato (in quanto la violenza è stata esercitata proprio sul suo corpo) e persona danneggiata, legittimata a costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni (ad esempio, il rimborso delle spese mediche, il risarcimento del danno morale, ecc.).
  2. Tizio viene ucciso da Caio. Tizio è sia la vittima che l’oggetto materiale del reato, ma non è la persona danneggiata economicamente, in quanto egli non può pretendere più nulla. In questo caso, le persone danneggiate e, pertanto, legittimate a chiedere il risarcimento del danno saranno i parenti più prossimi (coniuge, genitori, figli, ecc.).
  3. Tizio decide di amputarsi una mano per riscuotere il premio assicurativo dalla compagnia Beta. In questo caso, Tizio è l’oggetto materiale del reato di mutilazione fraudolenta della propria persona (in quanto l’atto viene compiuto sul suo corpo), ma non è il danneggiato: il vero danneggiato che potrà costituirsi parte civile è l’assicurazione Beta la quale è stata raggirata dal comportamento di Tizio.

Parte civile: come ottenere il risarcimento dei danni?

Chiarito tutto ciò, abbiamo detto che la parte civile può chiedere ed ottenere il risarcimento del danno direttamente in sede penale. Non è sempre così. Il giudice penale, infatti, potrebbe non essere in grado di soddisfare le pretese risarcitorie del danneggiato costituitosi parte civile. Infatti, se quest’ultimo non prova in maniera precisa quale sia il risarcimento che gli tocca, il giudice penale non potrà pronunciarsi sull’entità della somma spettantegli, ma dovrà limitarsi solamente a riconoscere che il fatto delittuoso è avvenuto, rimandando al giudice civile la quantificazione del danno. In altre parole, gli esiti della costituzione di parte civile possono essere tre:

  • Il giudice penale condanna il colpevole, oltre che alla pena prevista per il reato commesso, al risarcimento del danno patito dalla vittima [2];
  • Il giudice penale, se le prove acquisite non consentono la liquidazione del danno, pronuncia soltanto una condanna generica e rimette le parti davanti al giudice civile [3]. In questo caso, quindi, per ottenere il risarcimento il danneggiato dovrà comunque intentare una causa civile, forte, però, della sentenza del giudice penale che comunque ha riconosciuto l’esistenza dell’illecito;
  • Il giudice penale, a richiesta della parte civile, può condannare l’imputato al pagamento di una provvisionale (immediatamente esecutiva) nei limiti del danno per cui si ritiene raggiunta la prova [4]. Si tratta di una strada a metà tra la condanna generica e quella completa, in quanto il giudice liquida il danno entro i limiti di quanto ritiene sia stato validamente dimostrato nel processo penale.

Parte civile: come funziona la costituzione?

Detto del suo significato e dei possibili esiti, vediamo come deve costituirsi la parte civile. Perché ci si possa costituire parte civile è necessaria l’assistenza di un avvocato al quale bisognerà conferire una procura speciale per la costituzione. La procura viene così definita perché deve indicare in maniera precisa la finalità dell’incarico conferito, che è quello di esercitare l’azione civile nel processo penale allo scopo di ottenere il risarcimento del danno. Secondo il codice di procedura penale, l’atto di costituzione di parte civile può essere depositato nella cancelleria del giudice che procede, oppure può essere presentato direttamente in udienza. Nel primo caso, cioè se presentata in cancelleria e, quindi, fuori udienza, la dichiarazione di costituzione di parte civile deve essere notificata alle altre parti (pubblico ministero e imputato/i) e produce effetto per ciascuna di esse dal giorno nel quale è eseguita la notificazione. Si intuisce facilmente che la costituzione in udienza è molto più pratica ed “economica”, in quanto l’atto viene consegnato direttamente al giudice senza la necessità di notificare lo stesso a tutte le parti del processo. Si immagini un procedimento a carico di cinque imputati: se la costituzione di parte civile avvenisse mediante il deposito della dichiarazione in cancelleria, prima, quindi, dell’apertura del giudizio, la parte civile sarebbe onerata (a proprie spese, si intende) di notificare a ciascuno degli imputati, oltre che al pubblico ministero, l’avvenuta costituzione. Secondo la legge, la costituzione di parte civile deve contenere, a pena di inammissibilità, i seguenti requisiti:

  • le generalità della persona fisica o la denominazione dell’associazione o dell’ente che si costituisce parte civile e le generalità del suo legale rappresentante;
  • le generalità dell’imputato nei cui confronti viene esercitata l’azione civile o le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo;
  • il nome e il cognome del difensore e l’indicazione della procura;
  • l’esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
  • la sottoscrizione del difensore [5].

Parte civile: quali sono i termini per costituirsi?

Non ci rimane che vedere quando la costituzione di parte civile può avvenire. Secondo la legge [6],  la costituzione di parte civile può avvenire, a pena di decadenza, all’udienza preliminare e, successivamente, fino all’apertura del dibattimento in giudizio (più precisamente, prima che il giudice abbia verificato la costituzione delle parti). Di conseguenza, per tutti quei reati per i quali è prevista la citazione diretta a giudizio [7] senza il passaggio per l’udienza preliminare, la costituzione di parte civile potrà essere depositata in udienza al giudice del dibattimento prima delle formalità relative alla verifica della costituzione delle parti.

note

[1] Art. 74 cod. proc. pen.

[2] Art. 538 cod. proc. pen.

[3] Art. 539 cod. proc. pen.

[4] Art. 540 cod. proc. pen.

[5] Art. 78 cod. proc. pen.

[6] Art. 79 cod. proc. pen.

[7] Art. 550 cod. proc. pen.  

Autore immagine: Pixabay.com

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1 Commento

  1. come mai alcune associazioni si costituiscono parte civile in casi tipo la morte di mastrogiovanni in tso? a che serve in questo caso la costituzione di parte civile?

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