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Domicilio fiscale: cos’è

22 Aprile 2018 | Autore:
Domicilio fiscale: cos’è

Domicilio fiscale persone fisiche e persone giuridiche: cos’è, come e chi lo stabilisce e a cosa serve.

Ciascun cittadino ha un proprio domicilio fiscale, un luogo fisico rilevante ai fini dell’indentificazione da parte del Fisco come “contribuente” tenuto al pagamento delle imposte sui redditi e dell’Iva. Per l’amministrazione finanziaria il domicilio fiscale è ancora più importante della residenza anagrafica, che non deve necessariamente coincidere con il primo. Il concetto di domicilio fiscale si distingue da quello di residenza anagrafica, di semplice domicilio e di dimora, avendo applicazione di carattere specifico ai soli fini dell’imposizione fiscale. A conferma della differenza tra domicilio fiscale, residenza anagrafica e domicilio, vi è la possibilità che un soggetto, pur residente all’estero, abbia il domicilio fiscale in Italia. Vediamo cos’è il domicilio fiscale, come si individua e perché è così importante.

Domicilio fiscale

Per domicilio si intende la sede principale degli affari ed interessi economici del soggetto, da individuare nel luogo in cui avviene la gestione abituale di detti interessi, in modo abituale e riconoscibile dai terzi. A tal fine, ciò che conta non è la presenza continuativa in un luogo, quanto la volontà di rimanervi e ritornarvi appena possibile. Il Fisco può dunque accertare, in base alle movimentazioni bancarie, ai possedimenti, ai contatti familiari e, in generale, tramite il controllo sugli interessi economici del contribuente, dove effettivamente può dirsi situato il suo domicilio fiscale e dove, quindi, devono essere pagate le imposte e tasse.

Domicilio fiscale persone fisiche

Le persone fisiche residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel Comune nella cui anagrafe sono iscritte. Le persone fisiche non residenti in Italia hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui si è prodotto il reddito o, se il reddito è prodotto in più comuni, nel comune in cui si è prodotto il reddito più elevato.

Domicilio fiscale società e altre persone giuridiche

Le persone giuridiche hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui si trova la loro sede legale o, in mancanza, la sede amministrativa; se anche questa manca, esse hanno il domicilio fiscale nel Comune in cui è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione e, in mancanza, nel Comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività.

Come si individua il domicilio fiscale

Il domicilio fiscale viene dichiarato dal contribuente o, in alcuni casi, individuato dal Fisco, a prescindere dalle dichiarazioni dell’interessato. La regola generale è quella in base alla quale, negli atti, contratti, denunzie e dichiarazioni che vengono presentati agli uffici finanziari, il contribuente deve indicare il Comune di domicilio fiscale delle parti, con la precisazione dell’indirizzo solo ove espressamente richiesto [1]. Il Fisco però può stabilire il domicilio fiscale nel Comune dove il soggetto stesso svolge in modo continuativo la principale attività o, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel Comune in cui è stabilita la sede amministrativa [2]. Se ricorrono particolari circostanze, il Fisco può consentire al contribuente, che ne faccia motivata istanza, che il suo domicilio fiscale sia stabilito in un Comune diverso da quello di residenza o di sede legale/amministrativa.

Domicilio fiscale residenti all’estero

L’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire) non esclude automaticamente la residenza fiscale in Italia. Secondo l’Agenzia delle Entrate [3], un soggetto deve considerarsi fiscalmente residente in Italia se, pur avendo trasferito la propria residenza all’estero e svolgendo la propria attività fuori dal territorio nazionale, mantenga il centro dei propri interessi in Italia. Il presupposto dell’Irpef è il possesso di redditi da parte di persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza.

Variazione domicilio fiscale

Se il domicilio fiscale cambia, la variazione ha effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello in cui si verifica [4]. Secondo la Cassazione [5], ai fini delle imposte sui redditi, il contribuente persona fisica, in ipotesi di mera variazione o modificazione dell’indirizzo del suo domicilio fiscale, a differenza delle persone giuridiche, società od enti privi di personalità giuridica, non è tenuto a comunicare la variazione all’ufficio tributario competente.  Ciò in quanto è la stessa legge ad attribuire efficacia, ai fini della notifica degli atti tributari, all’intervenuta variazione anagrafica dopo il decorso di un termine dilatorio di 60 giorni, stabilito, con ogni evidenza, a favore degli uffici tributari.

Domicilio fiscale: notifica atti tributari

Il domicilio fiscale è rilevante ai fini dell’individuazione del luogo in cui devono essere notificati gli atti fiscali (avvisi di accertamento, avvisi di liquidazione, cartelle esattoriali ecc.). La notifica presso un luogo diverso dal domicilio fiscale è, infatti, nulla. Per legge [6], le notificazioni degli atti tributari devono essere eseguite al domicilio fiscale del contribuente, distinguendo tra persone fisiche e persone giuridiche.

Notifica persone fisiche

La notifica si effettua nel Comune nella cui anagrafe è iscritto il soggetto e, ove non compiuta a mani proprie del destinatario, la notifica deve essere fatta al Comune di residenza del destinatario, presso la casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio. Se non è possibile eseguire la notifica perché il destinatario (o ogni altro possibile consegnatario) è temporaneamente irreperibile (cosiddetta irreperibilità relativa), occorrono i seguenti passaggi:

  • deposito di copia dell’atto, da parte del notificatore, nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi;
  • affissione dell’avviso di deposito, in busta chiusa e sigillata, alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario. Tale avviso deve contenere, oltre alla data e alla firma dell’ufficiale giudiziario, l’indicazione: del nome della persona che ha chiesto la notificazione e del destinatario, della natura dell’atto notificato, del giudice che ha pronunciato il provvedimento notificato o davanti al quale si deve comparire con la data o il termine di comparizione;
  • comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, dell’avvenuto deposito nella casa comunale dell’atto fiscale;
  •  ricevimento della lettera raccomandata informativa o, comunque, il decorso del termine di dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata informativa.

Notifica persone giuridiche

La notifica si effettua presso la sede della società o ente, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni (o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile). In caso di irreperibilità delle persone addette alla ricezione, la notifica deve essere effettuata secondo i passaggi sopra descritti per le persone fisiche irreperibili. Le problematiche connesse alla notifica degli atti fiscali alle società e all’individuazione del relativo domicilio fiscale, sono state in parte superate dalla notifica a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC).

Se non si trova il domicilio fiscale

Può accadere che il destinatario dell’atto da notificare sia “assolutamente irreperibile“: si tratta del caso in cui il domicilio fiscale risulti oggettivamente inidoneo perché mancano, nel Comune in cui deve essere eseguita la notifica, l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente. In tali ipotesi la notifica di un atto fiscale deve seguire alcune regole particolari:

  • deposito di copia dell’atto fiscale, da parte del notificatore, nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi;
  • affissione dell’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata, nell’albo del medesimo Comune;
  • decorso del termine di otto giorni dalla data di affissione nell’albo comunale. L’irreperibilità “assoluta” del destinatario impedisce, ovviamente, di inviargli la raccomandata informativa dell’avvenuto deposito nella casa comunale. Secondo tale procedimento, dunque, la notificazione di un atto ad un destinatario “assolutamente” irreperibile si perfeziona nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione nell’albo comunale. In caso di “irreperibilità assoluta” non è previsto che le ricerche, indubbiamente presupposte dalla valutazione sulla mancanza nel comune dell’abitazione, dell’ufficio dell’azienda del contribuente, siano formalizzate in modo esplicito nella relata di notifica.

Il notificatore, prima di procedere alla notifica, deve effettuare, nel Comune del domicilio fiscale del contribuente, le ricerche volte ad accertare se il mancato rinvenimento del destinatario dell’atto sia dovuto ad irreperibilità relativa o ad irreperibilità assoluta.

Elezione di domicilio atti fiscali

Il contribuente può eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel Comune del proprio domicilio fiscale per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano (per esempio elezione di domicilio presso lo studio del proprio commercialista). L’elezione di domicilio deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento o in via telematica. L’elezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento della comunicazione inviata al Fisco.

Domicilio fiscale: competenza ufficio Agenzia delle Entrate

Il domicilio fiscale del contribuente è essenziale anche per individuare l’ufficio territorialmente competente per l’accertamento e la liquidazione delle imposte. Ogni atto impositivo deve essere emesso dall’organo territorialmente competente [7]. La competenza territoriale dell’Ufficio finanziario è individuata con riferimento al domicilio fiscale del contribuente. Più precisamente, la competenza spetta all’Ufficio distrettuale nella cui circoscrizione si trova il domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione alla data in cui questa è stata o doveva essere presentata. Ne consegue l’illegittimità e nullità dell’atto fiscale emesso da soggetto carente di competenza territoriale [8].


note

[1] Art. 58 DPR 600/1973. [2] Art. 59 DPR 600/1973. [3] Circolare n. 9/E del 26 gennaio 2001. [4] Art. 58 DPR 600/1973. [5] Cass. 17109/2014. [6] Art. 60 DPR 600/1973. [7] Art. 31 DPR 600/1973. [8] Cass. sent. n. 8049/2017.


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