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Categorie protette: dove cercare lavoro

23 Aprile 2018 | Autore:
Categorie protette: dove cercare lavoro

Tutti coloro che sono iscritti alle categorie protette sono agevolati nella ricerca di lavoro? Non è sempre così, ma vediamo quello che possono fare.

Sfatiamo un mito: non è che chi è iscritto alle categorie protette trova subito lavoro, ha il posto assicurato senza far nulla. Anzi, deve faticare come tutti gli altri lavoratori, con la difficoltà di veder limitata la scelta di posti a cui aspirare a causa della sua disabilità. In questo dovrebbe essere aiutato dal cosiddetto collocamento mirato. Andiamo però con ordine e vediamo quale è, sin dall’inizio, il percorso che un invalido civile, un disabile o chi è iscritto alle categorie protette deve fare. Insomma per chi è nelle categorie protette, dove cercare lavoro?

Dalle categorie protette, ai colloqui di lavoro, al posto di lavoro?

Se si nasce con una disabilità o se quest’ultima subentra nel corso della propria vita, la prima cosa da fare è inoltrare la domanda all’ Inps. Nell’attesa di essere convocati, nel frattempo il diretto interessato deve raccogliere tutto il materiale medico-scientifico-clinico che attesti la patologia da cui è afflitto; tale documentazione è fondamentale perchè permetterà di far valutare correttamente la percentuale di invalidità che poi verrà assegnata da una Commissione Asl, che convocherà l’interessato entro trenta giorni. Il soggetto in causa dovrà presentare tutta tale documentazione (cartelle cliniche, esami, ecografie, lastre, ed altro), che sarà in seguito analizzata e valutata, e dovrà eventualmente sottoporsi a visita medica.

Per dare inizio a questa procedura, il medico di base dovrà redigere un elaborato riassuntivo (il cosiddetto certificato introduttivo) e dovrà inviarlo all’Inps: entro trenta giorni l’interessato sarà convocato presso la  Commissione della Asl di appartenenza, che provvederà a valutare sia la documentazione presentata che lo stato di salute del paziente; chiederà eventuali delucidazioni e rilascerà il proprio parere con il certificato annesso e la percentuale di invalidità che ritiene consona in base a quanto presentato. Il certificato di invalidità sarà in duplice versione: una, per una questione di privacy, che avrà solo riportata la percentuale di invalidità e le annesse agevolazioni su eventuali esenzioni per analisi e ticket per esami vari cui si avrà diritto; l’altra invece che riporta sia la motivazione che le patologie da cui il soggetto è afflitto e che hanno portato alla percentuale riconosciuta. Poi ci sarà un terzo incontro con un’altra Commissione, forse quello ancor più importante ai fini del lavoro, in cui si individua il collocamento mirato vero e proprio: cioè si decide ciò che il soggetto può e non può fare come mansioni, dove può e non può lavorare. Il verbale che riporta tutto ciò è chiamato scheda funzionale.

Gli ambiti sono i più differenti: da quello di segreteria e amministrazione, a quello di receptionist, a lavori come operaio o manovale ecc. A questo punto è il soggetto che deve recarsi nel Centro per l’impiego più vicino e iscriversi alle liste speciali di disoccupazione. In tal modo sul sito del Centro per l’impiego stesso, oppure recandosi periodicamente di persona in loco a controllare la bacheca apposita dove sono affissi, si potranno consultare tutti gli annunci di lavoro disponibili.  Tutte le offerte per chi è iscritto a tali ‘liste speciali’ hanno riportata la dicitura: “riservato alle categorie protette”.

Altre vie per trovare lavoro nelle categorie protette

Ma quali altri modi vi sono per trovare lavoro per chi è iscritto alle categorie protette? Sicuramente vi sono a disposizioni gli stessi canali comuni che ogni aspirante lavoratore utilizza. Innanzitutto acquistare i giornali di annunci di lavoro,  come “Trova lavoro” o “Lavorare oggi”, rivolti soprattutto ai giovani, dove vi sono anche pubblicati bandi recenti per concorsi. E anche questi ultimi sono un altro mezzo.

Concorsi che possono essere o interamente rivolti a categorie protette o aperti a tutti, pubblici, con una parte dei posti riservati alle categorie ai sensi della legge n. 68/1999. Qui, ad esempio, a volte – ma non in tutti – chi ha una percentuale di invalidità pari o superiore all’80% è esonerato dall’effettuare eventuali prove pre-selettive, oppure può richiedere l’ausilio di un tutor, di un tempo aggiuntivo per eseguire le prove o eventuali adeguamenti degli strumenti tecnologici con cui si svolgono le prove d’esame.

Oppure ci si può rivolgere ad agenzie interinali quali: Adecco, Manpower, GiGroup, Randstat. Queste possono convocare di persona, per far ‘registrare’ l’utente, oppure per fissare eventuali colloqui o proporre posizioni utili aperte ad hoc. Spesso, tuttavia, può darsi che non abbiamo opportunità di lavoro adeguate al diretto interessato, o che non rispondano quando ci si reca di persona in loco, perché preferiscono che tutta la procedura avvenga on line tramite il loro portale.

Ed a proposito di siti Web, ve ne sono tanti a cui registrarsi e utili, o dove vi sono posizioni aperte sia per iscritti alle categorie che non, oppure dedicati esclusivamente ad esse (come, ad esempio, categorieprotetteallavoro.it). Altri in cui iscriversi alla newsletter per ricevere offerte di lavoro sono: Indeed, Infojobs, Monster, Jobmetoo, pagepersonnel.it, bakeca.it. Ma anche qui spesso arrivano offerte in serie, sempre le stesse, a volte anche ‘scadute’. Tuttavia c’è sempre, ad ogni modo, lo strumento classico e molto gettonato di LinkedIn. Infine si può andare direttamente sul sito dell’azienda con cui vorremmo collaborare e vedere se vi sono posizioni aperte o inviare una candidatura spontanea, specificando l’iscrizione alle categorie protette.

Infine anche quando tutte le strade sembrano vane, mai disperare. Se si è sempre “troppo qualificato” o “troppo poco qualificato” e l’unica via paventata è quella di corsi (anche salati a pagamento) formativi, per avere una semplice certificazione di attestato di presenza poco utile e comunque non propedeutico a trovare lavoro, che fare allora? Continuare a studiare in eterno? No di certo. C’è sempre la possibilità di inventarsi un lavoro, di creare da noi, con la nostra creatività, la nostra attività; siamo dei bravi informatici? Mettiamo su il nostro portale dove diffondere sapere di interesse collettivo e fare strategia di marketing, con cui si guadagni con le visite. Oppure si hanno delle doti manuali eccezionali? Diventare artigiani della propria abilità, creando oggetti inediti, costruendo il nostro prodotto di qualità innovativo da vendere. Del resto se la chiave di svolta e di tutto, la skill – per dirla all’inglese – sempre richiesta, sembra essere quella dell’innovazione, allora pare proprio il caso di dire: quale più innovazione di “categorie protette che lavorano” e che hanno creato esse stesse il loro futuro? Oppure, spesso, la soluzione sta nel fare rete, unirsi, partecipando ed aderendo all’attività di associazioni solidali e/o di categoria, incrementando il loro bagaglio di servizi offerti, per aumentare il loro utile e giovarsene.

Ed allora l’espressione più consona al riguardo è: non “Poverini” agli invalidi civili, ai disabili, agli iscritti alle categorie protette, ma un sincero e cordiale in bocca al lupo di “Buona fortuna!”. E, come canta Alex Britti: “Dimmi almeno buona fortuna” (dal brano “Buona fortuna” del suo album del 2009).


note

Autore Immagine: Pixabay.com


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