Diritto e Fisco | Editoriale

Povertà: tutte le misure del Governo per contrastarla

23 Aprile 2018 | Autore:
Povertà: tutte le misure del Governo per contrastarla

Sempre più famiglie sono in uno stato di povertà tale che impedisce loro la sussistenza. Il Governo ha messo in campo misure sempre più forti per permettere a tutti di soddisfare beni primari. Vediamo insieme quali.

Non solo bonus bebè per il contrasto alla povertà da parte del Governo. Vi sono, infatti, diverse forme di “bonus famiglia” per così dire, ovvero di assistenza alle famiglie in difficoltà, già esistenti: i sussidi per quelle con disabili a carico o con figli, ma che non vengono elargiti in base al reddito (come, al contrario, nel caso del bonus povertà). Infatti i soggetti interessati da tale misura dei bonus famiglia sono differenti, così come l’entità di questi contributi varia di anno in anno in base ai fondi stanziati. Poi, tra gli altri, potremmo elencare: bonus bebè, bonus asilo nido, bonus mamme domani, il fondo credito bebè, i voucher babysitter e asilo nido, bonus figli a carico, bonus famiglie numerose e altre detrazioni fiscali e agevolazioni sulle iscrizioni scolastiche e ad attività sportive. Andiamo a vedere più da vicino tutte le misure del Governo per contrastare la povertà.

Tutte le forme di bonus, voucher, detrazioni fiscali, agevolazioni e sussidi per superare la povertà

Bonus bebé per contrastare la povertà

Incominciamo con la prima misura citata. Il bonus bebè, ricordiamo, era un assegno mensile pari a 80 euro al mese erogati per ogni figlio nato o adottato tra il 2015 e il 2017 e poteva arrivare al doppio dell’entità (160 euro al mese, 1.920 all’anno) se la famiglia aveva un reddito Isee inferiore ai 7mila euro; dal 2018 l’incentivo economico verrà erogato solo per un anno a tutti i nuclei familiari con un reddito minore di 25mila euro. La richiesta va fatta entro i tre mesi dalla nascita del/la bimbo/a e spetterà soltanto per un anno. Lo si può richiedere al caf o al patronato e ai numeri verdi 803.164. 06. 164.164. Un diritto e un aiuto riconosciuti anche alle mamme extracomunitarie con regolare permesso di soggiorno e vale solo per i bimbi nati a partire dal primo gennaio di quest’anno.

Bonus asilo nido per contrastare la povertà

Il bonus asilo nido rimborsa le spese per l’iscrizione e la retta mensile del nido del bambino. Erogato in 11 mensilità, ognuna di circa 90 euro (90, 91 euro) per un totale di mille euro; ma da quest’anno non si potrà richiedere il rimborso delle spese per il 2017.

Bonus mamme domani per contrastare la povertà

Esiste ancora il bonus mamme domani, per le donne in stato di gravidanza che abbiamo superato il settimo mese, per ogni figlio in arrivo (per analisi e visite mediche di controllo, ad esempio): ben 800 euro per ciascun figlio, dunque raddoppiano in caso di gemelli (arrivando a 1.600 euro). Ne possono fare domanda anche famiglie che adottano un bambino. Se ne può fare domanda tramite il sito dell’Inps (seguendo tale ‘percorso’ di ‘voci’: ‘Servizi on line’, ‘servizi per il cittadino’, ‘domanda di prestazioni a sostegno del reddito’, ‘premio alla nascita’) o chiamando dal fisso il numero verde 803.164 o da cellulare lo 06 164. 164. Sempre sul sito dell’Inps, inoltre, sarà ufficializzato se la richiesta inoltrata è stata accettata o respinta. L’importo può essere accreditato o con bonifico domiciliato, o sul conto corrente bancario o sul libretto postale oppure con carta prepagata attraverso l’Iban (presentando anche il modello SR163, “Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”). Ovviamente ne hanno diritto anche cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, i cui estremi (numero identificativo dell’attestazione; autorità che lo ha rilasciato; data di rilascio; termine di validità) dovranno essere indicati sulla domanda. È necessario il certificato di gravidanza in originale o copia autenticata ed è concesso in unica soluzione dopo il settimo mese.

Fondo credito bebé

Tuttavia esiste una misura intermedia: quella del fondo credito bebè, un modo per ricevere soldi senza, tuttavia, richiedere un preciso assegno sussidiario. Ciò vuol dire, semplicemente, che si potrà fare domanda per ricevere un prestito agevolato, proprio a seguito della nascita futura del bebè.

Voucher babysitter o asilo nido

Per tutte le mamme esiste, inoltre, anche un’altra possibilità: quella del cosiddetto voucher babysitter o asilo nido. Questo voucher (che viene erogato dall’Inps) viene erogato a tutte le madri che hanno deciso di non fare ricorso al congedo maternità, ma di mandare il proprio figlio all’asilo nido o di farlo seguire da una babysitter (che verranno pagati proprio tramite tali voucher). Tale sovvenzione ammonta a circa 600 euro al mese, che si potranno riceve solamente per sei mesi in generale, ma non è sempre così. Vediamo le eccezioni in proposito: i sei mesi diventeranno la metà per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps; mentre per tutte le lavoratrici part-time, sarà l’orario di lavoro a dettare le regole di calcolo dei contributi stessi. Inoltre i voucher hanno una scadenza, che non si può superare: di solito è preferibile ‘consumarli’ entro quattro mesi da quando la domanda è stata accolta. Ovviamente basterà accedere al sito dell’Inps con le proprie credenziali nella sezione “Servizi al cittadino” per poter compilare la domanda di richiesta; ma occorrerà rilasciare alcuni dati: quelli anagrafici, indirizzo di residenza e domicilio, data e luogo di nascita, indirizzo mail, numero di cellulare, i dati del minore, ma anche quelli del proprio datore di lavoro e il nome del padre beneficiario, il riferimento dell’asilo nido in cui si intende mandarlo e inserirlo ed i congedi parentali eventualmente richiesti dal padre e/o dalla madre per il figlio. Infatti non si deve pensare che il bonus babysitter sia rivolto solo alle babysitter per l’appunto; può andare anche a chiunque se ne occupi: parenti compresi, anche i nonni dunque; non vale, ovviamente, per il padre che ha l’obbligo per legge di prendersene cura. Può essere richiesto entro undici mesi dalla maternità obbligatoria (che prevede che la donna possa restare a casa con il bambino senza decurtazione di stipendio nei tre-quattro mesi successivi alla nascita). Va compilato l’apposito modello Isee dal sito dell’Inps (seguendo tale percorso: ‘Concorsi e gare’, ‘avvisi’, ‘proroga per l’erogazione dei voucher asilo nido alle madri lavoratrici’). I voucher saranno concessi fino ad esaurimento dei fondi annuali stanziati.

Bonus figli a carico

C’è anche il bonus figli a carico; esso varia a seconda del numero, dell’età dei figli che si hanno, della presenza di portatori di handicap e del reddito dei genitori. Se si ha un figlio di età inferiore a tre anni, si ha diritto a 1.220 euro, che scendono a 960 euro se il figlio ha più di tre anni. Tali cifre crescono, se si hanno quattro o più figli a carico, rispettivamente a 1.420 e 1.250 euro. Se il figlio è un portatore di handicap c’è una detrazione fiscale di 400 euro, che diventa 200 se il figlio è a carico di tutti e due i genitori.

Bonus famiglie numerose

Tuttavia è possibile ricorrere anche a un’altra via; quella del bonus famiglie numerose. Per i nuclei familiari in cui si hanno a carico più di quattro figli, si può ottenere una detrazione fiscale fino a 1.200 euro, ma la percentuale di quest’ultima varia a seconda della durata di tempo in cui il figlio rimane a carico; la differenza consiste nel fatto che è una misura che prescinde dall’entità del reddito posseduto.

Altre agevolazioni di contrasto alla povertà

Ancora si possono citare altri due tipi di aiuto governativo, detrazioni fiscali e agevolazioni sulle spese compiute dalle famiglie per mandare a scuola e far praticare attività sportiva ai propri figli. Tale ‘sconto’ sarà del 19%. Nello specifico, ad esempio, i costi sostenuti per gite scolastiche, eventuale mensa e/o dopo scuola, oltre al costo della tassa annuale di iscrizione (che, per il 2018, nel caso dell’asilo nido non potrà superare i 632 euro, mentre per elementari, medie e superiori sarà di 786 euro). Così come la stessa percentuale si avrà sull’ammontare dell’iscrizione a piscine, palestre o altri sport o associazioni sportive (il massimo è di 210 euro all’anno per ciascun figlio). 


note

Autore Immagine: Pixabay.com


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