Diritto e Fisco | Editoriale

Medicine: quanto si scarica dalle tasse?

23 Aprile 2018
Medicine: quanto si scarica dalle tasse?

Detrazioni fiscali per l’acquisto di farmaci: quale importo della spesa viene sottratto alle tasse da pagare con la dichiarazione dei redditi.  

Sei stato in farmacia per acquistare diverse medicine. Dopo aver presentato la ricetta medica, il dipendente al di là del bancone ha passato sotto lo scanner ogni singola confezione di farmaco e, infine, ti ha chiesto se hai bisogno di scaricare la spesa dalle tasse. Gli hai detto istintivamente di sì, anche perché il conto finale è abbastanza elevato. Così lui ti ha chiesto la tessera sanitaria o il codice fiscale necessaria all’emissione della documentazione necessaria alla detrazione fiscale per l’acquisto di medicinali prevista dalla legge. Dopodiché ti ha dato lo scontrino da presentare al Caf o al tuo commercialista. Ti ha anche detto che, se già usufruisci della dichiarazione dei redditi precompilata, è sufficiente che conservi per cinque anni la ricevuta poiché la spesa si troverà già indicata nel 730. Una volta uscito dalla farmacia ti chiedi, a conti fatti, quanto hai risparmiato con la detrazione d’imposta prevista per l’acquisto di farmaci. In altri termini, nel momento in cui si acquista una medicina, quanto si scarica dalle tasse? La risposta è in un calcolo semplicissimo, che può fare chiunque.

Detrazione Irpef dalle spese per l’acquisto di medicinali

Le spese mediche beneficiano di una detrazione dall’Irpef pari al 19% dell’importo pagato al farmacista. Tra tali spese rientra l’acquisto di medicinali. Quindi, se per un farmaco hai speso 10 euro, potrai detrarre solo un euro e 90 centesimi (1,9 euro). Se hai speso invece 20 euro, puoi detrarre solo 3,8 euro; se hai speso 50 euro puoi detrarre 9,5 euro, e così via.

Attenzione però. Per capire come funziona la detrazione per spese mediche è necessario tenere conto di due particolari meccanismi che regolano tale disciplina.

Come funziona la detrazione fiscale

Il primo meccanismo riguarda il concetto di detrazione fiscale ed il suo funzionamento. Le detrazioni sono importi da sottrarre all’imposta da versare all’erario. Tanto per fare un esempio, se una persona a fine anno deve pagare 300 euro di tasse e ha accumulato 100 euro di detrazioni fiscali, dovrà versare all’erario solo 200 euro.

La franchigia per le spese mediche

Il secondo dato da tenere in considerazione è che le spese mediche possono essere detratte solo per la parte che eccede 129,11 euro (cosiddetta franchigia). Quindi, immaginando un contribuente che spenda solo 100 euro in anno di medicine, anche se si fa rilasciare lo scontrino per la detrazione, non ha diritto ad alcuno sconto dalle tasse. Viceversa, un contribuente che spende 200 euro ha diritto a una detrazione del 19% sulla differenza tra 200 e 129,11 ossia su 70,89 euro; la detrazione sarà quindi pari a 13,47 euro che andranno scalate dalle tasse da pagare allo Stato a fine anno.

Qualche esempio

Alla luce di quanto appena detto facciamo qualche esempio numerico per capire come quanto si scarica dalle tasse nel momento in cui si acquista una medicina.

Immaginiamo una persona che, nell’arco di un anno, spenda 250 euro di medicine.

La prima cosa che dovrà fare è sottrarre, da tale importo, la franchigia di 129,11 euro. Il risultato è 120,89 euro. Su tale importo deve calcolare il 19% che è pari a 22,97 euro. Dunque, a fine anno, quando dovrà versare le tasse allo Stato potrà sottrarre 22,97 euro.

In generale, per un rapido calcolo e capire quanto, su una singola medicina si risparmia, basta fare il 19% del prezzo pagato al farmacista. Ecco perché spesso farsi rilasciare lo scontrino parlante per farmaci pagati pochi euro (3 o 4 euro ad esempio) ha poco senso. La detrazione fiscale su una medicina di 3 euro è infatti di solo 0,57 centesimi. Se, poi, nell’arco dell’anno non si è accumulata una spesa superiore a 129,11 euro (al franchigia) non si potrà detrarre alcun costo per farmaci.

Su quali medicine spetta la detrazione per spese mediche?

Come abbiamo appena detto, fra le spese sanitarie che beneficiano della la detrazione Irpef del 19% rientrano le spese per l’acquisto di medicinali.

La detrazione Irpef spetta anche nel caso di spese sostenute per i prodotti preparati in farmacia ossia per le cosiddette preparazioni galeniche.

La detrazione IRPEF non spetta, invece, per l’acquisto di:

  • integratori alimentari, anche se assunti a scopo terapeutico su prescrizione di un medico specialista, in quanto gli stessi, in ragione della loro composizione, si qualificano come prodotti appartenenti all’area alimentare e non possono essere considerati medicinali [2];
  • parafarmaci: quindi non solo gli integratori alimentari, ma anche prodotti fitoterapici, pomate, colliri, ecc. [3].

Limitatamente ai periodi d’imposta in corso al 31.12.2017 e al 31.12.2018, la detrazione spetta anche per le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali che sono inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale [4]. La detrazione, infatti, non compete con riferimento alle spese sostenute per l’acquisto di:

  • prodotti destinati ai lattanti;
  • alimenti senza glutine (che rientrano nella sezione A2 del Registro nazionale), destinati ai celiaci.

Deduzioni fiscali dall’Irpef per le medicine in favore dei portatori di handicap

Se la spesa riguarda un medicinale destinato a un portatore di handicap è possibile usufruire non già della detrazione ma di una deduzione fiscale. La differenza è sostanziale:

  • innanzitutto la deduzione non riguarda solo il 19% della spesa ma l’intero importo;
  • in secondo luogo, la sottrazione dell’importo speso avviene sulla base imponibile su cui, successivamente, viene calcolata l’aliquota Irpef (invece la detrazione fiscale si calcola dopo l’applicazione dell’aliquota, ossia sul conto finale da versare all’erario). C’è quindi un maggior risparmio. Sul punto leggi Deduzioni e detrazioni fiscali: che differenza c’è.

Documentazione da produrre per la detrazione fiscale per medicine

Sia per ottenere le detrazioni che le deduzioni fiscali è necessario che la spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali sia certificata. Tale certificazione può derivare da:

  • fattura;
  • scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario (cosiddetto scontrino parlante).

Nello scontrino fiscale, in particolare, devono essere specificati:

la natura e la quantità dei prodotti acquistati;

  • il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale;
  • il codice fiscale del destinatario (se il medicinale è destinato ad un familiare a carico, il codice fiscale da indicare è quello di quest’ultimo. In assenza del codice fiscale del destinatario del farmaco sullo scontrino fiscale, non è possibile autocertificare che le spese sono state sostenute per sé o per i propri familiari a carico.

note

[1] Art. 15 co. 1 lett c) del Testo Unico Imposte sui Redditi.

[2] Ris. Agenzia Entrate 20.6.2008 n. 256.

[3] Ris. Agenzia Entrate 22.10.2008 n. 396

[4]  Di cui all’art. 7 del DM 8.6.2001, con alcune eccezioni (art. 5-quinquies del DL 148/2017 convertito).


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