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Malattie croniche e invalidità

23 Aprile 2018 | Autore:
Malattie croniche e invalidità

Chi ha diritto ad agevolazioni, assegni o pensione per una patologia inguaribile. Come fare la visita e che succede se la richiesta viene respinta.

Lo Stato riconosce l’invalidità civile e le relative agevolazioni a chi è affetto da determinate patologie o menomazioni che gli impediscono il regolare svolgimento dell’attività lavorativa o l’espletamento delle normali azioni di vita quotidiana. Per poter usufruire dei benefici, però, ci devono essere almeno due condizioni: che il grado di invalidità superi una certa soglia e che si sia affetti di una malattia cronica contenuta nell’apposito elenco elaborato dal Ministero della Salute. Quali sono le malattie croniche che danno diritto all’invalidità? E che cosa bisogna fare per ottenerla e poter, così, avere aiuti ed esenzioni? Come e da chi bisogna fare la visita medica? Quali sono i benefici concreti riconosciuti dallo Stato ed a chi sono rivolti? È quello che vedremo in questa guida.

Invalidità: che cosa si intende per malattie croniche

Per malattia cronica si intende quella patologia che presenta dei sintomi non risolvibili nel tempo. Non ci sono dei miglioramenti significativi, anzi: il decorso tende ad un progressivo declino delle normali funzioni fisiologiche, più o meno veloce a seconda delle condizioni del paziente e delle circostanze.

In sostanza, chi soffre di una malattia cronica può trattare i sintomi e il dolore ma non la malattia stessa. Ecco perché, in molti casi, viene riconosciuta al paziente l’invalidità.

Le malattie croniche più diffuse sono le cardiopatie, i tumori, le patologie intestinali o gastriche (colite ulcerosa, ad esempio), dell’apparato neurologico, di ossa o muscoli, dell’apparato respiratorio e tante altre che vedremo in seguito.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha stimato che le malattie croniche sono, ad oggi, la causa di quasi il 90% dei decessi.

Invalidità per malattie croniche: che cosa fare

Vediamo ora il percorso da fare per ottenere l’invalidità per malattie croniche.

Invalidità: come fare la domanda

La prima cosa da fare per avere l’invalidità per malattie croniche è andare dal medico di base al fine di ottenere il certificato che attesti proprio la sussistenza dell’invalidità. Il certificato deve essere redatto sul modello predisposto dall’Inps ed inviato dal medico all’Istituto per via telematica. Al paziente verrà, quindi, consegnata una ricevuta con un numero di protocollo.

Secondo step: inviare entro 30 giorni dalla data in cui è stato ottenuto il certificato (altrimenti scade) la domanda di inabilità all’Inps. Le modalità di invio sono:

  • tramite il sito Internet dell’Inps con il codice pin dell’Istituto o lo Spid (il sistema di identità digitale che dà accesso ai servizi della Pubblica amministrazione);
  • tramite il Contact center dell’Istituto (numero 803.164);
  • tramite un patronato.

In qualsiasi caso è indispensabile indicare il numero di protocollo ricevuto dal medico di base.

A quel punto, sarà possibile decidere la data per la visita medica di fronte alla Commissione dell’Asl a cui partecipa un medico delegato dall’Inps.

Invalidità: come fare la visita medica

Il sistema telematico dell’Inps dà la possibilità all’utente, una volta compilato il modulo di richiesta, di decidere nella pagina «Servizi ai cittadini» del sito la data della visita medica con la Commissione per stabilire l’eventuale grado di invalidità per malattia cronica. Se non ci sono delle date disponibili, si può registrare la domanda e scegliere in un secondo momento quando sottoporsi alla visita. Fissata la data, l’utente riceverà una raccomandata di conferma.

Che succede, però, se capita un imprevisto dopo avere fissato la data della visita ed il cittadino deve spostarla? Nessun problema: è possibile chiedere un nuovo appuntamento. Tuttavia, dopo la seconda volta in cui l’utente non si presenta, la domanda scade e bisogna rifare tutto da capo.

Se l’impossibilità di recarsi a fare la visita dipende dalla salute del cittadino, si può chiedere che la stessa venga effettuata a domicilio, inviando una richiesta almeno 5 giorni prima dalla data stabilita insieme ad un certificato del medico curante in cui si attesta l’impossibilità di muoversi di casa.

Invalidità: posso essere accompagnato alla visita medica?

Chi deve fare la visita medica davanti alla Commissione Asl e al medico dell’Inps per l’accertamento dell’invalidità per malattie croniche può presentare altra documentazione sanitaria da aggiungere al certificato inviato dal medico di base e contenuto nel fascicolo elettronico in mano alla Commissione. Inoltre, ha diritto ad essere accompagnato da un medico di fiducia, anche diverso da quello di base che ha redatto il certificato.

Invalidità: che cosa può decidere la Commissione

Non c’è solo un «sì» o un «no», ma, al termine della visita medica, la Commissione dell’Asl può decidere anche un «forse». Dopo l’accertamento medico per determinare l’eventuale invalidità per malattie croniche, infatti, la Commissione prepara un verbale elettronico che può:

  • approvare il verbale all’unanimità: in questo caso, l’esito diventa definitivo e l’utente può dare il via all’iter per ottenere i benefici a seconda del grado di invalidità stabilito;
  • approvarlo non all’unanimità: a questo punto, il responsabile del centro medico legale dell’Inps lo può convalidare entro 10 giorni oppure stabilire una nuova visita entro 20 giorni alla quale partecipa come consulente uno specialista della malattia cronica da verificare;
  • non approvare il verbale e rigettare la domanda.

La Commissione può, inoltre, decidere che:

  • lo status di invalido sia soggetto a revisione: significa che le condizioni di salute possono migliorare e che, quindi, sarà necessario effettuare una nuova visita di controllo nella data indicata sul verbale. Si ottengono i benefici relativi al grado di invalidità stabilito fino alla visita successiva;
  • lo status di invalido sia soggetto ad aggravamento: in questo caso è possibile chiedere di vedere aumentato il grado di invalidità (e quindi il numero delle agevolazioni) seguendo la stessa procedura vista in precedenza (certificato del medico curante, visita della Commissione, ecc.).

Invalidità: che cosa fare se non viene riconosciuta?

Nel peggiore dei casi, dunque, la Commissione non approva il verbale della visita e rigetta la domanda di invalidità per malattie croniche. Può anche riconoscere un grado di incapacità lavorativa inferiore a quello che il cittadino si aspettava. L’interessato si deve rassegnare o può fare qualcosa? Può presentare ricorso contro il verbale al tribunale competente, preceduto da un’istanza di accertamento tecnico-preventivo da consegnare alla sezione lavoro e previdenza del tribunale entro 180 giorni dalla data in cui è stato ricevuto il verbale.

L’accertamento serve a verificare le condizioni di salute del richiedente e viene effettuato da un medico legale nominato dal giudice, eventualmente affiancato da altri scelti dall’Inps e dal paziente. Il medico legale valuta la documentazione, chiede eventualmente un’ulteriore visita e presenta al tribunale una relazione in merito. Le possibilità sono:

  • che il tribunale riconosca l’invalidità: in questo caso, se non ci sono contestazioni, l’Inps è tenuto ad adeguarsi e liquidare le eventuali prestazioni dovute entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento;
  • che ci siano delle contestazioni o che il tribunale non riconosca l’invalidità: a questo punto, il richiedente può presentare ricorso al tribunale entro 30 giorni dal deposito delle contestazioni.

Invalidità per malattie croniche: quando viene dichiarata

Chi ha una malattia cronica non è, automaticamente, una persona con diritto all’invalidità civile. Questo diritto viene acquisito nel momento in cui si supera una certa percentuale di riduzione dell’incapacità lavorativa. Per esempio, se quella malattia è ad uno stadio iniziale che non impedisce il normale svolgimento sia del lavoro sia degli atti della vita quotidiana, è probabile che l’invalidità non venga riconosciuta o che si stabilisca una percentuale bassa che o non dà diritto ad alcun beneficio o comporta delle agevolazioni minime.

Si può parlare di invalidità quando la riduzione supera la percentuale di riduzione della capacità lavorativa del 33%, cioè di 1/3. Le varie percentuali sono indicate in un’apposita tabella.

Invalidità: quali malattie croniche ne danno diritto

Come detto all’inizio, l’elenco delle malattie croniche che danno diritto all’invalidità è molto lungo e comprende delle patologie che interessano praticamente tutto l’organismo. Vediamo le più importanti.

Invalidità: malattie dell’apparato cardiocircolatorio

  • aritmie gravi, invalidità dal 71 all’80%;
  • aritmie gravissime: invalidità dall’81 al 100%;
  • coronaropatia grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • coronaropatia gravissima sino all’allettamento o ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca gravissima sino all’allettamento o ipocinetica da scompenso cardiaco cronico terminale: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto cardiaco complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • valvulopatie di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
  • valvulopatie di grado severo scompensate: invalidità dall’81 al 100%;
  • difetto interatriale (dia) – stadio IV – dia di grado severo. Gravi esiti di chiusura di dia. Inoperabile: invalidità dal 71 al 100%;
  • difetto interventricolare (div) stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • difetto interventricolare (div) stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • pervietà del dotto arterioso stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio IV: invalidità dal 71 all’80%;
  • pericardite cronica o esiti di pericardite cronica – stadio V: invalidità dall’81 al 100%;
  • cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: invalidità dal 71 all’80%;
  • cardiopatia ipertensiva scompensata: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di cuore e polmoni complicato, la percentuale ottenuta va considerata in concorrenza con la valutazione di base del trapianto cuore – polmoni: invalidità dal 71 al 100%;
  • aneurisma dell’aorta toracica o addominale – stadio V: invalidità dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche: invalidità dal 71 all’80%;
  • arteriopatia ostruttiva cronica periferica con ischemia cronica e dolore a riposo con lesioni trofiche estese o gangrena: invalidità dall’81 al 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato respiratorio

  • BPC (broncopneumopatie) asmatiche gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • BPC asmatiche severe: invalidità dall’81 al 100%;
  • BPC ostruttive gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • BPC ostruttive severe: invalidità dall’81 al 100%;
  • BPC restrittive gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • BPC restrittive severe: invalidità dall’81 al 100%;
  • interstiziopatie gravi: invalidità dal 71 all’80%;
  • interstiziopatie severe: invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di polmone complicato: invalidità dal 71 al 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato digerente

  • stenosi esofagea con disfagia costante alimentazione solo liquida; necessità di dilatazioni frequenti: invalidità dal 71 all’80%;
  • stenosi esofagea con ostruzione serrata che richiede una gastro/entero-stomia: invalidità al 100%;
  • cirrosi epatica classe B di childpugh (punteggio 7-9): invalidità dal 61 all’80%;
  • cirrosi epatica classe C di childpugh (punteggio superiore a 9): invalidità dall’81 al 100%;
  • trapianto di fegato complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • trapianto di intestino complicato: invalidità dal 61 al 100%;
  • colite ulcerosa: invalidità dal 41 al 70%
  • sindrome da malassorbimento enterogeno da patologia pancreatica o intestinale stenotica e/o infiammatoria e/o da resezione: invalidità dal 61 all’80%;
  • malattie infiammatorie croniche intestinali (III e IV classe): invalidità dal 61 al 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato urinario

  • insufficienza renale cronica o insufficienza renale terminale in dialisi peritoneale (stadio V): invalidità dal 71 all’80%;
  • insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale ovvero in dialisi peritoneale con scarsa tolleranza terapeutica: invalidità dall’81 al 90%;
  • insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale complicata da cardiopatia ischemico ipertensiva e/o cardiomiopatia e/o ipotensione grave e/o neuropatia e/o osteodistrofia e/o anemia grave e/o sindrome emorragica: invalidità al 100%;
  • trapianto renale con complicanze: invalidità dal 51 al 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato endocrino

  • diabete mellito con complicanze moderate: invalidità dal 61 al 100%;
  • acromegalia con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • sindrome di cushing con complicanze: invalidità dal 21 al 100%;
  • insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri per crisi surrenaliche recidivanti: invalidità al 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

  • agenesia completa bilaterale degli arti superiori: invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani senza possibilità di protesi (tutte le perdite o amputazioni superiori bilaterali vengono assimilate): invalidità al 100%;
  • amputazione o perdita delle due mani con protesi funzionale: invalidità al 90%;
  • amputazione bilaterale di coscia, a prescindere dal livello, con possibilità di protesi: invalidità all’80%;
  • amputazione bilaterale di coscia o gamba senza possibilità di protesi: 100%.

Invalidità: malattie dell’apparato neurologico

  • sclerosi multipla EDSS 4-5: invalidità dal 61 all’80%;
  • sclerosi multipla EDSS 5,5: invalidità dall’81 al 90%;
  • sclerosi multipla EDSS pari o superiore a 6: invalidità del 100%;
  • demenza vascolare con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
  • demenza vascolare con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di Alzheimer con cdr 1: invalidità dall’81 al 90%;
  • morbo di Alzheimer con cdr 2-5: invalidità del 100%;
  • morbo di Parkinson – stadio 3 di hy (malattia bilaterale da lieve a moderata; instabilità posturale; fisicamente autonomo): invalidità dal 71 al 90%;
  • morbo di Parkinson –stadio 4 – 5 di hy (severa disabilità; ancora in grado di camminare o stare in piedi senza assistenza – obbligato alla sedia a rotelle o costretto a letto, a meno che aiutato) o stadio 3 con gravi effetti collaterali da farmaci antiparkinsoniani: invalidità dal 91% al 100%;
  • epilessia con crisi settimanali generalizzate o parziali complesse oppure parziali a frequenza plurisettimanale: invalidità dal 71 al 90%;
  • epilessia con crisi plurisettimanali generalizzate o parziali complesse: invalidità dal 91% al 100%;
  • emiparesi grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • emiplegia: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 71 all’80%;
  • paraparesi con deficit di forza grave: invalidità dall’81 al 100%;
  • paraplegia: invalidità del 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza medio: invalidità dal 91 al 100%;
  • tetraparesi con deficit di forza grave: invalidità del 100%;
  • atassia cerebellare con disabilità moderata: invalidità dall’81 al 90%;
  • atassia cerebellare con disabilità grave o totale: invalidità del 100%;
  • afasia di livello 1 o 0 alla asrs: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele in associazione con deficit radicolari lombosacrali e sfinteriali: invalidità dall’81 al 100%;
  • mielomeningocele associato ad arnold-chiari di tipo II e/o idrocefalo: invalidità del 100%;
  • sindrome della cauda equina completa con disturbi sfinterici e anestesia a sella: invalidità dal 71 all’80%;
  • miopatie con ipostenia prossimale grado 4 mdrs: invalidità dal 71 all’80%;
  • miopatie con grave astenia prossimale grado 5 mdrs: invalidità dal 91 al 100%;
  • distrofia di duchenne: invalidità del 100%.

Invalidità: le malattie psichiche

  • disturbo amnesico persistente indotto da sostanze (tipo korsakoff): invalidità del 100%;
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (deficit moderato): invalidità del 75%;
  • schizofrenia di tipo disorganizzato, catatonico, paranoide, non specificata (deficit grave): invalidità del 100%;
  • schizofrenia residuale (deficit moderato): invalidità del 75%;
  • schizofrenia residuale (deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo schizoaffettivo (deficit grave): invalidità del 100%;
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
  • depressione maggiore, episodio ricorrente (deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare I (deficit moderato): invalidità dal 61 all’80%;
  • disturbo bipolare I (deficit grave): invalidità del 100%;
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare sai (deficit grave): invalidità del 75%;
  • disturbi deliranti (paranoia, parafrenia, delirio condiviso, ecc.): invalidità del 75%;
  • anoressia nervosa (deficit grave): invalidità dal 75 al 100%;
  • ritardo mentale di media gravità: invalidità dal 61 all’80%;
  • ritardo mentale grave e profondo: invalidità del 100%.

Invalidità: le malattie uditive e degli apparati visivo e fonatorio

Per quanto riguarda le malattie uditive, la patologia più grave è la perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene. In questo caso viene considerata una percentuale di invalidità dell’80%.

Sull’apparato visivo, le patologie più gravi sono:

  • ipovisione grave (campo visivo residuo tra 29 e 10%): 60% d’invalidità;
  • cecità parziale (campo visivo residuo tra 9 e 3%): 80% d’invalidità;
  • cecità assoluta (campo visivo residuo minore del 3%): 100% d’invalidità.

Infine, sull’apparato fonatorio ci sono da segnalare:

  • laringectomia totale: 70% d’invalidità;
  • laringectomia totale con tracheostomia: 80% d’invalidità.

Invalidità: le malattie congenite

  • fibrosi cistica con manifestazioni conclamate di malattia: invalidità dal 51 al 100%;
  • osteogenesi imperfetta forme gravi con fratture frequenti e deformità plurisegmentarie: invalidità dal 51 al 100%;
  • sindrome di Down, di Patau, di Edward, trisomia 9, monosomia 5p o sindrome del “cridu chat”, oloprosencefalia alobare o semilobare: 100% d’invalidità.

Invalidità: le malattie tumorali

Se la malattia cronica è provocata da un tumore, la percentuale di invalidità viene stabilita tra il 21 ed il 100% a seconda dello stadio di gravità. Chi viene sottoposto a cicli di chemioterapia può richiedere l’assegno di accompagnamento.

Invalidità: l’Aids

Anche nel caso di malattia per infezione da Hiv, la percentuale di invalidità varia dal 21 al 100% a seconda dello stadio di gravità.

Invalidità: le malattie reumatiche

  • talassemia major: invalidità dal 35% al 100%;
  • artrite reumatoide: dal 21% al 100%;
  • artrosi: dal 5% al 100%.

Invalidità per malattie croniche: a che cosa si ha diritto

Come abbiamo già detto, il diritto all’invalidità per malattie croniche non avviene in automatico per il solo fatto di soffrire di una di queste patologie, ma dipende dal grado di gravità, in base al quale viene stabilita una percentuale di riduzione della capacità lavorativa.

Esiste, quindi, una sorta di «graduatoria» che consente di usufruire di certi benefici a seconda della percentuale attribuita e, in particolare:

  • fino al 33,33%: nessun diritto;
  • dal 33,33 %: diritto ad agevolazioni sull’acquisto di aiuti e protesi e di altre strumentazioni mediche (ad esempio un apparecchio di ventilazione notturna, detto Cpap, per chi soffre di apnee notturne);
  • dal 46%: diritto all’iscrizione al collocamento obbligatorio per le categorie protette di chi ha tra 18 e 55 anni;
  • dal 51%: diritto al congedo per cure;
  • dal 67%: diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario;
  • dal 74%: diritto all’assegno di invalidità;
  • al 100%: diritto alla pensione di inabilità e all’assegno di accompagnamento.

Invalidità: l’assegno di assistenza

Come abbiamo appena visto, quindi, l’assegno di assistenza o assegno di invalidità anche per chi ha delle malattie croniche spetta a chi supera il 74% di riduzione della capacità lavorativa, cioè i 2/3. Tuttavia, ciò non basta per avere quest’agevolazione. Occorre, infatti, avere anche questi requisiti:

  • un’età compresa tra i 18 anni ed i 65 anni e 3 mesi;
  • essere disoccupati;
  • avere un reddito annuo personale non superiore ai 4.800,38 euro.

Chi ha meno di 18 anni ha diritto ad un’indennità mensile e chi ha più di 65 anni può percepire l’assegno sociale.

Con questa percentuale, può avere sicuramente diritto all’assegno di invalidità, per esempio, chi soffre di:

  • cardiopatia ipertensiva scompensata;
  • broncopneumotapia (BPC) ostruttiva severa;
  • cirrosi epatica di classe C;
  • insufficienza renale terminale in emodialisi trisettimanale;
  • insufficienza corticosurrenale con plurimi ricoveri;
  • amputazione o perdita delle mani;
  • emiplegia;
  • depressione maggiore con deficit grave;
  • cecità parziale;
  • laringectomia totale con tracheostomia.

Invalidità: la pensione di inabilità

Altra agevolazione importante in caso di malattie croniche è la pensione di inabilità, da non confondere con l’assegno precedente. Viene erogata a chi ha:

  • una percentuale di invalidità totale e permanente del 100%;
  • un’età compresa tra 18 e 65 anni;
  • un reddito annuo non superiore a 16.664,36 euro.

Chi ha una malattia cronica ed una percentuale di invalidità del 100%, oltre all’incapacità di deambulare autonomamente, può, inoltre, usufruire dell’assegno di accompagnamento che, per il 2018, ammonta a 516,35 euro mensili.



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