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Fermo amministrativo per cartelle non pagate

27 Aprile 2018 | Autore:
Fermo amministrativo per cartelle non pagate

Fermo auto per chi non paga le cartelle esattoriali: cos’è, come evitarlo, come sospenderlo e come contestarlo.

Privare un cittadino dell’uso della propria auto, magari l’unica a disposizione, è una delle misure più incisive per spingerlo a pagare le cartelle esattoriali. E lo sa bene l’Agenzia delle Entrate Riscossione (così come ormai anche le società di riscossione private), che ricorre sempre più frequentemente al fermo amministrativo dell’auto per cartelle non pagate.

Si tratta di una misura cautelare che, impedendo la circolazione del veicolo, incentiva il contribuente ad estinguere il proprio debito, anche eventualmente rateizzandolo. Solo quando sarà avvenuto il pagamento dell’intero debito che ha provocato l’iscrizione del fermo amministrativo, questo sarà definitivamente cancellato.

Vediamo come funziona il fermo amministrativo per cartelle non pagate, quando è legittimo e come evitarlo e/o contestarlo.

Fermo amministrativo cartelle non pagate: cos’è

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iscrivere il fermo amministrativo sul veicolo del contribuente qualora questi non abbia provveduto al pagamento di una o più cartelle esattoriali.

Il fermo è un atto amministrativo attraverso il quale l’Agente della riscossione “blocca” la circolazione del veicolo sottoposto a fermo non può essere utilizzato, né rottamato, né radiato dal P.R.A.

Chi circola con un veicolo sottoposto a fermo rischia, oltre alla sanzione amministrativa di importi da 731 a 2.928 euro, la confisca del veicolo.

Il fermo amministrativo non impedisce la vendita del veicolo, tuttavia essa non cancella né il debito né il fermo stesso. L’acquirente di un veicolo con fermo amministrativo non potrà dunque utilizzarlo, né rottamarlo.

Fermo amministrativo: per quali cartelle

Il fermo amministrativo presuppone una situazione debitoria del contribuente. La misura può essere adottata in presenza di cartelle non pagate e aventi ad oggetto non solo multe per violazioni al codice della strada, ma anche qualsiasi altro debito (bolli auto, imposte sui redditi, canone Rai, contributi previdenziali, tasse sui rifiuti ecc.).

Non c’è un importo minimo del debito per l’iscrizione del fermo amministrativo, se non quello di 50 euro.  Ciò significa il fermo può essere iscritto anche a fronte di un debito di poche migliaia di euro. I giudici ritengono, tuttavia, che sia necessaria una proporzione tra valore del debito e fermo amministrativo, vista l’incidenza di tale misura cautelare.

Fermo amministrativo cartelle non pagate: quando è legittimo

Affinché il fermo amministrativo per cartelle non pagate possa considerarsi legittimo, devono essere rispettati alcuni passaggi procedurali:

1) Notifica della cartella

L’Agente della riscossione deve innanzitutto notificare al contribuente la cartella esattoriale, specificando il ruolo, l’ente creditore, la natura del credito e l’importo, il periodo di riferimento ecc.

2) Notifica del preavviso di fermo amministrativo

Decorsi sessanta giorni dalla notifica della cartella senza che il debitore abbia pagato o rateizzato, l’agente della riscossione può inviargli un preavviso di fermo amministrativo, avvisandolo che, in caso di mancato pagamento entro un determinato termine, verrà iscritto, senza ulteriore avviso, il fermo su uno specifico veicolo (identificato con marca e targa). Il preavviso di fermo amministrativo è un atto interruttivo della prescrizione ed è ormai considerato a tutti gli effetti un atto impugnabile, ma solo per vizi propri (e non per vizi della cartella esattoriale, a meno che questa non sia stata notificata).

3) Comunicazione per debiti inferiori a mille euro

Se il debito è inferiore a mille euro, l’agente della riscossione è tenuto ad inviare al contribuente una comunicazione contenente il dettaglio delle somme iscritte a ruolo. Non è possibile iscrivere il fermo prima che siano decorsi 120 giorni da tale comunicazione.

In tutti gli altri casi, secondo la giurisprudenza, non è necessaria un’intimazione di pagamento prima della notifica del preavviso di fermo amministrativo (o del preavviso di ipoteca), neppure se è decorso più di un anno dalla notifica della cartella esattoriale. Invece, in caso di esecuzione forzata (per esempio pignoramento del conto corrente o dello stipendio), se dalla notifica della cartella esattoriale è decorso più di un anno, è obbligatoria, prima del pignoramento, la notifica di un intimazione di pagamento, avente efficacia di 180 giorni. Tale regola non si applica in caso di misure cautelari, quale è appunto il fermo amministrativo.

4) Iscrizione del fermo amministrativo al Pra

Decorsi 30 giorni dal mancato pagamento a seguito della notifica del preavviso di fermo amministrativo, l’agente della riscossione può iscrivere, senza ulteriori comunicazioni, il fermo amministrativo che risulterà tramite una visura al Pra.

Se l’Agente della riscossione non rispetta i passaggi procedurali sopra indicati, il fermo amministrativo è illegittimo. Per esempio, se il contribuente non ha mai ricevuto il preavviso di fermo e si accorge solo da una visura al Pra, o, peggio, da un controllo degli agenti polizia, del vincolo apposto sull’auto, può far valere l’illegittimità e nullità del fermo.

Si precisa che, ai fini della legittimità del fermo, serve il rispetto, non solo delle fasi procedurali previste dalla legge, ma anche dei requisiti fondamentali degli atti di riscossione: motivazione (indicazione del dettaglio del debito), competenza territoriale dell’ufficio emittente, firma del responsabile del procedimento ecc.

Fermo amministrativo cartelle non pagate: come evitarlo

Pur avendo a proprio carico delle cartelle non pagate, è possibile evitare il fermo amministrativo attraverso una delle seguenti modalità:

  1. Pagare integralmente il debito risultante dalle cartelle esattoriali ancora dovute;
  2. Presentate istanza di rateizzazione non appena viene notificato il preavviso di fermo amministrativo;
  3. Presentare istanza per dimostrare che il proprio veicolo è strumentale alla propria professione o azienda ed è  indispensabile per svolgere l’attività lavorativa. Il veicolo deve essere di proprietà (sia per persona fisica sia per persona giuridica) e l’utilizzo del veicolo deve avere rilevanza per l’attività d’impresa o professionale. All’istanza devono essere allegate le scritture contabili o altri documenti dai quali risulti che il veicolo è un bene strumentale e il fermo sarebbe quindi illegittimo;
  4. Presentare istanza per dimostrare che il proprio veicolo è adibito o destinato ad uso di persone disabili. Occorre allegare all’istanza uno dei seguenti documeni: libretto/carta di circolazione da cui risulti che il veicolo è dotato di dispositivi prescritti per la conduzione da parte di persona diversamente abile; fattura di acquisto dalla quale risulti che il bene è stato acquistato fruendo delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge n. 104/1992. Qualora la fattura di acquisto non sia stata emessa nei confronti della persona diversamente abile, è necessario attestare che quest’ultima è fiscalmente a carico dell’acquirente (copia dell’ultima dichiarazione dei redditi o autocertificazione – fac simile in ultima pagina); fronte del contrassegno auto “Parcheggio per disabili” rilasciato dal Comune prima della data di notifica del preavviso o della trascrizione del fermo e in corso di validità. In questo caso occorre allegare anche l’autocertificazione, compilata, di cui si fornisce il relativo modello, in ultima pagina; altra documentazione.

L’istanza in ipotesi di veicolo strumentale alla professione o all’impresa o di veicolo destinato al trasporto disabili, se presentata dopo l’iscrizione del fermo, ne comporta la revoca e la cancellazione.

Fermo amministrativo cartelle non pagate: come sospenderlo

Se il contribuente paga il debito integrale o presenta istanza di rateizzazione subito dopo aver ricevuto il preavviso di fermo, l’agente della riscossione non potrà procedere all’iscrizione del fermo auto.

Se, invece, il fermo amministrativo è stato già iscritto, non è possibile cancellarlo ed esso resta fino a completa estinzione del debito (ossia, fino al pagamento dell’ultima rata). È tuttavia possibile sospenderlo.

Più precisamente, il contribuente può presentare all’agente della riscossione un’istanza di rateizzazione: al pagamento totale della prima rata, il debitore può richiedere la sospensione del provvedimento di fermo iscritto prima della rateazione stessa. Un volta concessa la sospensione, il veicolo può circolare liberamente.

Attenzione: il contribuente ottiene solo la sospensione del fermo in attesa che il debito sia integralmente saldato; per ottenere la definitiva cancellazione è necessario il pagamento dell’ultima rata del piano di rateazione.

Se il debitore decade dalla rateazione (omettendo di pagare almeno 5 rate anche non consecutive) il fermo si riattiva e, quindi, l’auto non può essere più utilizzata.

Fermo amministrativo cartelle non pagate: come contestarlo

Il fermo amministrativo, e, prima ancora, il preavviso di fermo, possono essere impugnati dinanzi al Giudice tanto per vizi formali quanto per vizi sostanziali. L’impugnazione è tuttavia possibile soltanto per vizi propri, a meno che le cartelle precedenti non siano state notificate.

Il preavviso di fermo è atto autonomamente impugnabile, ma, se gli atti presupposti (per esempio cartelle) siano diventati definitivi, perché notificati e non impugnati entro i termini di legge dal contribuente, possono essere fatti valere solo vizi del preavviso stesso e non già censure proprie degli atti precedenti.

In altri termini, impugnando il preavviso di fermo non è possibile contestare nel merito il debito oggetto della cartella, ma solo eventuali difetti del preavviso stesso o vizi sopravvenuti alla notifica della cartella (per esempio prescrizione intervenuta tra la notifica cartella e la notifica del preavviso).

Il fermo amministrativo è, per costante giurisprudenza, considerato una misura cautelare e non un atto esecutivo; ne deriva l’impugnabilità autonoma come avviene per tutti gli altri atti della riscossione dinanzi al giudice ordinario competente (non dinanzi al giudice dell’esecuzione).

Il giudice competente per l’impugnazione del preavviso di fermo e del fermo dipende dalla natura del credito sotteso. In caso di multe è competente il Giudice di Pace, in caso di imposte e tasse la Commissione tributaria e in caso di contributi previdenziali e assistenziale il Tribunale in funzione di giudice del lavoro.



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1 Commento

  1. Se alla multa in oggetto hai fatto ricorso amministrativo al prefetto e la cartella ti viene notificato Uguale cosa succede per il preavviso di Fermo?

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