Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa si può brevettare

30 Aprile 2018 | Autore:
Cosa si può brevettare

Cos’è il brevetto? Quali oggetti possono essere brevettati? Cosa sono le invenzioni industriali e i modelli ornamentali? Cosa sono i modelli di utilità?

L’Italia è popolo di santi, poeti e navigatori: ma anche di artisti e di inventori, verrebbe da aggiungere. Sono tante le cose che utilizziamo quotidianamente e che sono il frutto dell’ingegno di un italiano: pensiamo al telefono, ideato da Antonio Meucci; alla pila elettrica di Alessandro Volta; alla radio di Guglielmo Marconi. Ebbene, queste grandi personalità sono accomunate a tutti gli altri individui che, pur avendo avuto meno fortuna, hanno ideato qualcosa di nuovo: hanno, cioè, inventato. Ogni inventore ha per migliore amico il brevetto. Con questo articolo cercheremo di capire cos’è il brevetto e cosa si può brevettare.

Brevetto: cos’è?

Il brevetto è uno strumento giuridico previsto dalla legge per tutelare le creazioni intellettuali; o meglio, un particolare tipo di creazione intellettuale: le invenzioni.

Il brevetto è l’equivalente del diritto d’autore in ambito artistico: mentre il diritto d’autore protegge le opere dell’ingegno in campo culturale (si pensi ai romanzi, alle poesie, alle canzoni, alle immagini, ecc.), il brevetto tutela le invenzioni industriali.

Opere delle ingegno e invenzioni: cosa sono?

Abbiamo detto che il brevetto (come il diritto d’autore) tutela le creazioni intellettuali; o meglio, tutela l’autore/inventore e il prodotto del suo ingegno. Ma cos’è, in generale, una creazione? Cosa sono le opere dell’ingegno, coperte da diritto d’autore, e le invenzioni industriali, protette da brevetto?

Per opere dell’ingegno si intendono tutte le idee creative in campo culturale e scientifico: può quindi trattarsi tanto di opere scientifiche vere e proprie, quanto di opere letterarie, musicali, figurative, architettoniche, cinematografiche, ecc.

Le invenzioni industriali, invece, sono le idee creative nel campo della tecnica o, più precisamente, i nuovi ritrovati e le nuove soluzioni di problemi tecnici che possono essere applicati nel campo dell’industria.

Brevetto: quando?

In pratica, il brevetto conferisce all’inventore il diritto esclusivo all’attuazione dell’invenzione e al suo sfruttamento economico, sia con la fabbricazione che con la vendita del prodotto. L’esclusiva della commercializzazione, però, è limitata alla prima distribuzione del prodotto brevettato, al fine di evitare che si crei un monopolio sul mercato. Gli effetti, inoltre, sono limitati al territorio in cui il brevetto è registrato.

In sostanza, quindi, il brevetto attribuisce all’inventore il diritto di vietare a terzi di produrre, usare, applicare, mettere in commercio, vendere o importare i prodotti oggetto di brevetto. Il brevetto dura venti anni e non è rinnovabile; il brevetto che tutela un modello di utilità dura solo dieci anni.

Come detto, possono costituire oggetto di brevetto solo alcune creazioni intellettuali: le invenzioni industriali e i modelli di utilità. Vediamo cosa sono.

Brevetto: cosa sono le invenzioni?

Abbiamo detto che il brevetto tutela le invenzioni industriali e i modelli di utilità. Cosa sono le invenzioni?

Secondo la legge, per invenzione si intende qualunque idea che consente la soluzione di un problema tecnico idonea a soddisfare i bisogni dell’uomo. L’invenzione può fare riferimento alla creazione di un congegno, prodotto, metodo o procedimento completamente nuovo o può semplicemente rappresentare un miglioramento di un dato prodotto o procedimento già esistente.

L’invenzione si distingue dalla mera scoperta scientifica per il suo carattere creativo, laddove la scoperta consiste nella rivelazione di qualcosa già esistente in natura, sebbene ignoto alla società. Non a caso, si dice che l’uomo primitivo abbia “scoperto” il fuoco, non che l’abbia inventato: il fuoco, infatti, preesisteva all’uomo.

Per far comprendere concretamente quanto appena detto, il motore a combustione interna brevettato da Rudolf Diesel nel 1892 è un esempio di invenzione, così come lo è l’elicottero brevettato da Sikorsky nel 1929.

L’invenzione brevettabile, inoltre, ha un carattere essenzialmente pratico, mentre la scoperta può arrestarsi alla soddisfazione di un’esigenza puramente conoscitiva.

Sotto il profilo del risultato, l’invenzione si distingue in:

  1. invenzione di procedimento, quando la creazione consiste in un particolare procedimento per giungere alla realizzazione di un prodotto già noto, ma migliorandone lo standard o riducendone i costi (ad esempio, un nuovo motore per auto che consumi di meno);
  2. invenzione di prodotto, quando consiste nel realizzare nuovi oggetti dotati di particolari caratteristiche (creazione totalmente nuova, riguardante un bene mai visto prima);
  3. invenzione d’uso, quando si tratta di una nuova e diversa utilizzazione di oggetti già noti, migliorandone il rendimento rispetto all’uso tradizionale.

La tutela dell’interesse dell’inventore ad una remunerazione del costo della ricerca avviene attraverso la concessione del brevetto, il quale, come anticipato, conferisce al titolare la facoltà di sfruttare in via esclusiva, sia pure temporaneamente, l’invenzione.

Brevetto: cosa sono i modelli di utilità?

Oltre alle invenzioni industriali, anche i modelli di utilità e i disegni ornamentali sono brevettabili. Di cosa si tratta? I primi sono nuovi modelli che conferiscono particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego a macchine, o parti di esse, strumenti, utensili o oggetti d’uso in genere. I disegni (o modelli) ornamentali, invece, riguardano l’innovazione dell’aspetto soltanto esteriore di un prodotto già esistente: in poche parole, si tratta del design.

Mentre i modelli di utilità, quindi, attengono all’uso (innovativo) del prodotto, i disegni ornamentali concernono il modo in cui il prodotto stesso si presenta, cioè il pregio estetico. Non a caso, i modelli (o disegni) ornamentali riguardano principalmente il settore dell’arredamento, della gioielleria, della pelletteria.

Un esempio di modello di utilità è il pallone «Tango» registrato nel 1978 dall’Adidas in occasione dei Mondiali di Calcio. Si trattava di un pallone innovativo per l’epoca, maggiormente sferico ed esteticamente diverso.

Non tutte le invenzioni e i modelli di utilità, però, sono brevettabili. Perché possa essere riconosciuta questa particolare tutela, è necessario che l’invenzione possegga determinati requisiti. Vediamoli.

Cosa si può brevettare?

Perché un’invenzione possa beneficiare del brevetto, è necessario che soddisfi alcune condizioni.

  • Materialità: l’invenzione deve avere l’attitudine a realizzarsi in qualcosa di fisicamente percepibile che possa essere prodotto dall’inventore ed essere lanciato sul mercato [1].
  • Industrialità: l’invenzione deve essere suscettibile di produzione in serie [2]. Significa che il bene inventato deve poter essere riproducibile in gran numero, su larga scala. Ne deriva che un prodotto artigianale non sarà mai brevettabile.
  • Novità: l’invenzione deve essere assolutamente nuova, cioè, come dice la legge, non deve essere «compresa nello stato della tecnica» [3]. Deve trattarsi, quindi, di qualcosa mai vista prima.
  • Originalità: l’invenzione deve rappresentare un contributo creativo al patrimonio di conoscenze acquisito al momento dell’invenzione. In altre parole, l’originalità misura il grado di novità come sopra descritta.

Pertanto, possono essere oggetto di brevetto le invenzioni nuove, che implicano un’attività inventiva e che sono idonee di avere un’applicazione industriale (oltre, ovviamente, a essere lecite, ovvero non contrarie all’ordine pubblico e al buon costume).

Brevetto: come è tutelato?

La violazione del brevetto è punita dal codice penale italiano con la reclusione da uno a quattro anni e la multa da 3.500 a 35mila euro. La sanzione riguarda chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati.

La contraffazione, in poche parole, consiste nella violazione del diritto di esclusiva concesso dalla legge all’inventore. Si pensi a chi metta in vendita un prodotto da altri brevettato, oppure utilizzi un procedimento industriale innovativi sottoposto alla medesima tutela [4].

note

[1] Art. 45 d. lgs. n. 30/2005 del 01.02.2005 (Codice della proprietà industriale).

[2] Art. 2585 cod. civ.

[3] Art. 46 cod. prop. ind.

[4] Cass., sent. n. 4084/1994 del 24.01.1994.

Autore immagine: Pixabay.com


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