Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa non si può fare a scuola

30 Aprile 2018 | Autore:
Cosa non si può fare a scuola

Non solo bullismo verso compagni o insegnanti: al bando cellulari, abbigliamento sconveniente, sigarette. I genitori che insultano il docente commettono reato.

Sono tempi duri per gli insegnanti. Il fenomeno del bullismo, prima limitato (o quasi) ai compagni di scuola, si è pericolosamente allargato nei confronti dei docenti, aprendo un dibattito sulla necessità o meno di applicare la «mano dura», anzi durissima contro gli alunni che definire indisciplinati è del tutto riduttivo. Violenze, intimidazioni e minacce sia verso i coetanei sia verso maestri o professori sono, per ovvi motivi, in cima alla lista di quello che non si può fare a scuola. Ma l’elenco delle cose vietate nelle aule, nei corridoi e nelle immediate vicinanze di un istituto scolastico è lungo. Alcune di queste cose possono risultare addirittura bizzarre ai tempi di oggi (due adolescenti che si abbracciano potrebbero essere richiamati formalmente). Altre, invece, non dovrebbero essere nemmeno incluse in quell’elenco: basterebbe il buon senso per sapere che sono da evitare (fumare all’interno della scuola, riprendere i compagni in bagno e passarsi foto o video, ecc.).

Oltretutto, questa lista di ciò che non si può fare a scuola non è uguale per tutti. I comportamenti più gravi, certo, quelli valgono per chiunque. Ma i dirigenti di alcuni istituti hanno preso delle iniziative proprie per allungare l’elenco. Possono farlo?

Da sottolineare, inoltre, che quando si pensa a cosa non si può fare a scuola non ci si deve limitare alla condotta dei ragazzi o degli insegnanti ma anche a quella dei genitori. Specialmente quando arrivano in aula con la giugulare gonfia e la faccia paonazza per scaricare addosso al docente tutta la loro rabbia per un rimprovero o un brutto voto dato al figlio. Se qualche tempo fa la Cassazione, aveva stabilito che chi offende un insegnante commette reato di oltraggio a pubblico ufficiale [1], sempre la Suprema Corte ha recentemente sancito che l’insegnante in questione va risarcito del danno alla reputazione [2].

Vediamo, dunque, cosa non si può fare a scuola e le conseguenze di un comportamento scorretto nel luogo in cui, anziché la maleducazione e l’arroganza, si dovrebbero imparare le regole della civile convivenza.

Cosa non si può fare a scuola: aggredire gli insegnanti

Partiamo proprio da qua. E risulta difficile dover spiegare perché non si deve aggredire verbalmente o fisicamente un insegnante: risulta difficile perché chiunque, con un minimo di buon senso, dovrebbe capirlo da solo. Purtroppo, però, la cronaca ci regala spesso episodi di questa nuova forma di bullismo, impensabile solo fino a qualche anno fa (ci guardavamo bene dal dire ai genitori che il prof ci aveva sgridati o dato un brutto voto).

Cosa rischiano oggi gli studenti che insultano, minacciano, umiliano o picchiano un docente? Al momento, la bocciatura, la sospensione o, nei casi più gravi, l’espulsione dalla scuola. E poco più: nel peggiore dei casi (per loro) una denuncia per lesioni o per interruzione di pubblico servizio (la scuola, infatti, lo è ed interrompere le classi senza un valido motivo significa non rispettare il sacrosanto diritto dei compagni a seguire le lezioni). Se il ragazzo non è penalmente punibile, raramente avrà successo una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Come spesso succede, finché il tema è «caldo» si parla a tutti i livelli di «provvedimenti necessari» che, però, al momento restano solo dei comunicati stampa per dire qualcosa all’opinione pubblica.

Scuola: le aggressioni dei genitori sono reato

Anche i genitori rischiano di finire dietro la lavagna con le orecchie d’asino o, per meglio dire, dietro le sbarre con le manette ai polsi quando, presi dalla rabbia, mettono al muro un insegnante riempiendolo di insulti, se non, addirittura, di botte. Come dicevamo all’inizio, se il padre o la madre si rivolgono ad un docente con parole offensive per questioni che riguardano il rendimento scolastico del figlio commettono reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La Cassazione si è espressa in questo senso sul caso di una donna toscana che aveva detto ad un’insegnante di tutto tranne «quanto sei carina».

La sentenza ha un significato molto importante: se, infatti, fino a poco tempo fa di questo comportamento si poteva rispondere con l’accusa di ingiuria, oggi depenalizzata, adesso scatta il reato penale di oltraggio per «chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico ed in presenza di più persone offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni» [3]. Le conseguenze per il genitore dall’atteggiamento troppo disinvolto: la reclusione fino a 3 anni, pena aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato.

Non è finita. Il genitore che non ha capito che aggredire un insegnante e criticare i suoi metodi educativi non si può fare a scuola ma lo fa comunque, deve anche pagare il risarcimento del danno. Con una recente ordinanza, la Suprema Corte incarica il giudice di procedere in questi casi alla liquidazione del danno sul piano equitativo e sulla base delle circostanze che hanno provocato «un grave e duraturo sentimento, da un punto di vista emotivo e relazionale, di disistima, di vergogna e di sofferenza nel soggetto leso».

Cosa non si può fare a scuola: abusare del cellulare

Altra questione molto sentita e inserita nell’elenco di quello che non si può fare a scuola: utilizzare il cellulare come se si fosse a casa o al centro commerciale. Qui, però, ogni istituto ha la facoltà di approvare il proprio regolamento in piena autonomia. Quindi, non è un divieto automatico. Tuttavia, anche nelle scuole in cui l’uso di tablet o telefonini è consentito, i ragazzi devono attenersi a certi limiti.

I «paletti» sono stati messi dal Garante per la privacy e valgono per tutti. Ciò che non si può fare a scuola con il cellulare è fare delle foto o dei filmati all’interno dell’istituto, a meno che si abbia il consenso scritto del diretto interessato, dei suoi genitori o degli insegnanti. Se gli studenti infrangono queste norme o fanno un uso illecito del telefonino, l’insegnante è autorizzato a sequestrare il dispositivo al trasgressore, purché glielo restituisca al termine dell’attività didattica.

Questo capitolo, comunque, interessa anche i docenti: cosa non possono fare a scuola, per quanto riguarda i cellulari? Non possono portarlo a casa dopo averlo sequestrato (magari per un motivo lecito) o perquisire gli alunni per sapere se nascondono un telefonino da qualche parte. Entrambi i comportamenti sono sanzionabili penalmente.

Cosa non si può fare a scuola: fumare

Anche questo divieto interessa chiunque partecipa alla vita scolastica, cioè studenti, insegnanti e personale Ata. Se c’è qualcosa che non si può fare a scuola, teoricamente in tutti gli ambienti dell’istituto, è accendere una sigaretta, qualsiasi età abbia il fumatore. Perché teoricamente? Perché alcuni istituti chiudono un occhio e consentono di farsi passare la sindrome di astinenza da nicotina nel cortile della scuola o, comunque, in spazi all’aperto. Altri dirigenti, invece, sono più rigidi e non vogliono vedere una sigaretta nemmeno in fotografia, nemmeno sulle dita dei colleghi e ovunque ci si trovi «al di qua» del cancello di ingresso.

Ricordiamo, oltretutto, che trasgredire il divieto di fumo comporta una sanzione in soldini ben specificata nei cartelli che vietano il fumo.

Cosa non si può fare a scuola: vietare di andare in bagno

C’è un modo per dimostrare che a uno, veramente, scappa la pipì? Che non è una scusa per chiudersi in bagno e scopiazzare un compito in classe? No. E quindi, tra ciò che non si può fare a scuola c’è anche non poter andare in bagno quando il bisogno fisiologico è più forte di qualsiasi altra necessità? No. L’alunno è, potenzialmente, libero di uscire dall’aula per fare «plin-plin» quando non ne può più (magari anche un po’ prima, nel caso il bagno fosse distante).

Certo, alcuni docenti vietano di abbandonare il banco soprattutto quando c’è in ballo una verifica importante. Quello di cui non tengono conto, però, è del fatto che un compito in classe non è una prova di idoneità ufficiale e che, pertanto, non c’è alcuna regola che impedisca allo studente di togliersi «un peso». Appare ovvio, comunque, che si devono rispettare i limiti del buon senso. Se, ad esempio, un ragazzo chiede di uscire una volta durante l’ora del compito, ci sta. Se chiede di uscire una decina di volte, forse è il caso di suggerire allo studente un buon urologo che gli controlli la prostata, per quanto il ragazzo sia un po’ troppo giovane per soffrirne. Battute a parte, nulla mi vieta di poter andare in bagno una volta.  Basta, però.

Cosa non si può fare a scuola: portare un abbigliamento indecoroso

Non c’è una legge che dica ai ragazzi come devono vestirsi per andare a scuola. Esistono, però, dei regolamenti interni (e, quindi, vanno rispettati) che dicono come non devono vestirsi. Alcuni istituti sono più tolleranti, altri rimandano a casa chi si presenta in aula con le infradito, la minigonna dalle dimensioni di una cintura larga, una cresta in testa come il lettino di un fachiro, i piercing in faccia o i pantaloni a vita talmente bassa che lo studente potrebbe farsi pagare per la pubblicità della marca di mutande. Lo stesso vale, comunque, per gli insegnanti: se il decoro vale per tutti, scollature troppo vistose o abbigliamento piuttosto trascurato viene bandito.

Cosa non si può fare a scuola: baciarsi o abbracciarsi

Tenere a bada gli ormoni ad una certa età non è semplice, ci sono passati tutti. Occorre, però, fare uno sforzo ed evitare baci ed abbracci troppo effusivi nelle aule o nei corridoi degli istituti perché anche questa è una cosa che non si può fare a scuola. Siamo alle solite: dipende dai regolamenti interni o dalla tolleranza degli insegnanti. E non si tratta soltanto di una questione morale: in un liceo di Roma, ad esempio, erano stati vietati i baci per evitare il propagarsi dell’epidemia di influenza aviaria.

Cosa non si può fare a scuola: altri divieti

Ci sono altre cose che non si possono fare a scuola, sempre a seconda della sensibilità del dirigente o degli insegnanti. Alcune sono scontate, altre lasciano un po’ stupiti. Si sa che a scuola non si può copiare un compito. Si ritiene maleducato – e per questo viene spesso vietato –  presentarsi a lezione masticando il chewing gum. Quello che raramente si è sentito in giro è che sia vietato scambiare delle figurine durante la ricreazione o tra una lezione e l’altra. Anni fa è successo in una scuola elementare di Bergamo, dove le immaginette dei Pokemon venivano sequestrate ai piccoli trasgressori e restituite alla fine dell’anno scolastico.


note

[1] Cass. sent. n. 15367/2014.

[2] Cass. ord. n. 9059/2018 del 12.04.2018.

[3] Art. 341-bis cod. pen.


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