Diritto e Fisco | Editoriale

Garanzia vizi ristrutturazione

11 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 maggio 2018



Se fate i lavori in casa, è importante un contratto scritto con la ditta. Il proprietario committente è così garantito dal contratto e dalla legge. Se ci sono delle difformità bisogna comunicarle ed è possibile chiedere la riduzione del prezzo.

Dovete ristrutturare il vostro appartamento e state ricercando l’impresa a cui affidare i lavori, ma non sapete bene come procedere per tutelarvi rispetto alle problematiche eventuali e successive alla ristrutturazione. Oppure avete appena completato i lavori in casa, ma sono subito emersi dei gravi difetti nella tinteggiatura, nel montaggio del parquet, nella posa in opera di particolari rivestimenti, ecc: ebbene, nei casi portati ad esempio, come si deve comportare il proprietario di casa? Quali sono gli accorgimenti da adottare prima di procedere ai lavori nel proprio appartamento e soprattutto quale garanzia è prevista per i vizi derivanti da una ristrutturazione? Andiamo per ordine e cerchiamo di chiarire i dubbi appena espressi.

Il contratto di ristrutturazione dell’appartamento

Incominciamo col dire che quando incaricate un’impresa, con una propria organizzazione di mezzi e uomini, per i lavori di ristrutturazione del proprio appartamento, si configura un contratto tecnicamente definito di appalto [1]. In sostanza, l’impresa si assume l’obbligo, a proprio rischio, di eseguire i lavori appaltati, in cambio del versamento del corrispettivo pattuito. Si tratta di un contratto per la cui la validità non è necessaria la forma scritta: quindi potreste prendere accordi anche verbalmente, ma non è assolutamente consigliabile farlo. Pertanto, una volta scelta la ditta, preparate e sottoscrivete con la stessa un bel contratto scritto dove saranno dettagliatamente indicate tutte le condizioni dell’appalto: caratteristiche, modalità e descrizione dei lavori, prezzo dovuto, modalità di pagamento, durata dei lavori, eventuali penali per il ritardo, il numero della polizza assicurativa dell’impresa, ecc, ecc. Per questo compito, sarebbe opportuno farsi seguire da un professionista: un legale esperto, incaricato per redigere un contratto di appalto, potrebbe rivelarsi molto più utile e prezioso dei soldi spesi per questa particolare prestazione professionale.

Appalto: la denuncia dei vizi

Come dice il proverbio, i nodi vengono sempre al pettine, ed è quello che propriamente può accadere durante o al termine dei lavori di ristrutturazione nel nostro appartamento. In linea di massima, quando sorgono problematiche in corso d’opera, alle legittime rimostranze del proprietario (tecnicamente definito committente), l’impresa risponde provvedendo alle dovute riparazioni o all’eliminazione dei difetti accertati, ma potrebbe accadere che i vizi o le difformità non vengano eliminati oppure che si manifestino o si riscontrino alla fine dell’appalto: ebbene come deve procedere il proprietario in questi casi? Sicuramente deve denunciare all’impresa i difetti emersi, attraverso una comunicazione formale scritta inviata alla ditta. Questa denuncia può essere fatta tramite una normale raccomandata a.r. oppure tramite una mail pec, cioè una mail spedita dalla vostra posta elettronica certificata (se ne siete muniti) ed indirizzata a quella della ditta (ricordatevi che tutte le imprese sono munite di pec). La descritta denuncia dovrà essere fatta entro il termine di 60 giorni dalla scoperta dei vizi e/o delle difformità: è la legge a stabilirlo [2]. Nella comunicazione oltre ad elencare le difformità riscontrate, dovrete opportunamente avanzare le vostre richieste: tra queste, eventualmente, anche la riduzione del prezzo pattuito.

Appalto: la riduzione del prezzo

Si dice che i conti si fanno alla fine ed è proprio quello che solitamente accade nell’ipotesi esaminata. Sappiamo, infatti, che il corrispettivo pattuito per i lavori di ristrutturazione, raramente, viene integralmente versato prima della conclusione dei lavori. Pertanto, se al termine dell’appalto riscontare dei vizi o delle difformità, è questo il momento migliore per sedersi a parlare con la ditta. La legge, infatti, vi concede la possibilità di ottenere una riduzione del prezzo, in alternativa alla eliminazione e/o riparazione dei vizi e delle difformità riscontrate [3]. È frequente, infatti, che il proprietario/committente abbia perso fiducia nella ditta incaricata: preferisce rivolgersi altrove per le dovute riparazioni. Ed allora, può pretendere una riduzione del prezzo, proporzionatamente al valore delle opere da eseguire, eventualmente detraendo il tutto dal saldo ancora dovuto all’impresa. Ovviamente, è bene ricordare che questa appena descritta è soltanto l’alternativa a quella di pretendere dall’appaltatore l’eliminazione dei vizi e delle difformità emerse. Ricordatevi, pertanto, che in tutti i casi siete garantiti dal contratto firmato e dalla legge e che, se non trovate una soluzione amichevole con la ditta, avete due anni di tempo dalla consegna dei lavori per farle causa. 

note

[1] Art. 1655 cod. civ. [2] Art. 1667 cod. civ. [3] Art. 1668 cod. civ.


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