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Obblighi del figlio adottato se il padre naturale si ammala

27 Aprile 2018
Obblighi del figlio adottato se il padre naturale si ammala

Mio figlio (nato nel 1975) nel 1995 è stato adottato da una terza persona con adozione particolare e da allora ha avuto rari contatti con il padre biologico e non ha mai convissuto con lui (vivono in città diverse). Ora il padre biologico ha avuto un ictus e non è più autonomo: quali obblighi – morali e finanziari – è tenuto a sostenere per legge mio figlio?

Se, come sembra probabile sulla base dei dati a disposizione, il figlio della lettrice fu adottato con l’adozione in casi particolari (disciplinata dagli articoli 44 e successivi della legge n. 184 del 4 maggio 1983) allora gli effetti di questo tipo di adozione prevedono chiaramente che l’adottato conserva tutti i diritti ed i doveri verso la sua famiglia d’origine, salve le eccezioni stabilite dalla legge.

Infatti, l’articolo 55 della legge n. 184 del 1983 stabilisce che all’adozione in casi particolari si applichi l’articolo 300 del codice civile che, appunto, stabilisce che l’adottato conserva tutti i diritti e i doveri verso la sua famiglia d’origine, salve le eccezioni di legge.

Questo vuol dire che la persona adottata con adozione in casi particolari è tenuto per legge, finché convive con la famiglia d’origine (ma non è il caso del figlio della lettrice), a contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie capacità ed al proprio reddito, al mantenimento della famiglia.

Sarà invece tenuto ai cosiddetti alimenti se il suo genitore naturale dovesse versare in stato di bisogno e non essere capace di provvedere al proprio mantenimento (articoli 433 e seguenti del codice civile).

L’obbligo degli alimenti consiste nel dovere di somministrare al parente che versa in stato di bisogno, e che non sia capace di provvedere al proprio mantenimento, quanto sia necessario per la vita in proporzione al suo bisogno e delle condizioni economiche di chi è obbligato a versarli.

Si noti che la legge stabilisce un ordine di soggetti obbligati a versare gli alimenti e che i figli(compresi quelli adottivi) sono i secondi in quest’ordine subito dopo il coniuge.

Nel caso in cui, quindi, il genitore naturale del figlio della lettrice versasse in queste condizioni di bisogno, il figlio potrà essere chiamato, anche dinanzi ad un giudice, a versargli gli alimenti (nei limiti sopraindicati e cioè nei limiti di quanto sia necessario per la vita del genitore in proporzione al suo bisogno e in proporzione delle condizioni economiche di chi è obbligato a versarli).

La legge non si occupa invece di obblighi di tipo morale; tuttavia costituisce reato abbandonare unapersona incapace,cioè impossibilitata a provvedere a se stessa.

Costituisce quindi reato omettere di fare il possibile affinché l’anziano non versi in condizioni diprecaria igiene o di precaria sicurezza o lasciandolo in condizioni di mancata assistenza (senza cioèprovvedere a ricoverarlo in ambiente sano e protetto).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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