Diritto e Fisco | Articoli

Figli all’estero: come inviargli dei soldi lecitamente?

28 Aprile 2018
Figli all’estero: come inviargli dei soldi lecitamente?

Le mie figlie risiedono entrambe all’estero, sposate ad australiani, pertanto residenti aire. In Italia hanno conto corrente intestato a me, a mio marito e ad entrambe sul quale vengono versati i soldi di affitti per case a loro intestate per le quali io e mio marito stiamo ancora pagando il mutuo; più un altro conto singolo per ognuna. Posso inviare soldi alle figlie usando canali leciti (adopero transferwise) o ci sono dei limiti?

 

L’art. 1854 c.c. stabilisce che “Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto”. Inoltre, l’art. 1298 c.c. evidenzia che “Nei rapporti interni l’obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell’interesse esclusivo di uno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente”.

In sostanza, la cointestazione di un conto corrente bancario, tra due o più persone, implica che le parti di ciascuno si presumono uguali in quanto il singolo intestatario, pur avendo la facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, non può disporre in proprio favore, senza il consenso dell’altro, della somma depositata in misura che eccede la propria quota di spettanza.

Pertanto, le operazioni bancarie possono essere poste in essere con il consenso degli intestatari, ossia la lettrice, suo marito e le sue figlie non essendoci limiti di utilizzo.

Quanto detto viene confermato dalla giurisprudenza.

Il contratto di conto corrente bancario svolge, a differenza di quello ordinario, una semplice funzione di servizio di cassa per il correntista, sicchè, in caso di contestazione del conto, non rileva chi dei titolari sia beneficiario dell’accredito o chi abbia utilizzato la somma accreditata. Pertanto, quando una certa somma sia affluita sul conto, la stessa rientra nella disponibilità di tutti i correntisti, i quali, ex art. 1854 c.c., ne divengono condebitori, restando irrilevante che taluno dei cointestatari non abbia in concreto compiuto operazioni sul conto, atteso che è sufficiente, ai fini della norma suddetta, che avesse titolo per compierle. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto irrilevante, in un conto cointestato a due soggetti, che uno dei due mai avesse compiuto operazioni sul conto e non avesse quindi autorizzato l’apertura di credito, utilizzando le somme accreditate)”. Cass. civ. Sez. I, 28/02/2017, n. 5071.

La cointestazione di un conto corrente, attribuendo agli intestatari la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi di conto (art. 1854 c.c.) sia nei confronti dei terzi, sia nei rapporti interni, fa presumere la contitolarità dell’oggetto del contratto, salva la prova contraria a carico della parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa”. Cass. civ., sez. III, 8/9/2006, n. 19305.

Il saldo di conto corrente bancario cointestato, con facoltà di disposizione disgiunta di ciascuno dei titolari, non può costituire credito “contratto nell’interesse esclusivo” di alcuno dei contitolari del credito stesso, ai sensi del primo comma dell’art. 1298 c.c. perché ciò contrasterebbe con la funzione del contratto di conto corrente bancario, il quale è finalizzato all’espletamento del servizio di cassa in favore – dunque nell’interesse – di tutti i contitolari, i quali infatti, possono liberamente disporre del saldo attivo.” Cass. civ., sez. III, 21/1/2004, n. 886.

Con riferimento invece allo spostamento di somme dall’Italia all’Australia e viceversa, benchè vengano utilizzati canali leciti, occorre evidenziare a che titolo si provvede alla movimentazione di cifre di denaro, soprattutto se rilevanti. In altre parole, l’Amministrazione finanziaria italiana potrebbe volere conoscere il motivo di tali spostamenti e il tipo di rapporto che lega le parti (donante e ricevente), pertanto sarebbe consigliabile cautelarsi con una scrittura privata esplicativa che esponga chiaramente la situazione in caso di eventuali, seppur a volte improbabili, controlli.

Il decreto legislativo n. 385/1993 punisce chiunque svolga in maniera abusiva un’attività finanziaria, sottolineando che, qualora venga esercitata un’attività del genere, è necessario che sia svolta nei confronti del pubblico. Il prestito tra privati, pertanto, è consentito dalla legge quando si tratta di erogazioni di denaro occasionali, non rivolte nei confronti di un numero non determinato di persone.

Nonostante, nel caso di specie, si parli di prestito o di regalie tra familiari è sempre preferibile formalizzare il rapporto giuridico attraverso un’apposita scrittura privata, ossia una scrittura privata con data certa. Inoltre, è fondamentale indicare nella causale del bonifico la natura del prestito o del regalo.

Il Redditometro è lo strumento attraverso il quale il Fisco italiano accerta il reddito complessivo del contribuente, basandosi sulla capacità di spesa dello stesso.

Ad esempio, in caso di prestito tra familiari, qualora l’erogazione di denaro superasse del 20% il reddito del contribuente l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere la provenienza delle somme, sospettando una movimentazione in nero, che porterebbe ad un accertamento fiscale, ad un ricalcolo delle somme dovute a titolo di Irpef e, di conseguenza, delle sanzioni.

Per questa ragione è necessario cautelarsi con la precisa indicazione della causale sul bonifico, erogante la somma alle figlie della lettrice, e sottoscrivendo la predetta scrittura privata, da conservare in duplice copia.

Tali cautele consentirebbero, in caso di eventuale richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate, di indicare l’esatta provenienza del denaro dato a mutuo o sotto forma di regalo, il tipo di rapporto giuridico che esiste tra le parti, le modalità di rimborso ed ogni altra informazione utile ai fini fiscali.

La giurisprudenza conferma quanto detto.

In tema di efficacia della scrittura privata nei confronti dei terzi, se la scrittura privata non autenticata forma un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro, la data risultante da quest’ultimo deve ritenersi data certa della scrittura, perché la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. Grava sulla parte che contesti la certezza della data di provare la redazione del contenuto della scrittura in un momento diverso; a tal fine basta la prova contraria non occorrendo far ricorso alla querela di falso.” Cass. civ. Sez. I Sent., 14/06/2007, n. 13912.

In tema di efficacia probatoria della scrittura privata nei confronti dei terzi, l’apposizione del timbro postale su una scrittura privata formata in foglio unico rappresenta circostanza idonea a rendere la data ivi riportata data certa in quanto la timbratura deve ritenersi equivalente ad un’attestazione autentica che il documento è stato spedito nella data ivi indicata.” Cass. civ. Sez. I, 28/05/2012, n. 8438.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente:

– trattandosi di conto cointestato, il prelevamento e la movimentazione delle somme, con l’assenso degli altri intestatari (il marito e le figlie della lettrice) costituisce una regolare operazione di banca avendone la lettrice piena facoltà senza limitazioni di utilizzo.

– Il denaro dato a titolo di prestito o di regalia alle figlie della lettrice, attraverso bonifico o transferwise deve indicare come causale “prestito infruttifero per le mie figlie (nome e cognome)” oppure “regalia per le mie figlie (nome e cognome)”.

–  È importante predisporre una scrittura privata, con data certa, che specifichi la natura del prestito, o del regalo, e l’eventuale modalità di restituzione da conservare in duplice copia e da esibire, eventualmente, a titolo di prova. Il tutto come forma di cautela in caso di eventuali controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube