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Lavoratore invalido, categorie protette e assenze per malattia

29 Aprile 2018
Lavoratore invalido, categorie protette e assenze per malattia

Sono stato assunto come categoria protetta (invalidità lavoro 55%) (invalidità civile 70% dopo l’assunzione) nella P.A.. Le assenze per malattia dovute all’invalidità rientrano nel periodo di comporto? Attualmente sono in malattia per crisi depressiva, può l’ufficio richiedere visita collegiale per l’inidoneità alle mansioni e quindi chiedere il licenziamento anche ad invalido?

Con riguardo al primo quesito occorrerebbe per dare una risposta corretta individuare il corrispondente contratto collettivo del lettore e, quindi, localizzare il settore di impiego dello stesso nella Pubblica Amministrazione.

Si può, comunque, riferire – sulla base della regola generale, così come ordinata dall’orientamento della Suprema Corte di Cassazione – che, in caso di rapporto di lavoro instaurato con un invalido assunto obbligatoriamente per essere inserito nelle categorie protette, le assenze per malattia non possono essere computate ai fini del superamento del periodo di comporto se sono connesse alla sua specifica condizione della invalidità. Mentre se dipendono da altri eventi o malattie, il lavoratore con l’handicap è trattato alla pari di tutti gli altri dipendenti e può essere licenziato. E inoltre, le assenze dovute a malattie collegate con lo stato di invalidità non potranno essere computate nel periodo di comporto se il lavoratore, invalido iscritto negli elenchi indicati dalla legge n. 482 del 1968, sia stato adibito a mansioni incompatibili con le sue condizioni di salute. Ma quest’ultimo deve comunque dimostrare il nesso causale tra le mansioni e il danno alla propria salute che ne è conseguito (Cassazione civile, sez. lav., 12/04/2017, n. 9395).

Con riguardo poi al secondo quesito, solitamente nella Pubblica Amministrazione l’istanza per ottenere la visita medica collegiale del lavoratore può essere presentata sia da quest’ultimo che dal Superiore gerarchico.

Non si conosce il settore di competenza del lettore ma, ad esempio, nel comparto Scuola, l’art.2, comma 5 del CCNI inidonei del 2008 statuisce come “l’inidoneità allo svolgimento della propria funzione per motivi di salute deve risultare da apposito referto medico rilasciato dalla Commissione Medica di Verifica presso il MEF territorialmente competente. A tal fine il dirigente scolastico, anche su istanza dell’interessato, richiede all’autorità sanitaria di pronunciarsi sull’idoneità fisica o meno allo svolgimento delle funzioni di istituto, precisando se l’infermità riscontrata sia permanente ovvero temporanea e se l’interessato sia da considerare idoneo allo svolgimento di funzioni diverse da quelle d’istituto, con eventuale esclusione di talune attività ritenute incompatibili con lo stato di salute del soggetto”.

Pertanto, interpretando questa norma, s’evince che la P.A. può agire per ottenere la visita anche d’ufficio, con richiesta del dirigente amministrativo.

Tuttavia, sulla questione licenziamenti conseguenti alle condizioni di salute del lavoratore, è intervenuta la Corte di Cassazione che, sul punto, ha sentenziato come “in tema di rapporto di lavoro con invalido assunto obbligatoriamente ai sensi della l. 12 aprile 1968 n. 482, qualora il lavoratore sia stato adibito (in violazione dell’art. 20 l. cit.) a mansioni non compatibili con le sue condizioni di salute, le assenze derivanti da malattie collegate con lo stato di invalidità non potranno essere computate nel periodo di comporto, dal momento che in questo caso l’impossibilità della prestazione è riconducibile alla violazione, da parte del datore di lavoro, dell’obbligo di tutela dell’integrità fisica del lavoratore” (Cassazione civile, sez. lav., 29/08/2011, n. 17720).

Tanto premesso, in via generale, la P.A. non potrebbe chiedere il licenziamento del lavoratore, poiché rientrante nelle cosiddette “categorie protette”.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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1 Commento

  1. Sono in malattia dal 17 novembre 2017 per lo stesso motivo della mia invalidità dichiarata e certificata all’azienda,nel mese di agosto mi hanno pagato la metà circa dello stipendio di giugno e di tutti i mesi che ha pagato l’inps,non facendo quindi parte della legge del comporto,tra l’ altro durante la malattia è venuto a farmi visita,il medico legale dell’inps,verificando le carte che dichiarano il mio di invalidità,e dopo aver trovato la conferma della vericita è andato via,parlando con responsabile del personale,mi dice che per i casi normali cioè per i lavoratori non invalidi,dopo il periodo dei 180 pagati dall’inps,l’azienda si fa carico di pagare per un anno intero il lavoratore al 100% ,dicendomi inoltre che passato questo anno,inizia un anno che si chiama di Comparto ,che il lavoratore viene pagato sempre in modo minore durante le mensilità,ma solo dopo aver pagato ripeto scusatemi,il 100% per anno,a me il primo mese dopo la fine dei 180 giorni convenuti con l’inps mi hanno dimezzato lo stipendio,vi prego aiutatemi,perché sto spendendo molti soldi per rientrare il più presto. possibile,in questo periodo sto facendo l’ozono terapia e la prossima il 22 agosto sarà la terza seduta para vertebrale,io mi chiamo Enrico Arena

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