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Permesso di soggiorno per motivi umanitari

30 Aprile 2018
Permesso di soggiorno per motivi umanitari

La mia badante ha ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, che le consente di avere un contratto di lavoro, carta di identità e residenza in Italia. Non può per ora espatriare. È inclusa nel mio stato di famiglia. Come si può consentirle di andare e tornare dalla Georgia per poter vedere la sua madre malata di cancro? Sono disposto anche ad adottarla. È fidanzata da un mese ma non credo che il fidanzamento possa avere valore legale.

L’Italia e gli altri Paesi dell’Unione Europea presentano una normativa comune circa la disciplina dell’ingresso e della permanenza dei cittadini extracomunitari. In particolare, la direttiva 2003/109/CE del Consiglio Europeo, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, regolamenta la materia. L’art. 4, comma 1, della direttiva dispone che gli Stati membri conferiscono lo status di soggiornante di lungo periodo ai cittadini dei paesi terzi che hanno soggiornato legalmente e ininterrottamente per cinque anni nel loro territorio immediatamente prima della presentazione della pertinente domanda. Si prevede inoltre che gli Stati membri rilasciano al soggiornante di lungo periodo un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Questo è valido per almeno cinque anni e, previa domanda, ove richiesta, automaticamente rinnovabile alla scadenza (art. 8). Secondo questa direttiva il soggiornante di lungo periodo acquisisce il diritto di soggiornare, per un periodo superiore a tre mesi, nel territorio di qualsiasi Stato membro … sulle seguenti basi: 

a) esercizio di un’attività economica in qualità di lavoratore autonomo o dipendente; 

b) frequentazione di corsi di studio o di formazione professionale; 

c) altri scopi.

In altre parole, il cittadino extracomunitario che desidera permanere per un periodo prolungato sul territorio dell’Unione Europea, può acquisire il diritto-permesso di soggiorno se è impegnato in attività lavorativa o di studio oppure per altri scopi. Per altri scopi si intende, ad esempio, la permanenza per motivi di salute, umanitari e anche per motivi familiari. La cittadina extracomunitaria che abbia una convivenza con cittadino comunitario rientra nel novero dei “familiari di cittadino UE agevolati”, di cui all’art. 3 comma 2 lett. b D.Lgs. che stabilisce che lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l’ingresso e il soggiorno.. del partner con cui il cittadino dell’Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata dallo Stato del cittadino dell’Unione.

La convivenza rappresenta un fatto giuridico rilevante, per conviventi si intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Alla luce di quanto detto, aderendo anche al pensiero del lettore, un fidanzamento così fresco e instabile difficilmente può costituire la base per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari.

Considerando che la cittadina straniera è attualmente in possesso di regolare contratto di lavoro, di residenza e carta d’identità, al fine di avere la possibilità di visitare la madre malata in Georgia, e avere dunque la libertà di viaggiare e spostarsi, a parere dello scrivente, farebbe bene a richiedere la conversione del permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.

La conversione è un procedimento amministrativo attraverso il quale il cittadino straniero, già autorizzato a soggiornare nel territorio italiano, richiede un titolo al soggiorno per un nuovo motivo diverso da quello originario, qualora ne sussistano i presupposti di legge.

Ai fini della conversione occorre presentare, presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Questura:

– Modulo richiesta di conversione compilato con il nominativo del richiedente;

– Copia del passaporto;

– 4 fotografie in formato fototessera;

– Marca da bollo di € 16,00;

– Bollettino postale di € 30,46 per il pagamento del permesso di soggiorno elettronico;

– Denuncia del rapporto di lavoro domestico all’Inps;

– Copia di tutte le buste paga;

– Modello Cud;

– Copie di tutti i versamenti Inps effettuati;

– Modulo sostitutivo Cud del datore di lavoro con specificata la paga oraria.

Il documento attestante materialmente il permesso di soggiorno viene spedito via posta raccomandata presso l’indirizzo indicato. Le tempistiche variano a seconda dell’organizzazione dell’ufficio e delle richieste.

Con riferimento infine all’adozione di straniero maggiorenne, ai sensi dell’art. 291 del codice civile, l’istituto è permesso esclusivamente a soggetti che abbiano compiuto 35 anni e che superino almeno di 18 anni l’età delle persone che intendono adottare, con ricorso al Presidente del tribunale del luogo in cui risiede chi desidera adottare. L’adozione di straniero maggiorenne consente l’ottenimento di un visto e successivo permesso di soggiorno, nonché, trascorsi cinque anni dalla trascrizione del decreto di adozione, di potere presentare domanda di cittadinanza italiana.

Tale particolare adozione richiede il consenso:

– di chi adotta;

– di chi viene adottato;

– dei rispettivi coniugi;

– dei figli maggiorenni di chi adotta;

– dei genitori di chi viene adottato.

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, per il raggiungimento dei risultati sperati, la conversione del permesso di soggiorno per motivi umanitari in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato risulta la procedura maggiormente efficace.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



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