Diritto e Fisco | Editoriale

Cosa si può insegnare con la laurea in farmacia

25 Aprile 2018 | Autore:
Cosa si può insegnare con la laurea in farmacia

I laureati in farmacia del vecchio e nuovo ordinamento possono fare i professori nelle scuole secondarie

Dopo la laurea si pone la scelta di cosa fare del proprio futuro dal punto di vista professionale. Con la laurea in farmacia sicuramente si può aspirare alla partecipazione a concorsi per lo svolgimentodell’attività di farmacista presso farmacie pubbliche comunali, oppure lavorare come dipendenti presso farmacie private, o ancora aspirare ad un impiego presso le aziende farmaceutiche come ricercatore o come informatore farmaceutico: questi sono gli sbocchi principali che la laurea in farmacia consente di sfruttare. Spesso però non pensiamo che la nostra laurea possa essere un titolo valido anche per fare i professori. Conseguita la laurea in farmacia è possibile infatti orientarsi anche verso l’insegnamento; vediamo allora cosa si può insegnare con la laurea in farmacia, in quali istituti e quali requisiti servono, oltre alla laurea.

Vecchio o nuovo ordinamento 

Innanzitutto, è importante sapere che possono accedere all’insegnamento sia i laureati in farmacia del vecchio ordinamento, sia quelli del nuovo ordinamento.

Infatti, tutte le classi di concorso a cui si può accedere con la nuova laurea specialistica in “Farmacia” (LS14) o con la nuova laurea Magistrale in “Farmacia e Farmacia industriale” (LM14) sono aperte anche ai possessori dell’equiparata “vecchia” laurea quinquennale in “Farmacia” conseguita nell’ordinamento precedente il 1999.

Di conseguenza, sia che si decida di intraprendere la carriera di insegnante appena usciti dall’università, sia che questa scelta avvenga molti anni dopo, il laureato in farmacia potrà fare il professore.

Le materie

Il laureato in farmacia può innanzitutto insegnare presso le scuole secondarie, dunque le scuole medie o superiori.

Le scuole secondarie interessate sono, in particolare: le scuole medie, gli Istituti tecnici agrari, gli Istituti tecnici professionali, i Licei artistici, l’Istituto magistrale, gli Istituti d’arte e l’Istituto dei ciechi.

In base alla tipologia di istituto ove si viene chiamati ad insegnare, il laureato in farmacia può optare per una serie di materie che comunque hanno ad oggetto, nelle loro varie sfaccettature, la chimica e la biologia.

Precisamente, le materie che il laureato in farmacia può insegnare sono innanzitutto matematica e scienze nelle scuole medie.

Presso le scuole superiori invece il farmacista può diventare professore di Chimica ed industrie agrarie presso gli Istituti tecnici agrari.

Ancora, si può aspirare all’insegnamento di Tecnologia delle arti applicate presso gli Istituti tecnici professionali, i Licei artistici, l’Istituto magistrale e gli Istituti d’arte.

Sempre presso gli Istituti tecnici e professionali, i Licei artistici e l’Istituto magistrale, nonché presso l’Istituto dei ciechi, è possibile insegnare Igiene, Anatomia, Fisiologia e Patologia.

Sul sito internet istituzionale del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca (MIUR) sono indicate le classi di concorso cui si può aspirare con ogni singola laurea prevista dal nostro ordinamento.

I requisiti per accedere all’insegnamento

La sola laurea in farmacia non è sufficiente per accedere all’insegnamento, essendo necessario prima seguire un percorso di formazione ulteriore ben preciso.

Da quest’anno, chi vuole diventare insegnante deve: laurearsi, conseguire 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche; superare il concorso pubblico; frequentare il FIT, il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente.

La laurea che abbia valore abilitante per una specifica classe di concorso rappresenta quindi il requisito fondamentale per partecipare ai concorsi a cattedra e per poter insegnare nella scuola pubblica.

Successivamente è necessario aver conseguito almeno 24 CFU nelle discipline dell’ambito “antropo-psico-pedagogico”, indipendentemente dalla materia d’insegnamento alla quale ci si vorrà dedicare. Si tratta di 24 Crediti Formativi che l’aspirante docente può conseguire durante il corso di laurea, oppure iscrivendosi a dei corsi ad hoc organizzati dalle Università.

Quindi si può partecipare al concorso, che consta di 3 prove, due scritte e una orale.

I candidati che superano il concorso avranno accesso al FIT, il tirocinio triennale abilitante obbligatorio per diventare insegnanti di ruolo della scuola secondaria di I e II grado.

Per insegnare invece in una scuola privata, la strada è più semplice: così come previsto per l’insegnamento nella scuola pubblica, è necessario essere in possesso di una Laurea magistrale o Specialistica e consultare sul sito del Miur la propria classe di appartenenza.

Bisogna poi iscriversi al collocamento, effettuare la cosiddetta “messa a disposizione” presso la scuola in cui si desidera insegnare inviando al dirigente scolastico un documento in cui vanno inseriti il proprio curriculum vitae, i propri dati personali, una dichiarazione dell’effettivo possesso dei requisiti e una di disponibilità di stipula di un contratto per l’insegnamento.



5 Commenti

  1. Buongiorno,
    io sono laureata in farmacia V.O., i sindacati mi dicono che le classi di concorso del vecchio ordinamento sono solo tre (A-15, A- 31, A-34) e non 5 come per la laurea specialistica o magistrale (A-15, A- 31, A-34, A-50 A-60). Quindi per loro non sono equiparate, anche sul sito Miur sono suddivise in questo modo. C’è una legge alla quale appellarmi per avere il diritto ad insegnare tutte le classi?
    Grazie

    1. Sono laureata in Farmacia V.O. Su Classi di concorso la A-34 viene indicata come possibile per l’insegnamento solo se la laurea è stata conseguita entro l’A.A. 86/87. Non capisco cosa significhi. In questo modo può insegnare solo chi ha dai 58 anni in su. Grazie

    2. Sono laureata in Farmacia V.O. Su Classi di concorso la A-34 viene indicata come valida per l’insegnamento solo se la laurea è stata conseguita entro l’A.A. 86/87. Non capisco cosa significhi. In questo modo bisogna avere dai 58 anni in su per partecipare.

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