Diritto e Fisco | Editoriale

Fermo amministrativo moto: come funziona

25 Aprile 2018
Fermo amministrativo moto: come funziona

Chi non paga le cartelle esattoriali e ha debiti con Agenzia Entrate Riscossione può subire il fermo amministrativo sia sull’auto, che sullo scooter o sulla moto.

Si parla spesso di fermo amministrativo sulle auto, tant’è che ormai si dice solo «fermo auto». Ma il fermo amministrativo può essere anche sulla moto. Chi non paga le cartelle esattoriali e ha un debito con l’agente della riscossione può subire questa misura cautelare che gli impedisce di circolare finché non ha estinto il debito o non richiede una dilazione. Prima però deve ricevere un preavviso di fermo. Se il contribuente è un imprenditore o un professionista e riesce a dimostrare che lo scooter o la moto sono indispensabili al lavoro allora il fermo viene bloccato. Viceversa, se il mezzo serve solo per recarsi al lavoro (ed è quindi strumentale solo allo spostamento), il fermo scatta comunque. Questi e altri aspetti relativi a come funziona il fermo amministrativo moto saranno trattati qui di seguito. Per cui dedica cinque minuti del tuo tempo per scoprire quali sono le risposte alle domande più frequenti.

Qual è il debito minimo per il fermo amministrativo moto?

Non esiste una soglia di debito sotto la quale sia vietato il fermo amministrativo sulla moto. Quindi anche per poche centinaia di euro si può iscrivere la misura cautelare.

In tutti i casi di riscossione coattiva di debiti sino a 1.000 euro, non si procede al fermo moto se prima non decorrono 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo. Non è quindi necessaria una raccomandata.

Con il fermo amministrativo moto posso circolare?

Una volta iscritto il fermo sulla moto, il veicolo non può più circolare. Può tuttavia restare parcheggiato sulla pubblica via (cosa che non può succedere se il mezzo è privo di assicurazione). Di norma, se c’è il fermo non si paga il bollo, salvo deroghe regionali.

Con il fermo amministrativo moto posso rottamare?

Il fermo impedisce anche la rottamazione del mezzo. Quindi chi vuol radiare la moto dal Pra deve prima pagare il debito per le cartelle esattoriali. Come vedremo a breve c’è anche la possibilità di chiedere la dilazione del pagamento in 72 rate.

Con il fermo amministrativo posso vendere la moto?

La moto o lo scooter su cui è stato iscritto il fermo può essere venduto. Tuttavia l’acquirente deve sapere che acquisterà il veicolo con tutto il fermo. Tale misura, quindi, si trasferisce al nuovo proprietario.

A che serve il fermo amministrativo sulla moto?

Il fermo è una misura cautelare volta a evitare il deprezzamento del bene e così consentire che lo stesso, in caso di successivo pignoramento e vendita all’asta, non perda valore. In verità, sono estremamente rari i casi di beni mobili su cui c’è il fermo e poi sottoposti ad esecuzione forzata. Questo perché il pignoramento ha scarse possibilità di successo e il fermo stesso è già un valido sistema per ottenere il pagamento.

Come faccio a sapere se c’è il fermo amministrativo? 

Il fermo non può essere iscritto se non sono passati almeno 60 giorni dalla notifica della cartella.

Trenta giorni prima dell’iscrizione del fermo amministrativo, l’Agente della Riscossione deve inviare al contribuente un preavviso di fermo. Questo preavviso gli dà la possibilità di correre ai ripari per come diremo nel paragrafo successivo. Una volta iscritto il fermo, il contribuente non riceve alcuna comunicazione. Dovrà egli stesso informarsi al Pra se è avvenuta l’iscrizione.

Potrebbe succedere che il preavviso di fermo non venga mai notificato o non sia notificato correttamente. In tal caso il fermo è illegittimo, così come sarebbe illegittimo se, nonostante il preavviso, il contribuente non ha mai ricevuto la previa cartella. In tal caso il contribuente può accorgersi della presenza del fermo facendo una indagine al Pra.

Che succede se circolo con il fermo amministrativo sulla moto?

Chi circola con il fermo amministrativo non commette reato ma subisce una sanzione amministrativa, una normale multa che va da 777 a 3.114 euro.

Come evitare il fermo amministrativo sulla moto?

Se si è già ricevuto il preavviso di fermo amministrativo sulla moto si può impedire l’iscrizione della misura cautelare in tre modi:

  • pagare il debito;
  • chiedere una rateazione del debito delle cartelle scadute: in tal caso bisognerà pagare la prima rata, presentare la ricevuta di versamento all’ufficio dell’Agente della Riscossione che rilascerà una quietanza; questa quietanza va poi depositata al Pra che sospende il fermo. Il fermo verrà definitivamente cancellato solo al pagamento dell’ultima rata;
  • fare opposizione: l’opposizione contro la cartella o contro il preavviso non sospendono automaticamente il fermo che va avanti, salvo che il giudice ritenga fondati i motivi di ricorso;
  • se il contribuente è un imprenditore o un professionista e dimostra che il mezzo serve per il lavoro. Si pensi a un agente di commercio. Non è invece il caso del lavoratore dipendente che utilizza la moto come mezzo di locomozione per recarsi al lavoro;
  • se il mezzo rientra nel complesso di beni necessari all’attività d’impresa come l’auto per l’agente di commercio o il trattore per il contadino. Secondo alcuni giudici il fermo amministrativo può scattare sul veicolo utile al contribuente per recarsi al lavoro perché non è un bene strumentale all’attività ma alla persona [1] (come vedremo a breve, questa interpretazione non è condivisa da tutta la giurisprudenza). Per sottrarsi al fermo il veicolo deve quindi far parte del «complesso di beni e strumenti necessari a mandare avanti l’attività stessa», potendo, invece, essere iscritto sull’auto (in questo caso sulla moto) che serve «semplicemente per recarsi al lavoro, in quanto non è un bene strumentale all’attività, ma strumentale alla persona». L’unica interpretazione logica e valida di bene strumentale, dunque, è quella di un bene la cui natura è intrinsecamente connessa all’esercizio dell’impresa o professione da parte del suo titolare.

Veicolo strumentale all’attività o alla professione

La legge [2] stabilisce che il fermo non è disposto se, entro trenta giorni dalla notifica del preavviso, viene fornita dimostrazione della sua strumentalità.

Riteniamo il termine dei trenta giorni non perentorio, quindi il contribuente, sia successivamente sia in giudizio, rimane libero di dimostrare la strumentalità del veicolo. Però, la dimostrazione “tempestiva” del fatto può avere l’effetto di inibire alla radice il fermo.

Un parametro utile è costituito dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sul concetto di strumentalità, riguardante «i soli casi in cui il conseguimento dei ricavi caratteristici dell’impresa dipende direttamente dall’impiego del veicolo».

Non manca però qualche giudice secondo cui non si può iscrivere il fermo non solo per i veicoli strumentali, ma altresì se il veicolo è l’unico mezzo per recarsi presso il posto di lavoro e il contribuente possiede reddito di lavoro dipendente [3]. La strumentalità non sussiste quando, seppure vi sia un utilizzo promiscuo del bene, la professione non richieda il necessario utilizzo di un autoveicolo per essere attuata, ne può essere sostenuta l’illegittimità del fermo ove il debitore possieda un altro veicolo per recarsi al lavoro.

Spese di cancellazione del fermo

Quando il fermo viene cancellato, il debitore non è tenuto al pagamento di spese né ad Agenzia delle Entrate-Riscossione né al Pra.

Alla cancellazione, stando ai chiarimenti esposti nel sito internet di Agenzia delle Entrate Riscossione, procede il debitore previo ottenimento del provvedimento di revoca.


note

[1] Ctr Lazio sent. n. 2144/18.

[2] Art. 86 co. 2 del DPR 602/73.

[3] Ctp Milano sent. n. 9202/24/14; Ctp Reggio Emilia sent. n. 80/2/17.


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