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Permessi 104: come calcolare in caso di part-time?

27 Aprile 2018 | Autore:
Permessi 104: come calcolare in caso di part-time?

Alcuni pratici casi su come calcolare i permessi della Legge 104 in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale: si ha sempre diritto a tre giorni di riposo?

Vorresti chiedere i permessi della c.d. «Legge 104» [1] per un familiare disabile ma hai un rapporto di lavoro di tipo parziale (part-time) inferiore al 50% delle ore normalmente previste dal CCNL applicato sul contratto di lavoro. Ti chiedi se, e in che misura, spettano anche a te i permessi mensili per assistere il familiare affetto da disabilità. La domanda è del tutto legittima e come vedremo in seguito dipende dal tipo di part time (orizzontale o verticale) che si ha con il proprio datore di lavoro. In ogni caso, è possibile affermare fin da subito che i permessi spettano comunque, anche in regime di part-time. Ma come calcolare i permessi 2014 in caso di part-time? Si calcolano solo i giorni di lavoro effettivamente prestati o bisogna togliere i giorni di malattia, ferie, festivi dal computo di maturazione? Facciamo un passo indietro e vediamo nel dettaglio a chi spettano i permessi, a cosa si ha diritto e quanti giorni o ore di permessi calcolare in caso di part-time.

Permessi 104: a chi spetta?

L’ordinamento italiano riconosce permessi lavorativi a tutti gli effetti retribuiti in base alla propria paga oraria o giornaliera, sia per lavoratori affetti da disabilità grave sia ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità.

Dunque, i permessi della c.d. «Legge 104» possono essere richiesti, sia per sé stessi in quanto disabili sia dai familiari chiamati ad assistere il disabile. In particolare, i permessi retribuiti possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, pubblico o privato, da:

  • disabili con contratto individuale di lavoro dipendente: sono inclusi anche i lavoratori in modalità part-time, sono invece esclusi i lavoratori autonomi e quelli parasubordinati, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati in giornata, i lavoratori a domicilio e quelli addetti ai lavoro domestici e familiari;
  • genitori lavoratori dipendenti: madre e/o padre biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità anche non conviventi;
  • coniuge lavoratore dipendente;
  • parenti o affini entro il II grado lavoratori dipendenti: figli, nonni, nipoti, fratelli, suoceri, generi, nuore, cognati del soggetto disabile con lui conviventi;
  • parenti o affini entro il III grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti nel caso in cui genitori o coniuge siano ultrasessantacinquenni ovvero in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti sopra individuati.

Permessi 104: a cosa si ha diritto?

In caso di riconoscimento dei permessi della Legge 104, si ha diritto a:

  • tre giorni di riposo al mese anche frazionabili in ore;
  • o, in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore.

Permessi 104: come si calcolano i permessi in caso di part-time?

Se nessun dubbio vi è circa la durata dei permessi mensili per i lavoratori a tempo pieno, lo stesso non può dirsi per coloro che hanno in corso un lavoro a tempo parziale, verticale o orizzontale. Infatti, i giorni o le ore di permesso si differenziano a seconda del tipo di part time, che può essere:

  1. orizzontale (tutti i giorni lavorati con un orario ridotto);
  2. o verticale (solo alcuni giorni lavorati).

Permessi 104: permessi in caso di part-time orizzontale?

Nel caso del part-time orizzontale, i giorni di permesso sono comunque tre e corrispondenti alle ore contrattualmente previste (ad esempio se il part time è di quattro ore al giorno, le tre giornate corrisponderanno all’orario svolto contrattualmente). In altre parole, nonostante i giorni di permesso sono tre, per ciascuna giornata che il lavoratore è assente sul posto di lavoro per permessi 104 spettano meno ore poiché inferiori sono le ore lavorate. Analogo discorso può essere fatto per le ferie: se si ha un lavoro part-time, spettano sempre le 4 settimane di fere contrattualmente previste, ma in proporzione all’orario svolto.

Permessi 104: permessi in caso di part-time verticale?

Più complessa è la risposta per quanto riguarda il part-time verticale. Infatti, con attività lavorativa (ad orario pieno o ad orario ridotto) limitata ad alcuni giorni del mese, il numero dei giorni di permesso spettanti va ridimensionato proporzionalmente. Il risultato numerico va arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore:

Si procede infatti con la seguente proporzione:

  • x : a = b : c (dove “a” corrisponde al n° dei gg. di lavoro effettivi; “b” a quello dei (3) gg. di permesso teorici; “c” a quello dei gg. lavorativi)

Facciamo un esempio. Si ipotizza che un lavoratore del settore industria ha in essere un rapporto di lavoro a tempo parziale di 16 ore alla settimana, secondo il seguente orario:

  • lunedì: 8:30 – 12:30 e 14:30 – 18:30 (8 ore)
  • martedì: 8:30 – 12:30 e 14:30 – 18:30 (8 ore)
  • mercoledì: 0 ore;
  • giovedì: 0 ore;
  • venerdì: 0 ore.

Si riporta un esempio di 12 giorni di lavoro al mese su un totale di 22 giorni lavorativi teoricamente eseguibili. Il contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) prevede la settimana corta, ossia dal lunedì al venerdì. In questo caso, il calcolo andrebbe così effettuato:

  • x : 8 = 3 : 22

Perciò:

  • x = 24 : 22;
  • x = 1,09 (gg. di permesso, da arrotondare per difetto a 1).

Nel mese considerato spetterà un solo giorno di permesso.

Da notare che per giorni di lavoro effettivi s’intendono i giorni che il lavoratori si reca effettivamente a lavorare.

Permessi 104: e se il lavoratore è assente per malattia?

A questo punto sorge spontanea una domanda: e se il dipendente è assente per 10 giorni per esempio, come vanno considerati? È necessario toglierli dal computo dei giorni effetti per il calcolo dei permessi o sono ininfluenti?

Ebbene, per quanto riguarda il caso di fruizione di altri permessi, quali malattia, ferie, permessi sindacali, maternità obbligatoria e facoltativa, ecc., il MLPS (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) con un documento di prassi [2] ha ritenuto che, nelle ipotesi in cui il dipendente, nel corso del mese, fruisca di tali permessi, non è possibile per il datore di lavoro effettuare  un riproporzionamento del diritto ai permessi della Legge 104, in quanto trattasi comunque di assenze «giustificate», riconosciute per legge come diritti spettanti al lavoratore. L’intento di garantire alla persona con disabilità grave una assistenza morale e materiale adeguata, anche attraverso la fruizione, da parte di colui che la assiste, dei permessi mensili della Legge 104, non sembra possa subire infatti una menomazione a causa della fruizione di istituti aventi funzione, natura e caratteri diversi.

A nulla rileva dunque la circostanza secondo la quale il dipendente si sia assentato per malattia per 10 giorni, in quanto vanno inseriti ugualmente fra i giorni di lavoro effettivi (conteggiando ovviamente solo i giorni nei quali il lavoratore avrebbe dovuto prestare l’attività lavorativa).

Permessi 104: cosa dice la giurisprudenza?

Come abbiamo potuto notare, i giorni di permessi sono più difficili da stabilire in caso di part-time verticale, ossia quando il dipendente lavora tutto il giorno ma con meno giornate. Sul punto, si è espressa recentemente anche la giurisprudenza [3] integrando alcuni principi in precedenza stabiliti dall’Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) [4].

Il principio base è che si ha diritto alle tre giornate normalmente previste riproporzionate in funzione delle giornate effettivamente lavorate. In altri termini, ciò significa che i giorni di permesso della Legge 104 sono assolutamente differenti a secondo se il proprio contratto di lavoro preveda un orario a part-time verticale di quattro giorni di lavoro a settimana ovvero di soli due giorni.

A tal proposito, l’orientamento giurisprudenziale prevede quanto segue:

  • se il dipendente in part-time verticale lavora per più del 50% dell’orario ordinario, allora lo stesso avrà sempre diritto a tre giorni di permesso legge 104;
  • in caso contrario, ossia se il dipendente in part-time verticale lavora per un ammontare di ore inferiore al 50% dell’orario ordinario, il calcolo dovrà obbligatoriamente seguire la proporzione in precedenza illustrata.

Quindi, chi in una settimana di cinque giorni lavorativi ne lavora almeno quattro avrà comunque diritto a fruire per intero dei permessi.

Permessi 104: è possibile richiederlo ad ore?

In un documento di prassi [5] l’Inps ha precisato che è possibile determinare i giorni di permesso mensili della Legge 104 anche ad ore. Se si opta per la frazionabilità, il limite massimo mensile di ore usufruibili va calcolato utilizzando il seguente algoritmo:

  • (orario normale di lavoro settimanale / numero di giorni lavorativi settimanali) x 3 = ore mensili fruibili.

Ad esempio, quindi, un lavoratore il cui orario di lavoro normale sia di 38 ore settimanali articolate su cinque giorni, potrà godere di 23 ore di permesso mensile, poiché (38 / 5) x 3 = 22,8.

Sia nel caso dei permessi fruiti a giorni che per quelli fruiti a ore saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta.

In tal caso, bisogna però precisare che il limite orario mensile opera esclusivamente laddove i permessi giornalieri vengano utilizzati, anche solo parzialmente, frazionandoli in ore e non quando vengano tutti fruiti per giornate lavorative intere.

Permessi 104: è possibile richiederlo per gli operai agricoli?

Per quanto riguarda i lavoratori agricoli a tempo determinato (OTD), si conferma l’impossibilità materiale degli stessi di fruire dei giorni di permesso per se stessi, quali portatori di handicap, o per i figli o i familiari handicappati, quando si tratta di lavoratori agricoli occupati “a giornata”. Differente è il caso, invece, dei lavoratori occupati con contratto stagionale di durata pari almeno ad un mese, con previsione di attività lavorativa per 6 (o 5 giorni se viene effettuata “settimana corta”) alla settimana. Tale possibilità è comunque da escludere per le frazioni di mese, vale a dire per i mesi in cui l’attività viene svolta solo per alcuni giorni.

Permessi 104: sono coperti da contribuzione figurativa?

Altra fattore da tenere in considerazione è la possibilità per i lavoratori che chiedono i permessi della Legge 104 di poter fruire della contribuzione figurativa per quei giorni. In sostanza, si maturano comunque i contributi Inps per quei giorni di assenza dal lavoro.


note

[1] Legge 5 febbraio 1992, n. 104

[2] Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali, Interpello n. 24 del 01.08.2012.

[3] Cass. sent. n. 22925/17 del 29.09.2017.

[4] Inps, Circolare n. 133 del 17.07.2000.

[5] Inps, Messaggio n. 16866 del 28.06.2007.


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2 Commenti

  1. buongiorno, volevo sapere, relativamente alla formula dei gg di 104 x un lavoratore part time verticale, se i gg effettivi sono standard, cioè calcolati su 30 gg mensili o se bisogna considerare se il mese è di 31 gg o 28/29 (febbraio)?
    Es: alla posta un part time verticale che lavora metà mese dall1 al 15 o dal 16 al 30/31/28/29 nel calcolo vanno considerati sempre 30 gg o anche 31 o 28/29?

    1. Ti suggeriamo la lettura dei seguenti articoli:
      -Col part time quanti giorni di permessi 104? https://www.laleggepertutti.it/177115_col-part-time-quanti-giorni-di-permessi-104
      -Legge 104: chi è col part-time quali diritti ha? https://www.laleggepertutti.it/196152_legge-104-chi-e-col-part-time-quali-diritti-ha
      -Lavoro part time e legge 104 https://www.laleggepertutti.it/227698_lavoro-part-time-e-legge-104
      -Lavoratore con 104: deve fare i turni notturni e reperibilità? https://www.laleggepertutti.it/405336_lavoratore-con-104-deve-fare-i-turni-notturni-e-reperibilita

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