Diritto e Fisco | Editoriale

I reati nella Bibbia

26 Aprile 2018 | Autore:
I reati nella Bibbia

Omicidio, tentato omicidio, truffa, sostituzione di persona, bigamia: ecco alcuni dei crimini commessi dai protagonisti dei racconti biblici.

Forse non tutti si sono accorti che nella Bibbia è possibile trovare numerosi episodi riconducibili a quelli che oggi costituiscono reati veri e propri. Molte di queste condotte sarebbero state sanzionate anche allora; altre, invece, venivano tollerate oppure erano ritenute perfettamente lecite. Con questo articolo vedremo, in modo semplice e chiaro, alcune vicende bibliche che raccontano di fatti che il legislatore italiano oggi punirebbe con la reclusione. Vediamo allora quali sono i reati nella Bibbia.

Reati nella Bibbia: Caino e Abele

Cominciamo questo viaggio nei reati della Bibbia partendo dall’episodio più noto di tutti: l’uccisione di Abele per mano del fratello Caino. Sebbene le ragioni di questo efferato omicidio non siano del tutto chiare, sicuramente avvenne per futili motivi e, probabilmente, fu anche premeditato: per queste ragioni, Caino, in un tribunale italiano, verrebbe oggi condannato all’ergastolo.

Reati nella Bibbia: il sacrificio di Isacco

Proseguiamo con un altro episodio molto celebre: quello di Abramo e di suo figlio Isacco. Nel libro della Genesi (il primo della Bibbia) Dio, per mettere alla prova la fedeltà di Abramo, gli chiede di salire su un monte (Moriah) e di sacrificare il suo unico figlio, Isacco. Sebbene a malincuore, Abramo fa ciò che gli viene detto. Giunto sul posto prescelto, Abramo è pronto ad affondare il coltello quando un angelo inviato dal Signore lo ferma proprio un attimo prima di compiere il sacrificio di Isacco.

Ebbene, se dovessimo “laicizzare” e “giuridicizzare” il racconto, nella condotta di Abramo non potremmo che vedere il reato di tentato omicidio [1], per di più aggravato dal fatto che la vittima sarebbe stata il figlio [2]. In un ipotetico processo, Abramo avrebbe rischiato circa quindici anni di reclusione.

Reati nella Bibbia: Esaù e il piatto di lenticchie

Sempre a proposito dei reati nella Bibbia, un altro episodio molto noto raccontato sempre nel libro della Genesi è quello della nascita dei figli di Isacco, Esaù e Giacobbe, e di come il primo perse la primogenitura.

Esaù e Giacobbe erano fratelli gemelli, anche se il primo nacque un attimo prima del secondo. Nell’antichità, la primogenitura (cioè, l’essere il figlio primogenito, quello nato per prima) era molto importante, in quanto solo al figlio primogenito spettavano determinati benefici, quali: una quota maggiore di eredità; la successione al padre come capofamiglia; la titolarità dell’intero feudo (in epoca medievale).

Un bel giorno Esaù, tornando da una dura giornata di caccia, trovò Giacobbe che aveva preparato un piatto di lenticchie. Affamato, Esaù gli chiese di mangiarne e Giacobbe, astutamente, approfittando della momentanea debolezza del fratello, gli chiese in cambio la primogenitura. Esaù accettò.

Dal punto di vista penale, la condotta di Giacobbe non sembra sanzionabile: il reato che più si avvicina è quello di circonvenzione di incapaci, che prevede la reclusione da due a sei anni per coloro che, al fine di procurarsi un vantaggio, approfittando dei bisogni, delle passioni o dell’inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, la induce a compiere un atto che comporti un qualsiasi effetto giuridico dannoso [3].

In effetti, Giacobbe approfitta dello stato di debolezza per appropriarsi della primogenitura, ma difficilmente, davanti ad una corte, verrebbe condannato per questo.

Dal punto di vista civilistico, invece, Esaù avrebbe potuto chiedere la rescissione del contratto poiché concluso in stato di bisogno [4].

Reati nella Bibbia: Giacobbe e la primogenitura

Diverso invece è ciò che combina Giacobbe quando deve presentarsi dal suo anziano padre, Isacco, per ricevere formalmente la benedizione che spetta al primogenito. Isacco, infatti, vecchio e quasi cieco, non sa nulla dello scambio avvenuto tra Esaù e Giacobbe.

La benedizione del padre era una specie di investitura, che segnava il passaggio dei diritti dal padre al figlio primogenito: una specie di testamento, diciamo. Giacobbe, però, temeva di essere scoperto: era vero che il padre non ci vedeva più, ma avrebbe potuto riconoscerlo toccando le sue gracili membra, così diverse da quelle del forzuto e villoso Esaù, abile cacciatore e guerriero. Per ingannare il padre, Giacobbe decise di indossare gli abiti del fratello e di ricoprirsi le braccia della pelle e del pelo di due capretti. Con questo stratagemma, Giacobbe riuscì ad ingannare il padre e a ricevere la benedizione.

La condotta di Giacobbe, che si traveste per fingersi suo fratello, integra ben due ipotesi di reato: quello di truffa [5] e quello di sostituzione di persona [6]. La truffa è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e consiste nel porre in essere artifici o raggiri per ottenere un guadagno dall’errore altrui. È proprio il caso di Giacobbe che, camuffandosi, riesce ad ottenere la benedizione del padre.

Allo stesso tempo, però, Giacobbe si finge un’altra persona: la sostituzione di persona è punita con la reclusione fino a un anno quando, al fine di procurarsi un vantaggio o di arrecare un danno, sostituisce la propria persona a quella di un altro.

Reati nella Bibbia: bigamia

Non tutti sanno che, in Italia, contrarre due matrimoni è reato. In altre parole, chi si sposa pur essendo già sposato con altra persona commette un delitto punibile addirittura con la reclusione fino a cinque anni [7].

Nella Bibbia, gli episodi di bigamia non si contano. Emblematico è il caso del re Salomone: nel libro dei Re si legge che Salomone ebbe settecento mogli e trecento concubine!

Più “ordinaria” la storia di Giacobbe, il quale sposò due sorelle: Lia e Rachele. In realtà, Giacobbe era innamorato solo di quest’ultima, ma il loro padre, pur di dare in moglie Lia, la primogenita e anche la più brutta delle due, obbligò Giacobbe a sposarla per prima e, solo successivamente, gli concesse Rachele.


note

[1] Artt. 56 e 575 cod. pen.

[2] Art. 577 cod. pen.

[3] Art. 643 cod. pen.

[4] Art. 1448 cod. civ.

[5] Art. 640 cod. pen.

[6] Art. 494 cod. pen.

[7] Art. 556 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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