Diritto e Fisco | Editoriale

Anticipare la pensione

26 Aprile 2018 | Autore:
Anticipare la pensione

Dopo una vita di lavoro il tuo fisico non ce la fa più. Vorresti accelerare i tempi del pensionamento e goderti un po’ la vita. Vediamo come puoi fare.

L’età della tanto attesa pensione è ancora lontana, ma non lontanissima. Non mancano tanti anni, ma comunque sei costretto ad attendere ancora, nonostante la stanchezza fisica e mentale si faccia sentire, o peggio ancora sai già che rimarrai presto disoccupato ed entrerai nel limbo delle persone troppo grandi per trovare un altro lavoro, ma non abbastanza per diventare pensionati. Ti chiedi allora se esiste un modo per anticipare la pensione, e se tu puoi ambire a questa possibilità. Cerchiamo di capire meglio in questo articolo come andare in pensione e come anticipare i tempi, se ancora non hai raggiunto l’età, e in attesa di nuovi sviluppi legislativi.

Quando si va in pensione?

È una domanda che tutti ci poniamo quasi ogni giorno, in un misto di disperazione e rassegnazione, a causa della tanto discussa legge Fornero [1] che ha dato una bella batosta agli aspiranti pensionati e al continuo inasprirsi dei requisiti per ottenere l’agognato addio al lavoro. Vediamo i requisiti generali per andare in pensione oggi in Italia, dando comunque per assodato che questi possono variare da persona a persona, in base all’età, all’anzianità contributiva, alla cassa previdenziale di iscrizione, ai periodi riscattati, ecc.

Il calcolo della pensione è basato su tre sistemi: retributivo, contributivo e misto:

  • Sistema retributivo: basato sugli ultimi stipendi che hai percepito e valido sino al 31 dicembre 2011 per chi dimostra più di 18 anni di contributi accumulati al 31 dicembre 1995;
  • Sistema contributivo: basato solo sulla quantità di contributi versati nella tua storia di lavoratore, e vale per chi non può vantare alcun contributo versato al 1996;
  • Sistema misto: a metà tra contributivo e retributivo. Questo sistema vale se hai meno di 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995. In questo caso per te varrà il retributivo sino al 31 dicembre 1995. Da lì in poi la pensione ti verrà calcolata col contributivo.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia è quella che si basa sul requisito anagrafico – al raggiungimento di una certa età – e vale per chi, fino al 31 dicembre 1995, ha un’anzianità contributiva. In particolare, hai diritto alla pensione di vecchiaia se dal 1° gennaio 2012 hai maturato almeno 30 anni di contributi versati. Ma qual è l’età anagrafica che ti permette di andare in pensione di vecchiaia? Ecco:

  • fino al 2017: l’età era di 66 anni e 7 mesi per uomini e donne del settore pubblico, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome; 65 e 7 mesi per le dipendenti;
  • nel 2018: l’età pensionabile scatta per tutti – indistintamente – a 66 anni e 7 mesi;
  • dal 2019: l’età pensionabile aumenterà per tutti a 67 anni;
  • nel 2020: l’età è ancora 67;
  • nel 2021, 2022 e 2023: l’età pensionabile è per tutti 67 anni e 3 mesi;
  • nel 2024: l’età pensionabile è di 67 anni e 7 mesi;

Ovviamente per andare in pensione a quest’età saranno necessari in aggiunta almeno 20 anni di contributi versati.

Pensione di anzianità

La cosiddetta pensione di anzianità è stata depennata dalla legge Fornero, e si basava su un calcolo a quote, sommando l’anzianità contributiva e quella anagrafica. Questo permetteva di anticipare la pensione, rispetto al requisito di vecchiaia. Rimane valida solo per chi ha beneficiato delle clausole di salvaguardia.

I modi per anticipare la pensione comunque ci sono. Tutto dipende dalla tua situazione.

Come andare in pensione anticipata?

In base alla problematica o all’opportunità che puoi cogliere, l’età della pensione si può avvicinare di un po’ e così puoi approfittare per uscire da lavoro prima degli altri. Esistono diverse possibilità per anticipare la pensione, connesse ad altrettanti requisiti, vediamoli.

Pensione anticipata: Ape volontaria

Certo, per molti è una mezza fregatura, per altri è una fregatura bella e buona. Sta di fatto che, chi non ha altri modi, e raggiunge un’età minima di 63 anni può approfittare di questo scalino in discesa, concesso dall’ultima legge di stabilità, che ha tentato di limare un po’ gli spigoli della Fornero, introducendo l’Ape volontaria.

È un sistema di anticipo pensionistico che consente di chiudere definitivamente la porta dell’azienda all’età di 63 anni e con almeno 20 anni di contributi. Il tasto dolente è che serve un prestito bancario per poterlo fare. Tramite questo prestito puoi ricevere un assegno mensile di pensione fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Ovviamente, essendo un prestito, prevede dei tassi d’interesse per la restituzione. Lo si può immaginare come un “patto col diavolo”, dove lui ti dà la possibilità di andare in pensione fino a quasi 4 anni prima della normale età pensionabile, e tu restituisci mensilmente (con tasso d’interesse) il prestito, che ti verrà decurtato dal tuo assegno mensile. Per maggiori approfondimenti puoi consultare l’articolo Ape Volontario.

Pensione anticipata: Ape social

Il fratello buono dell’Ape volontario è l’Ape social. È sempre un anticipo pensionistico ed è sempre stato introdotto dall’ultima legge di stabilità. Però questa volta non ci sono di mezzo banche o prestiti o decurtazioni dall’assegno mensile, perché tutto è a carico dello Stato.

L’Ape social è un sistema per anticipare la pensione a costo zero, pensato per chi è in una situazione di difficoltà (disoccupazione, caregiver, lavori gravosi), raggiunge 63 anni di età ed è in possesso di determinati requisiti. Consente di ottenere una pensione anticipata fino al raggiungimento dell’età utile per la pensione di vecchiaia. Ecco i requisiti:

  • 63 anni d’età (dal 2019 sale a 63 anni e 5 mesi)
  • Almeno 30 anni di contributi (per i lavori gravosi almeno 36 anni);
  • Trovarsi in una delle condizioni di difficoltà previste (disoccupato, lavori gravosi);
  • Invalidi: con invalidità civile pari o superiore al 74% con 30 anni di contributi);
  • Caregiver: chi assiste parenti di 1° grado con grave disabilità con 30 anni di contributi.
  • Essere iscritto a una delle gestioni previdenziali Inps. Non possono invece accedere i liberi professionisti iscritti alle relative Casse.

Pensione anticipata: Ape social rosa

Questa misura è stata introdotta per favorire l’uscita anticipata da lavoro alle donne con figli. Anzi, essere madri è la chiave di volta, perché è previsto uno sconto di contributi richiesti pari a 1 anno per ogni figlio, fino a un limite massimo di 2 anni.

Ovviamente il prerequisito è appartenere a una delle categorie che possono beneficiare dell’Ape social (disoccupati, invalidi, caregiver, addetti a lavori faticosi). Solo che mentre per i primi sono richiesti 30 anni di contributi, alle donne che beneficiano dell’Ape social disoccupati, caregiver, invalidi basta avere 28 anni di contributi e a quelle che beneficiano dell’Ape social per lavori pesanti e gravosi sono richiesti 34 anni di contributi anziché 36.

Pensione anticipata: lavori usuranti

Questa modalità di anticipo pensione è pensata per tutti quei lavoratori che hanno svolto mansioni particolarmente pesanti per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni o per metà della propria vita lavorativa. L’usura del lavoro non la decidiamo noi in modo arbitrario, in base a quanto ci sentiamo stanchi della nostra professione. La decide la legge. Ad oggi i lavori usuranti inclusi nella possibilità di accedere alla pensione anticipata sono:

  • chi svolge mansioni usuranti come in cave o miniere, in gallerie, lavori ad alte temperature, in catena di montaggio, palombari, in spazi ristretti, asportazione amianto, in cassoni ad aria compressa;
  • chi svolge turni notturni di lavoro (per almeno 6 ore non meno di 64 giorni lavorativi l’anno o per almeno 3 ore tra le 24 e le 5 di mattina per l’intero arco dell’anno);
  • conducenti di veicoli di capienza complessiva di almeno 9 posti, adibiti al trasporto pubblico collettivo
  • lavoratori della linea catena (i lavoratori inseriti nelle catena di montaggio, nelle lavorazioni in serie).

Per accedere alla pensione anticipata per lavori usuranti devi possedere questi requisiti:

  • svolgere una delle mansioni pesanti sopra elencate;
  • raggiungere quota 97,6 (almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi;
  • se possiedi anche contributi da lavoro autonomo (oltre che dipendente) i requisiti di quota sono aumentati di un anno. Quindi: quota 98,6 con 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi).

Pensione anticipata: invalidità civile pensionabile

Se sei un invalido civile con invalidità pari o superiore al 74 per cento, e possiedi in aggiunta una serie di altri requisiti, potresti accedere all’anticipo pensionistico previsto dall’Ape social. Questi sono i requisiti che devi avere per avere diritto alla domanda:

  • invalidità pari o superiore al 74 per cento;
  • un tipo di invalidità considerata pensionabile anticipatamente
  • un’età anagrafica di 63 anni (con i relativi scatti, visto che dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni).

Per chi non possieda i requisiti richiesti dall’Ape social per invalidi, e in particolare chi ha un’invalidità inferiore in percentuale, può comunque ambire all’Assegno ordinario di invalidità (Aoi), che è comunque considerata pensione e viene corrisposto sempre fino a che non raggiungi l’età per andare in pensione di vecchiaia. Non è quindi una misura cumulabile. Ed essendo considerata pensione non la puoi neanche affiancare all’Ape social.

Se inoltre la tua invalidità supera l’80 per cento, e sei inquadrato come dipendente del settore provato, puoi andare in pensione già a 60 anni e 7 mesi (se sei uomo) e 55 anni e 7 mesi (se sei donna), con un minimo di 20 anni di contributi versati.

Potrai accedere invece alla pensione di inabilità, ma solo se ti è stata riconosciuta un’invalidità totale (al 100 per cento) e se ti è stata certificata la tua assoluta impossibilità di svolgere qualsiasi mansione lavorativa.

Pensione anticipata: assegno straordinario

Vorresti andare in pensione 7 anni prima del previsto? Allora potresti pensare al prepensionamento con l’assegno straordinario, se lavori in un’azienda in cui ci siano stati accordi bilaterali per le uscite volontarie degli esuberi. È un sorta di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

Oltre all’obbligo di accordo per il prepensionamento, l’assegno straordinario può essere percepito se maturi i requisiti per la pensione di vecchiaia entro 7 anni dalla richiesta. Questo ti consentirà quindi di uscire da lavoro con 7 anni di anticipo. L’importo del’assegno sarà pari a quello spettante dalla pensione alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Pensione anticipata: isopensione

Un’altra possibilità di prepensionamento è quella dell’isopensione, una sorta di scivolo pensionistico introdotto dalla legge Fornero, che permette ai lavoratori in esubero di uscire da lavoro con 7 di anticipo senza perdere lo stipendio (prima era solo di 4 anni, ora ampliati a 7). Anche se non può definirsi proprio pensione anticipata, perché è più una misura a sostegno del reddito, può comunque essere un modo per uscire da lavoro prima del previsto e di tamponare la tua situazione di lavoratore in esubero. Devi però possedere questi requisiti:

  • essere dipendente di un’azienda che abbia più di 15 dipendenti;
  • non ti mancano più di 7 anni al raggiungimento dell’età pensionabile;
  • ci deve essere un accordo sindacale aziendale;
  • concludi un accordo con l’impresa, che dà il consenso alla chiusura del rapporto di lavoro.

In pratica il passaggio è questo: vengono individuati dall’azienda i lavoratori in esubero; dichiara il numero al sindacato; viene sottoscritto un accordo sindacale con cui si mette nero s bianco a chi mancano al massimo 7 anni per andare in pensione; l’azienda propone ai lavoratori interessati allo scivolo una pre-adesione; l’azienda consegna all’Inps le pre-adesioni e l’accordo sindacale; l’Inps fa i conteggi e valuta la situazione dei dipendenti e invia all’impresa una stima di spesa; i lavoratori decidono se accettare o meno; l’impresa invia all’Inps gli importi di spesa conteggiati; l’Inps liquiderà i prepensionamenti.

Pensione anticipata: lavoratori precoci

Meriteresti una medaglia al merito per tutti gli anni in cui hai contribuito con il tuo lavoro. Hai cominciato prestissimo a svegliarti di buona lena la mattina per andare a lavorare e ora credi di meritare il tuo diritto a goderti un po’ la vita. Potresti farlo beneficiando della misura pensionistica a favore dei lavoratori precoci: puoi anticipare la pensione con la cosiddetta quota 41. Ma sono se appartieni a determinate categorie di lavoratori.

Questa misura è pensata per tutti coloro:

  • che hanno cominciato a lavorare al compimento dei 19 anni
  • che hanno maturato 41 anni di contributi (41 anni e 5 mesi dal 2019) e che abbiano lavorato per almeno un anno effettivo prima dei 19 anni (anche non continuativo);
  • risultano iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • appartengono a una delle categorie rientranti nella quota 41: disoccupati a seguito di licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa, caregiver (lavoratori che assistono familiari di primo grado con grave disabilità), addetti ai lavori gravosi, chi ha un’invalidità pari o superiore al 74 per cento, addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni.

Pensione anticipata: dove fare domanda?

Prima di essere certi se possedere o meno i requisiti che possono farvi accedere alle misure di anticipo pensionistico, è opportuno rivolgersi a consulenti e patronati, per valutare la vostra condizione specifica e lo scivolo adatto a voi ed effettuare tutti i conteggi utili.

Dopodiché la domanda di pensione può essere effettuata:

  • direttamente online sul portale dell’Inps, accedendo con proprio codice Pin dispositivo;
  • telefonando al Contact certer Inps. Un numero verde per i servizi. Numero 8003164 (gratuito da fisso) o 06164164 (a pagamento da cellulare);
  • recandosi negli uffici dei Patronati o intermediari autorizzati Inps, che vi aiuteranno con tutte le procedure e con la domanda.

note

[1] D.l. n.201/11 del 6 dicembre 2011

Autore immagine: Pixabay


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube