Diritto e Fisco | Editoriale

Come cedere un credito

26 Aprile 2018
Come cedere un credito

Il contratto di cessione di credito non richiede l’approvazione del debitore ceduto ma una semplice comunicazione. Ecco la formula modello per l’accordo tra il creditore cedente e il terzo cessionario.

Hai un credito nei confronti di una persona per aver eseguito, nei suoi confronti, alcuni lavori. Senonché non sei stato ancora pagato delle tue spettanze. Ora intendi trasferire questo credito a una società di riscossione o a un parente, che lo riscuota per conto tuo, magari compensando un debito che tu hai nei suoi riguardi. La cessione di credito è un contratto pienamente lecito, che peraltro non richiede l’autorizzazione del debitore ceduto, ma una semplice comunicazione (affinché questi sappia a chi deve eseguire la prestazione). Sono quindi necessarie due scritture private: la prima è il vero e proprio «contratto di cessione del credito» che interviene tra il creditore (cedente) e colui che acquista il credito (cessionario); la seconda è invece una comunicazione che il creditore (cedente) fa al debitore (ceduto) informandolo che, da quel momento in poi, l’adempimento dovrà essere effettuato nelle mani del terzo (cessionario) e, se fatto in mani diverse, non lo libererà dall’obbligo. È del tutto irrilevante il consenso o l’autorizzazione del debitore alla cessione del debito poiché si presume che per questi sia indifferente eseguire la prestazione ad un soggetto o a un altro. Ma procediamo con ordine e vediamo come cedere un credito e un possibile modello di contratto di cessione del credito.

Cos’è la cessione del credito

La cessione di credito è un normalissimo contratto disciplinato dal codice civile [1]. Grazie ad esso il creditore (cedente) di una prestazione (che può essere una somma di denaro ma anche la consegna di un bene) trasferisce il proprio credito a un altro soggetto (cessionario), che lo acquista con gli stessi caratteri, garanzie ed eccezioni che aveva quando si trovava nella titolarità del cedente. La cessione, per avere effetto nei confronti del debitore (ceduto), deve essergli comunicata in modo formale e secondo le modalità che a breve vedremo. 

A che serve la cessione del credito?

Vari possono essere gli scopi della cessione del credito. Si pensi ad A che ha un debito di 100 euro verso B e un credito di 120 euro verso C. Egli potrebbe cedere a B il proprio credito verso C a fronte della liberazione dal proprio debito (il sovrapprezzo di 20 euro potrebbe essere considerato come una sorta di pagamento per il rischio che C non paghi B). 

Un altro esempio è quando il creditore è un’azienda che sta per chiudere e, volendo definire tutti i propri rapporti attivi e passivi al più presto, cede i crediti a un’altra società nata dalle stesse ceneri della prima. 

Un’ulteriore ipotesi in cui si fa ricorso alla cessione del credito è con le banche: la banca acquista un credito fornendo prontamente del denaro al cedente (denaro di importo inferiore rispetto al credito, così lucrando sulla differenza); in questo modo il cliente dell’istituto di credito può contare su una immediata disponibilità economica.

La cessione del credito può essere anche effettuata a scopo di garanzia: ciò avviene quando il debitore, a garanzia della propria esposizione debitoria, cede i crediti che vanta nei confronti di terzi al proprio creditore.

Per la cessione del credito è necessario il consenso del debitore?

Come abbiamo anticipato, la cessione del credito è un contratto che avviene solo tra cedente (il creditore) e cessionario (il terzo). Il debitore ne resta completamente estraneo, essendo per lui del tutto indifferente adempiere la prestazione nei confronti del creditore originario o del cessionario. L’importante però è che la cessione sia comunicata al debitore al più presto. Se non dovesse essere comunicata, il debitore che adempie nelle mani del cedente avrebbe comunque fatto il proprio dovere e il cessionario non potrebbe chiedergli nuovamente la prestazione. Invece, dal momento in cui riceve la comunicazione, il debitore si libera dai suoi obblighi solo adempiendo nelle mani del cessionario. 

Che differenza c’è tra cessione gratuita e onerosa?

Esistono due tipi di cessione del credito:

  • cessione del credito gratuita: si ha quando il cedente vuole compiere un atto di generosità a favore del cessionario; la generosità non si compie, in questo caso, con la consegna di una somma di denaro, ma col trasferimento gratuito del diritto di riscuotere il credito vantato verso un’altra persona;
  • cessione del credito onerosa: si ha quando il cedente ottiene in cambio della cessione un corrispettivo in denaro, venendo così finanziato dal cessionario. Nella cessione onerosa spesso il prezzo che il cessionario deve pagare al cedente è costituito da una componente fissa (riconosciuta alla conclusione del contratto) e da una variabile commisurata (percentualmente) all’importo effettivamente incassato dal cessionario in relazione al credito ceduto.

Nella cessione a titolo oneroso, il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito al tempo della cessione, salvo patto contrario.

Nella cessione a titolo gratuito, invece, il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito solo quando il cedente ha espressamente promesso la garanzia.

Che differenza c’è tra cessione pro soluto e pro solendo?

La cessione può inoltre essere:

  • cessione del credito pro solvendo: il creditore cedente garantisce al terzo cessionario la solvibilità del debitore. Sicché, se il debitore non dovesse pagare, il terzo potrebbe comunque esigere la prestazione nei confronti del cedente. Il tipico caso è quando la banca sconta le fatture;
  • cessione del credito pro soluto: in questo caso il cedente non garantisce per il pagamento del debitore e se questi non adempie, il cessionario non può pretendere la prestazione dal cedente.

È il contratto di cessione del credito a stabilire se esso si debba intendere «pro solvendo» o «pro soluto». Se però il contratto di cessione non stabilisce quale dei due tipi di cessione si deve intendere, si applicano le regole della cessione pro soluto: il cessionario si assume il rischio dell’insolvenza del ceduto, mentre il cedente è definitivamente liberato da ogni obbligo per effetto della cessione.

Se il debitore non adempie alla propria prestazione, il creditore cedente è tenuto a risarcire al cessionario tutti i danni subiti pari agli interessi e alle spese sostenute per la cessione e per promuovere azioni contro il debitore. 

La garanzia cessa se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore è dovuta alla negligenza del cessionario che non ha iniziato o proseguito le istanze contro il debitore stesso.

Come si trasferisce un credito?

Come anticipato, per il trasferimento del credito è necessario un contratto tra cedente e cessionario. In verità la legge non impone una forma particolare, per cui ben potrebbe essere verbale (fermo restando l’obbligo dell’informazione successiva al debitore). Tuttavia, per maggiore sicurezza e per fissare in modo certo eventuali clausole aggiuntive (la gratuità o l’onerosità; il pro solvendo o il pro soluto, ecc.) è sempre meglio preferire la scrittura privata. Per rendere la scrittura opponibile anche ai terzi sarà opportuno darle data certa, il che richiede la registrazione dell’atto e il pagamento della relativa imposta di registro. 

Il cedente deve consegnare al cessionario i documenti in suo possesso che sono in grado di provare l’esistenza del credito. L’obbligo non sussiste se il credito non è documentato. L’inosservanza dell’obbligo costituisce inadempimento che il cessionario non può però far valere se il credito gli è stato comunque pagato.

In caso di cessione di un credito futuro il nuovo creditore deve procurarsi dal cedente tutte le informazioni sull’esistenza del credito contestato, mentre non può pretenderle dal debitore ceduto.

La comunicazione della cessione al terzo

La cessione del credito non deve essere autorizzata dal debitore ceduto ma solo comunicatagli. Solo dal momento dell’avveduta comunicazione la cessione ha effetto nei confronti del debitore.

Anche se la legge parla di «notifica» della cessione, è sufficiente che il cedente o il cessionario portino in qualsiasi modo a conoscenza del debitore ceduto la notizia dell’avvenuta cessione anche attraverso qualsiasi tipo di comunicazione, anche verbale. È comunque sempre meglio una comunicazione scritta, preferibilmente con raccomandata o con una posta elettronica certificata. Per la validità della notifica non è necessario che il ceduto venga a conoscenza dell’atto di cessione nella sua interezza, è sufficiente che gli siano comunicati gli elementi essenziali della cessione.

Poteri del terzo acquirente il credito

Il terzo acquirente del credito (il cosiddetto cessionario) acquista tutti i diritti del creditore cedente: quindi ha la possibilità di fare causa al debitore ceduto se questi non paga, può agire in esecuzione forzata, effettuare pignoramento, iscrivere ipoteca sui suoi beni, presentare un’istanza di fallimento, pretendere il risarcimento del maggior danno derivante dal ritardo nel pagamento del credito, ecc.

Poteri del debitore ceduto

Il debitore ceduto può opporre al cessionario (acquirente del credito) tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre al cedente. Ad esempio se il credito deriva da un contratto nullo, tale contestazione può essere mossa anche nei confronti del cessionario. In particolare, egli può rilevare:

  • le eccezioni riguardanti la fonte del credito (inesistenza, nullità, annullabilità del contratto da cui è sorto il rapporto obbligatorio;
  • l’avvenuto pagamento nelle mani del cedente (se antecedente alla notifica della cessione o alla sua conoscenza);
  • la prescrizione del diritto;
  • le eccezioni di carattere processuale, come ad esempio la carenza di giurisdizione, l’incompetenza per territorio del giudice adito;
  • l’incedibilità per legge o per contratto del credito (nel secondo caso solo nell’ipotesi in cui si prova che il cessionario era a conoscenza del divieto di cessione);
  • le eccezioni relative all’inadempimento (o all’inesatto adempimento) da parte del cedente, ecc.

CESSIONE DI CREDITO     

Tra

X ……., con residenza/sede in …………, Via ………, di seguito anche denominato/a «X» o «Cedente»

e  

Y …., residente/con sede in ……….., codice fiscale/ partita Iva …., di seguito anche denominato «Cessionario»

(e, quando congiuntamente richiamati, «Parti»)

premesso che

— il Cedente è titolare del credito vantato nei confronti di …, in forza di [descrivere natura e origine del credito] (come risulta dall’allegato «A» al presente contratto), ammontante, alla data del ……., a € ……., oltre interessi legali successivi ed accessori;

— il Cedente intende cedere8 il suddetto credito nei confronti di …;

— Y intende acquistare il credito di X.

Tutto ciò premesso le Parti convengono e stipulano quanto segue:

Art. 1 – EFFICACIA DELLE PREMESSE E DEGLI ALLEGATI

1.1 Le Premesse e gli Allegati formano, a tutti gli effetti, parte integrante e sostanziale del presente Contratto.

Art. 2 – OGGETTO DEL CONTRATTO

2.1 Con il presente contratto il Cedente cede pro soluto al Cessionario, che accetta e acquista, il credito di cui in premessa.

[oppure]

2.1 Con il presente contratto il Cedente cede al Cessionario, che accetta e acquista il credito di cui in premessa.

2.2 La cessione del credito si intende effettuata per capitale, interessi, spese ed accessori, alle condizioni, patti e verso il corrispettivo di cui appresso.

2.3 Il credito è ceduto a termini di quanto previsto dalle relative pattuizioni contrattuali e convenzionali da esso derivate e che il Cessionario dichiara di conoscere ed accettare, restando espressamente esclusa qualsiasi ipotesi di cessione di contratto. Resta pertanto ad esclusivo carico del Cedente qualsiasi posizione debitoria inerente, conseguente e/o connessa ai rapporti contrattuali comunque costitutivi del credito ceduto.

2.4 Il Cessionario si impegna a corrispondere al Cedente il corrispettivo convenuto in comune accordo, pari a € …… Il Cedente e il Cessionario precisano che tale corrispettivo è stato pattuito tenendo presenti le effettive possibilità di realizzo del credito in questione.

Art. 3 – DOCUMENTI PROBATORI DEL CREDITO

3.1 Le Parti si danno reciprocamente atto che il Cedente ha consegnato al Cessionario i documenti costitutivi e probatori del credito ceduto, necessari per realizzare lo stesso.  

Art. 4 – NOTIFICA DELLA CESSIONE AL DEBITORE CEDUTO

4.1 Il Cedente si impegna a notificare a proprie spese [a spese del Cessionario] al debitore ceduto l’intervenuta cessione e a collaborare con il Cessionario affinché il debitore venga effettivamente a conoscenza degli elementi essenziali e costitutivi della cessione.

Art. 5 – GARANZIA DEL CEDENTE

5.1 Il Cedente garantisce l’esistenza del credito ceduto al momento del perfezionarsi della cessione e, al riguardo rappresenta che:

a) il credito ceduto è certo, liquido ed esigibile in conformità con quanto statuito nelle premesse del presente contratto;

b) il credito ceduto è di sua esclusiva pertinenza e disponibilità, in quanto non ceduto a terzi, né sequestrato, né pignorato, né soggetto a vincoli e condizioni di qualunque tipo;

c) il debitore ceduto non vanta crediti verso il Cedente che possano essere imputati a compensazione sia pure parziale del credito ceduto al Cessionario;

Art. 6 – ESCLUSIONE DELLA GARANZIA DI SOLVIBILITÀ DEL DEBITORE CEDUTO

6.1 La cessione, come sopra indicata, deve intendersi pro soluto. Pertanto il Cessionario si assumerà ogni rischio inerente la solvibilità del debitore ceduto e il Cedente non sarà tenuto a prestare alcuna garanzia al riguardo.

[oppure]

Art. 6 – GARANZIA DI SOLVIBILITÀ DEL DEBITORE CEDUTO

6.1 La cessione, come sopra indicata, deve intendersi pro solvendo. Pertanto in caso di insolvenza del debitore ceduto ovvero nel caso in cui a seguito di procedure esecutive sui beni del debitore ceduto e dei suoi garanti risulti impossibile il recupero del credito ceduto il Cedente dovrà restituire al Cessionario gli importi da questo erogati a titolo di corrispettivo per la cessione, oltre interessi nella misura del ……. %.

6.2 In caso di recupero parziale del credito il Cedente dovrà corrispondere la differenza tra quanto percepito dal Cessionario e quanto da questi erogato a titolo di corrispettivo per la cessione, oltre interessi nella misura del …………%.

6.3 La garanzia di solvibilità non opera e/o, comunque, non potrà essere richiesta nel caso in cui il mancato pagamento del credito ceduto sia dipeso da negligenza del Cessionario nell’escussione del medesimo.

LUOGO E DATA DI SOTTOSCRIZIONE

FIRME

note

[1] Artt. 1260-1267 cod. civ.


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