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Spedizione su contrassegno: se il corriere accetta assegno senza timbro

1 Maggio 2018
Spedizione su contrassegno: se il corriere accetta assegno senza timbro

Siamo un’azienda srl e abbiamo spedito merce ad un cliente con contrassegno. Purtroppo è arrivato un assegno postale scoperto dove c’era solo una firma e non il timbro. Per recuperare il credito possiamo rivalermi su Tnt che non ha chiesto il timbro sull’assegno postale?  

Innanzitutto occorre partire da un dato: all’assegno postale ordinario si applicano le regole applicabili all’assegno bancario (così stabilisce l’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica,n. 298 del 2002).

Ciò vuol dire che anche l’assegno postale deve contenere la sottoscrizione di chi lo emette e che ogni sottoscrizione deve contenere il nome e cognome o la ditta di colui che si obbliga (così stabiliscono gli articoli 1, 1 comma, n. 6) e 11 del regio decreto n. 1736 del 21 dicembre 1933).

Nel caso in cui, coma sembra essere il caso di specie, l’assegno sia stato emesso dal rappresentante di una società senza timbro o senza alcuna indicazione della ragione sociale, esso è effettivamente da considerare un assegno irregolare.

Infatti, la Corte di Cassazione ha più volte chiarito che il motivo per cui l’articolo 11 della legge sugli assegni stabilisce che ogni sottoscrizione deve contenere il nome e cognome o la ditta di colui che si obbliga è di consentire la chiara, certa e univoca identificazione del soggetto che sottoscrive e che, quindi, si obbliga a pagare.

Da questo deriva, sempre secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione, che nel caso di assegni emessi da società è indispensabile che accanto alla firma o sigla del rappresentante risulti l’indicazione della denominazione della società (così le sentenze n. 1.469 del 1977 e n. 776 del 2004).

Perciò se l’assegno emesso sul conto di una società non contiene alcuna indicazione della società stessa (timbro o comunque una chiara indicazione della ragione sociale) esso si deve considerare emesso in assenza di autorizzazione (così si è espresso il Collegio di Milano dell’Arbitro Bancario Finanziario con decisione n. 7.804 del 7 ottobre 2015).

Fatta questa premessa, occorre aggiungere che le Condizioni generali di trasporto di Tnt (scaricabili dal sito ufficiale Tnt), che costituiscono parte integrante di tutti i contratti stipulati con Tnt, al punto 21.14 stabiliscono che “nelle operazioni di incasso di eventuali contrassegni affidati alla Tnt, qualora questi

vengano pagati tramite assegni bancari e postali di conto corrente o assegni circolari, sia intestati a voi sia a Tnt, la stessa sarà tenuta esclusivamente al controllo sulla correttezza dell’intestazione e dell’importo dell’assegno emesso,nonché sulla presenza della firma. Relativamente a quest’ultima, Tnt non assumerà tuttavia alcun obbligo di verifica sull’autenticità della stessa, né sarà tenuta a controllare la corrispondenza dell’emittente o a verificare che sia stata siglata da persona dotata del poteri di firma. Pertanto, Tnt sarà tenuta a verificare la corrispondenza tra le istruzioni ricevute ed i dati presenti sull’assegno relativi unicamente a intestazione, importo e firma nei limiti di cui sopra. Tnt non sarà responsabile per eventuali altre irregolarità e per falsificazione o scopertura di assegni bancari e postali di conto corrente o assegni circolari accettati per vostro conto in buona fede. Vi impegnate contestualmente a manlevare Tnt da ogni ulteriore problematica che dovesse sorgere relativamente ad ogni altro aspetto di erronea compilazione dell’assegno riconducibile all’emittente, fatti salvi i controlli di cui sopra.

Ora, ammesso e non concesso che la società lettrice abbia accettato le Condizioni generali di trasporto(cosa che normalmente avviene con la sottoscrizione dell’incarico per la consegna della merce in contrassegno), la clausola delle Condizioni generali di trasporto appena riportata in corsivo impone a Tnt di controllare “la presenza della firma”, mentre non gli impone di controllare anche “la corrispondenza dell’emittente”.

Se ben si interpreta il testo delle Condizioni generali di trasporto di Tnt, esse contengono cioè un esonero di responsabilità da parte di Tnt per i casi in cui l’assegno risulti irregolare a causa di una mancata corrispondenza tra emittente dell’assegno e soggetto che ha firmato l’assegno.

Ciò significa che se la società lettrice chiedesse a Tnt di risarcirle i danni per questo mancato controllo sulla regolarità dell’assegno (cioè per il mancato controllo sulla presenza della indicazione della società che si obbligava e che risulta essere l’emittente dell’assegno), la Tnt potrebbe rispondere citando la clausola delle Condizioni generali di trasporto (quella che ho riportato in corsivo) e affermando che quella clausola (dalla società lettrice accettata) la esonera da responsabilità perché è chiaramente indicato che essa non era tenuta a verificare la corrispondenza dell’emittente.

A quel punto, se Tnt rispondesse in questo modo, non resterebbe alla società lettrice che avviare un contenzioso

dinanzi ad un giudice tentando di imporre la tesi per cui, in base all’articolo 1229 del codice civile sono nulli i patti che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave.

Questa norma del codice civile (che la società lettrice potrebbe invocare in un eventuale causa contro Tnt) sostanzialmente dice che sono nulle le clausole contrattuali che hanno per effetto quello di escludere o di limitare preventivamente la responsabilità nei casi di dolo o colpa grave.

In un eventuale causa contro Tnt, quindi, la società lettrice dovrebbe convincere il giudice che Tnt non controllando la presenza sull’assegno del timbro o di qualsiasi altra indicazione sulla denominazione della società che aveva emesso l’assegno postale è incorsa in una colpa non lieve, ma grave con la conseguenza che, proprio perché trattasi di colpa grave, è nulla la clausola delle Condizioni generali di trasporto che escludeva ogni responsabilità di Tnt per un caso simile.

Il punto saliente e cruciale, si ripete, di un’eventuale causa tra la società lettrice e Tnt sarà di dimostrare che è grave e non invece lieve la colpa di Tnt nell’omettere di verificare la presenza sull’assegno del timbro o di altra indicazione della società che quell’assegno aveva emesso.

La questione sopra indicata (se cioè la colpa di Tnt sia grave o no) non ha una soluzione applicabile automaticamente in ogni caso: ogni caso, infatti, è diverso dall’altro, per cui accertare se il mancato controllo da parte di Tnt costituisca un’ipotesi di colpa grave o no, sarà un accertamento che dovrà compiere il giudice sulla base degli elementi del caso concreto che le parti in causa gli offriranno.

Non sarà trascurabile, d’altra parte, il fatto che Tnt è società che, per l’attività che svolge, maneggia giornalmente un numero considerevole di assegni, ragion per cui la diligenza che si può da essa pretendere è sicuramente maggiore rispetto a quella che può essere pretesa da un cittadino comune;con l’ulteriore conseguenza che una omissione del tipo descritto nel quesito dovrà essere valutata dal giudice tenendo conto dell’attività che Tnt svolge e della frequenza e abitualità di essa nel maneggio di assegni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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