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Bolletta luce errata: come contestarla alla società di recupero crediti

1 Maggio 2018
Bolletta luce errata: come contestarla alla società di recupero crediti

Dopo circa 4 anni eni energia mi chiede di pagare una bolletta che avevo contestato verbalmente perché troppo alta. Il letturista aveva commesso un errore nel leggere la bolletta. Il call senter mi aveva perciò detto che avrei pagato il giusto, ma non ho più avuto notizie. Il recupero crediti pretende il pagamento con cambiali. Ho proposto di pagare con bonifico rateizzato, ma insistono col volere le cambiali. Cosa posso fare?

Innanzitutto si deve tener conto che gli importi dovuti per i consumi di energia elettrica, gas e acqua si prescrivono in cinque anni (dal 1° gennaio 2018, poi, la durata della prescrizione è stata ridotta a due anni per i consumi successivi, appunto, al 1° gennaio 2018).

Questo vuol dire che se sono passati meno di cinque anni fra la precedente richiesta di pagamento e quella che la società recupero crediti ha fatto al lettore con atto scritto, l’importo non è prescritto e deve essere pagato (a meno che non riesca in qualche modo a dimostrare l’esistenza di un errore nella lettura del contatore in base alla quale fu emessa la bolletta di pagamento).

Se la società di recupero crediti sta sollecitando il pagamento solo telefonicamente, si suggerisce al lettore di rispondere all’operatore chiedendo di ricevere per iscritto una dettagliata indicazione delle somme che gli vengono richieste; questo gli consentirà poi di valutare attentamente se tutte le somme siano effettivamente da pagare (la verifica va effettuata, ad esempio, sul modo in cui sono stati calcolati gli interessi e sull’esistenza o meno di somme richieste a titolo di commissioni).

Se, invece, la società di recupero crediti ha già inviato per iscritto una richiesta di pagamento più o meno dettagliata, il consiglio al lettore è di rispondere inviando una raccomandata a.r. con cui:

a) chiedere che la società di recupero crediti gli esibisca la documentazione (in copia conforme all’originale) che dimostri che eni energia le ha effettivamente ceduto il credito (la cosiddetta lettera di cessione del credito): il lettore infatti, prima di pagare, ha il diritto di sapere se sta pagando al soggetto che ha effettivamente il diritto di pretendere il pagamento; 

b) chiedere che la società di recupero crediti gli fornisca un estratto cronologico di conto dal quale sia possibile verificare gli interessi legali e gli interessi di mora e i montanti a cui i tassi sono stati via via applicati con il passare del tempo; 

c) dichiarare la propria disponibilità ad onorare tutte le sue eventuali obbligazioni, una volta soddisfatte le richieste sopra specificate.

Se la società di recupero crediti dovesse poi rispondere al lettore, andrà verificato attentamente il contenuto della risposta (eventualmente anche con una perizia sul calcolo degli interessi) ed avviata una trattativa per giungere ad un accordo transattivo che chiuda la vertenza.

In ogni caso, la sottoscrizione di cambiali non è consigliabile (se non vengono pagate le cambiali, infatti, il creditore può direttamente pignorare i beni del debitore senza essere prima costretto a richiedere al giudice un decreto ingiuntivo: la cambiale, cioè, rende molto più semplice e rapido per il creditore aggredire i beni del debitore).

Chiaramente per “costringere” la società di recupero crediti a trattare rinunciando a pretendere da parte del lettore la firma di cambiali, occorre “mostrare i muscoli”, cioè far capire alla società di recupero crediti che ha a che fare non con una persona sprovveduta, ma con un cittadino che conosce i suoi diritti.

A questo scopo sarebbe utile inviare alla società di recupero crediti una raccomandata come quella che si suggeriva prima.

Una raccomandata del genere, infatti, potrebbe provocare l’effetto che la società rinunci addirittura a chiedere il pagamento al lettore oppure che rinunci a richiedergli le cambiali (si usa il condizionale “potrebbe” perché in questi casi non è mai possibile fornire certezze sul modo con il quale la società di recupero crediti potrà reagire ad una richiesta scritta del debitore).

In ogni caso, il lettore ha tutto il diritto di sapere se la società di recupero crediti che gli chiede di pagare ha effettivamente il diritto di pretendere da lui il pagamento e come sia stato calcolato l’importo che gli viene oggi chiesto (per capitale, interessi ed eventuali altre voci).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

 



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