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Canna fumaria del vicino ed esalazioni dentro casa

5 maggio 2018


Canna fumaria del vicino ed esalazioni dentro casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2018



La canna fumaria del mio vicino, pur se è ad una distanza di 10 metri dalla mia abitazione, provoca che il fumo arriva oltre che nel mio giardino anche dentro la mia casa nella mia cucina. Il mio vicino peraltro non acquista la legna. È un contadino e brucia tutte le schifezze che trova nelle sue campagne. Cosa posso fare?

Innanzitutto, se il lettore ed il suo vicino abitano nello stesso condominio è opportuno che venga interessato della questione l’amministratore affinché richiami il vicino al rispetto delle regole eventualmente contenute nel regolamento condominiale o, comunque, al rispetto del dovere di non arrecare disturbo alla pacifica vivibilità degli spazi comuni condominiali (nel caso in cui il fumo invada anche proprietà e spazi comuni di proprietà condominiale).

Se, invece, il vicino del lettore non dovesse abitare nello stesso condominio, ma in edificio diverso, esiste comunque una norma di legge (l’articolo 844 del codice civile) che vieta le cosiddette immissioni moleste tra proprietà confinanti.

Questa norma, cioè, impedisce al proprietario di un appartamento di eseguire nella sua proprietà attività tali da poter arrecare molestia e disturbo ai confinanti.

Tra le attività vietate vi sono anche le propagazioni di fumi che superino la normale tollerabilità (la tollerabilità viene valutata in base alle concrete condizioni dei luoghi, cioè valutando se gli appartamenti sono ubicati in una zona industriale o residenziale e tenendo conto anche di tutte le altre circostanze del caso concreto).

Detto questo, si suggerisce al lettore (se non è possibile far intervenire l’amministratore condominiale perché l’ appartamento del lettore e quello del vicino non si trovano nello stesso edificio o nello stesso complesso condominiale):

1) di verificare se possa avere successo una semplice richiesta verbale al suo confinante di evitare in futuro (o, almeno, ridurre a limiti accettabili e tollerabili) ulteriori esalazioni provenienti dalla canna fumaria;

2) se una semplice richiesta verbale non fosse sufficiente, sarà necessario rivolgersi ad un legale perché invii una diffida scritta al suo vicino affinché si astenga dall’usare la canna fumaria in modo da emettere fastidiose esalazioni che invadono la sua proprietà arrecandogli disturbo (in violazione dell’articolo 844 del codice civile);

3) se nemmeno la diffida del legale riuscisse ad evitare per il futuro ulteriori intollerabili esalazioni provenienti dalla canna fumaria, non resterà altro da fare che, con l’assistenza di un legale, ricorrere al giudice perché sia il giudice ad accertare i fatti e condannare il suo vicino a cessare queste immissioni ed eventualmente a risarcirgli i danni (nel caso di ricorso al giudice toccherà al lettore dimostrare, con opportune prove anche a mezzo di testimoni, l’esistenza di queste esalazioni e l’intollerabilità delle stesse).

Si suggerisce, infine, al lettore di verificare l’esistenza nel suo Comune di specifiche norme (di solito contenute nel Regolamento di Igiene) che vietino di bruciare determinati materiali e/o sostanze e di disperderne in aria i fumi: se esistesse una norma del genere ed il lettore avesse la prova che il suo vicino bruci proprio una delle sostanze o dei materiali vietati, avrebbe la possibilità di segnalarlo alla Polizia locale perché accerti i fatti e li sanzioni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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