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Lo sai che? Inps e accompagnamento: cosa fare se cambia l’importo

Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2018

Sono invalida civile fino a dicembre 2017 con accompagnamento con importo mensile di circa 800,00 euro. Dopo l’ultima visita mi è stata riconosciuta un’invalidità al 75% e sono stata avvertita che l’importo spettante sarebbe stato di circa 290,00 euro.  Sono due mesi che continuo però a ricevere sempre le 800,00 euro. Cosa devo fare?

A seguito dell’ultima visita svolta, l’Inps verrà informato del grado di invalidità della lettrice e della sua condizione reddituale e, qualora non corrispondente all’importo dell’accompagnamento mensile dalla stessa percepito, le invierà una comunicazione con la quale le chiederà la restituzione di quanto pagato in più rispetto a quanto le sarebbe spettato.

La giurisprudenza è costante in materia nel ritenere che, nel caso in cui l’avente diritto al pagamento da parte dell’Inps di pensioni o assegni di qualsiasi tipo percepisca in buona fede (in quanto ha correttamente fornito all’Inps i propri dati e si fida del conteggio operato dall’ente previdenziale, ritenendolo corretto) di più di quanto gli spetterebbe, l’Inps può chiedere la restituzione di quanto pagato in eccesso entro 1 anno dal pagamento, concedendo una rateizzazione del relativo importo.

L’Inps, dunque, nella comunicazione con la quale chiede la restituzione delle somme indebitamente pagate, in linea con detto orientamento giurisprudenziale, indicherà l’importo da restituire e la possibilità di rateizzarlo.

Si consiglia dunque alla lettrice, in attesa di comunicazioni da parte dell’ente previdenziale, di risparmiare una parte di quanto mensilmente le viene pagato, di modo da non trovarsi in difficoltà in caso di richieste di restituzione.

In ogni caso, il consiglio altresì è di rivolgersi ai competenti uffici dell’Inps per accertarsi che l’avvertimento ricevuto in sede di visita medica (ossia che l’importo spettante in base al grado idi invalidità della lettrice sarebbe stato circa 290,00 euro anziché 800,00) sia effettivamente corretto, così da fugare ogni dubbio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini


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