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Lo sai che? Legge 104: che fare per non fare il lavoro notturno

Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2018

Lavoro da 30 anni come dipendente di una grossa azienda. Ho 54 anni e dispongo di legge 104 con 3 giorni mensili per mio padre invalido al 100% convivente. Come devo procedere per farmi esentare dal turno di notte? È possibile avere un modello fac simile di richiesta? 

Innanzitutto la legge vieta che vengano adibiti al lavoro notturno alcune specifiche categorie di lavoratori che godono di particolari tutele e che quindi non sono obbligate a prestarlo. Tra queste vi sono, per l’appunto, i lavoratori che assistono familiari con disabilità.

Il divieto in questo caso non può essere aggirato né dalla contrattazione collettiva né da accordi individuali tra lavoratore e datore.

A tal proposito il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 prevede che il lavoro notturno “non deve essere obbligatoriamente prestato […] dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni“.

Si noti inoltre che il Ministero del lavoro ha precisato che “tale assistenza non debba essere necessariamente quotidiana, purché assuma i caratteri della sistematicità e dell’adeguatezza rispetto alle concrete esigenze della persona con disabilità in situazione di gravità.”

La risoluzione ministeriale conclude che “solo il soggetto che risulti già godere dei benefici della L. n. 104/1992 – o possederne i requisiti per goderne – secondo gli attuali criteri normativi e giurisprudenziali richiamati potrà richiedere l’esonero dalla prestazione dal lavoro notturno”.

La richiesta potrà essere presentata all’Inps anche in via telematica e, una volta ottenuta la dichiarazione di rilascio, il lettore potrà comunicarlo al datore di lavoro, allegando il modulo di accettazione Inps.

Quanto alla sua richiesta di avere un modello, il lettore potrà trovarne di maggiormente fedeli proprio all’Inps.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Ambrogio Dal Bianco


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