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Commissionario: chi è e cosa fa

14 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 maggio 2018



Una guida per comprendere che funzione abbia e quali compiti svolge, secondo la legge italiana, il commissionario

Se ci si chiede chi è e cosa fa il commissionario, la risposta più adeguata è che trattasi di un soggetto che, in base ad un contratto (denominato, appunto, contratto di commissione) viene incaricato, dietro compenso, di vendere o acquistare beni (mobili e/o immobili) per conto di chi lo ha incaricato (definito committente) ma utilizzando il proprio nome.

Chi è e che cosa fa il commissionario?

Per comprendere chi è e cosa fa il commissionario, occorre fare riferimento direttamente a quello che la legge [1] espressamente stabilisce.

E la legge ci spiega che il commissionario è colui al quale, nell’ambito di un contratto di commissione, viene affidato, per conto del committente, il compito di vendere o acquistare beni (indifferentemente mobili o immobili) spendendo il proprio nome.

Il contratto di commissione è, in buona sostanza, un mandato senza rappresentanza, cioè un mandato a vendere o ad acquistare un bene, con la particolarità che il commissionario quando concluderà il contratto di compravendita di un bene, acquistandolo da terzi o vendendolo ad essi, non spenderà il nome del committente.

Quindi gli effetti del contratto di compravendita che il commissionario concluderà si produrranno direttamente in capo al commissionario che poi, in forza del contratto di commissione, dovrà riversarli in capo al committente: il commissionario dovrà, cioè, trasferire al committente la proprietà del bene acquistato o del denaro ottenuto per la vendita realizzata.

Il contratto di commissione è un contratto oneroso [2]: questo significa che il commissionario dovrà essere remunerato per l’attività prevista nel contratto.

La remunerazione del commissionario prende nome di provvigione ed è normalmente stabilita nella misura concordata tra le parti nel contratto: in mancanza di accordo sulla misura della provvigione, essa è determinata sulla base degli usi del luogo in cui è compiuto l’affare oppure, in caso di mancanza di usi, essa sarà determinata dal giudice secondo equità.

Il commissionario vende o acquista beni per conto del committente spendendo il proprio nome

Il commissionario può acquistare dal committente il bene che ha l’incarico di vendere?

La legge [3], nel caso in cui il contratto di commissione abbia ad oggetto l’acquisto o la vendita di titoli, divise o merci che abbiano un prezzo corrente che risulti per atto della pubblica autorità o da listini di borsa o da mercuriali, consente (se il committente non ha stabilito il contrario) che il commissionario:

  • fornisca lui stesso le cose che deve acquistare al prezzo così come è fissato da atto della pubblica autorità o da listini di borsa o da mercuriali;
  • o acquisti per sé le cose che deve vendere

fatto salvo, in tutti e due i casi suddetti, il proprio diritto alla provvigione.

Nel caso particolare di acquisto di titoli azionari da parte del cliente di una banca, per stabilire se la banca sia venditrice di essi o commissionaria del suo cliente, occorrerà dare prevalenza ai patti orali rispetto alle indicazioni scritte, anche contrarie, contenute nei cosiddetti “fissati bollati” in quanto gli usi di borsa prevedono la redazione di tali scritti (cioè dei predetti “fissati bollati”) solo come adempimento di tipo fiscale [4].

Il commissionario ha diritto ad ottenere una provvigione nella misura stabilita dal contratto

Il commissionario deve garantire al committente il buon esito dell’affare?

Normalmente il commissionario è tenuto o no a garantire al committente il regolare adempimento dell’obbligazione del terzo con cui ha concluso il contratto?

La risposta è no, a meno che non vi sia stato uno specifico patto o uno specifico uso in tal senso [5].

In questo caso, si dice che il commissionario è tenuto allo star del credere e ciò vuol dire che risponderà con il proprio patrimonio nel caso di inadempimento delle persone alle quali ha venduto o dalle quali ha acquistato il bene in esecuzione dell’incarico di commissione ricevuto.

Nel caso in cui il contratto di commissione sia connotato dalla presenza della clausola dello star del credere, al commissionario spetterà un compenso o una provvigione più elevata che sarà fissata nella misura stabilita d’intesa tra le parti oppure, in mancanza di patto, dagli usi del luogo in cui l’affare si è definito ovvero, in ulteriore subordine, dal giudice secondo equità.

Il commissionario è un mandatario senza rappresentanza

note

[1] Art. 1731 cod. civ.

[2] Art. 1733 cod. civ.

[3] Art. 1735 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 10365/1990.

[5] Art. 1736 cod. civ.


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