Diritto e Fisco | Editoriale

Sono stato convocato in tribunale come testimone: che fare?

29 Aprile 2018
Sono stato convocato in tribunale come testimone: che fare?

Hai ricevuto una citazione in tribunale per testimoniare in un processo ma non sai come si svolgerà e a chi rivolgerti? Ecco le istruzioni su cosa fare e su cosa rischi se non vai.

È arrivata una lettera raccomandata da parte di uno studio legale. Aprendola hai temuto che si trattasse di qualche diffida o di una richiesta di pagamento. Per fortuna nulla di tutto ciò. Sei stato chiamato a testimoniare in una causa civile di cui non sai nulla. Non conosci i soggetti in causa (o almeno non ricordi i loro nomi), non conosci la vicenda e tantomeno l’avvocato che ti ha chiamato. Ma è davvero possibile – ti chiedi esterrefatto – chiamare a testimoniare una persona senza prima chiederle l’autorizzazione o informarla di ciò? E se poi questa non ricorda nulla? La verità è che non hai alcuna voglia di perdere una giornata di lavoro, di metterti in mezzo a una lite tra altre persone e di dire magari qualcosa che potrebbe ritorcersi contro te stesso. Così telefoni a un tuo amico avvocato e gli chiedi: ho ricevuto una citazione in tribunale come testimone: che posso fare? Immaginando la conversazione tra te e il tuo legale proveremo qui di seguito a riportare le possibili domande che potresti fargli e le risposte che lui verosimilmente è tenuto a darti.

Ho ricevuto una convocazione come testimone: devo presentarmi?

Sì devi presentarti. È un tuo obbligo morale e giuridico. Anche il lavoro viene in secondo piano.

Mi spetta un permesso retribuito per andare a testimoniare?

Il datore di lavoro non può impedire al dipendente di assentarsi per testimoniare in tribunale. L’assenza deve limitarsi al tempo strettamente necessario per rendere la deposizione. Gran parte dei contratti collettivi prevedono che, nel caso di obbligo di fornire la testimonianza, spetta un permesso retribuito dal lavoro.

È tuttavia necessario che il dipendente adempia a questi tre obblighi: a) dia immediata notizia all’azienda della necessità di assentarsi per rendere la testimonianza; in tal modo consentirà al datore di organizzare l’attività anche in sua assenza; b) fornisca al datore di lavoro la copia della citazione a testimone che ha ricevuto con la raccomandata a casa; c) si faccia rilasciare dal cancelliere – che normalmente è accanto al giudice – un certificato di testimonianza da presentare al datore di lavoro per ottenere la paga relativa alla giornata di lavoro persa.

Che mi succede se non vado a testimoniare?

Se il testimone non si presenta, il giudice dovrebbe multarlo ma ciò non succede quasi mai alla prima assenza. Difatti, di solito, il magistrato che rileva l’assenza del teste rinvia l’udienza ad altra data per procedere al medesimo adempimento. Se neanche a quella udienza il testimone si presenta il giudice potrebbe nuovamente disporre un nuovo rinvio, specie se l’assenza è stata giustificata da un certificato o da valide motivazioni offerte dall’avvocato; in alternativa può disporne l’accompagnamento coattivo all’udienza o ad altra successiva. L’accompagnamento coattivo implica che il testimone verrà “prelevato” dalla polizia e portato in udienza (non certo con le manette come invece si fa per i criminali). Con la medesima ordinanza, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice può condannarlo ad una pena pecuniaria da 100 a 1.000 euro.

In caso di ulteriore mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice può disporre l’accompagnamento del testimone all’udienza stessa o ad altra successiva e condannarlo ad una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore a 1.000 euro.

Tali provvedimenti possono essere pronunciati contro il testimone non comparso dopo che è decorsa un’ora da quella indicata per la comparizione. Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo contro il testimone.

Che devo fare se non posso presentarmi per ragioni di lavoro o per malattia?

Se il testimone è impossibilitato a presentarsi (per malattia o motivi di lavoro) può autocertificare la propria indisponibilità con una dichiarazione inviata o all’avvocato o alla cancelleria del giudice (meglio ad entrambi). In essa dovrà manifestare il proprio impedimento, motivarlo e chiedere di poter testimoniare in altra udienza.

Se il motivo riguarda la malattia sarà più opportuno accompagnare la richiesta di rinvio dell’udienza con un certificato medico.

Che posso fare se non mi posso muovere dalla mia residenza?

Ci sono dei casi in cui il testimone è impossibilitato a muoversi dal proprio Comune, il che succede spesso quando ha un familiare in condizioni di salute precarie o quando esso stesso, per indisponibilità fisiche, non si può muovere. In tal caso il giudice può disporre la cosiddetta prova delegata: incarica cioè un magistrato del luogo di assumere la prova testimoniale.

Per andare a testimoniare, dove devo andare? A chi mi devo rivolgere?

La citazione che il testimone riceve a casa indica il giudice presso cui si tiene la causa. Quindi, se si tratta del giudice di pace, bisogna recarsi presso il relativo ufficio. Se si tratta del tribunale, bisognerà entrare nel palazzo di giustizia e chiedere in quale stanza il magistrato in questione tiene udienza. L’orario della causa è di solito indicato anch’esso nella citazione. Se non è indicato è meglio che ti rechi in tribunale verso le 9/9,30.

In quanto tempo mi libero per fare una prova testimoniale?

Dal momento in cui inizia la deposizione, per ascoltare un testimone ci vogliono pochi minuti (dieci o venti nei casi più complicati). La vera attesa è proprio che il giudice chiami la causa. Di solito bisogna considerare che gran parte della mattinata è persa.

Come mi devo vestire per fare il testimone?

Non c’è un vestiario, non è richiesta la giacca e la cravatta o il vestito lungo; l’importante è tenere un abbigliamento decoroso e rispettoso dell’ambiente.

Chi mi farà le domande?

Anche se la legge prevede che a fare le domande ai testimoni sia il giudice, in molti tribunali, per accelerare l’esecuzione delle prove, gli avvocati vengono delegati a sentire i testimoni su un banco lontano dal giudice.

Mi faranno giurare prima di testimoniare?

Della testimonianza il teste deve leggere una formula che gli mostra il giudice e che costituisce un giuramento di dire tutta la verità e di non nascondere nulla di ciò che è a conoscenza, con avvertimento che, in caso contrario, scattano sanzioni di tipo penale.

Cosa devo dire se non so nulla o non mi ricordo?

Non c’è un obbligo di ricordare. Anzi, è meglio dire di non ricordare che affermare il falso o un fatto non corretto perché il rischio è quello di essere incriminati per falsa testimonianza.

Posso essere denunciato per falsa testimonianza se dico di non ricordarmi?

È molto più facile essere incriminato per falsa testimonianza nel caso in cui si dicano fatti non veri che non nel caso in cui si tace. Il silenzio può essere infatti considerato come amnesia, condotta che non è ovviamente vietata dalla legge.

Che succede se due testimoni dicono due cose opposte?

Potrebbe succedere – anzi, è molto ricorrente – che i testimoni di una parte affermino un fatto e quelli dell’altra parte un altro. In questi casi il giudice valuterà, nel proprio ufficio, quale testimonianza ritiene più attendibile. In alternativa potrebbe anche decidere di sentire i testimoni insieme, mettendoli a confronto per verificare chi mente.

Cosa mi succede dopo aver testimoniato?

Assolutamente nulla. Il tuo obbligo è cessato e potrai tornare a casa. Ovviamente, non essendo parte della causa, non verrai informato sulla sentenza e sull’esito del giudizio.

Posso essere citato in una causa di cui non so nulla?

In genere i nomi dei testimoni sono suggeriti agli avvocati dai loro stessi clienti. Quindi di solito si presume che il testimone sia un soggetto informato sui fatti. Ma potrebbe anche succedere che l’assistito si sia sbagliato. In casi del genere, il testimone potrebbe contattare informalmente l’avvocato che lo ha citato facendogli presente il fatto di essere totalmente all’oscuro della vicenda e che la sua deposizione non potrà che essere “tacita e silenziosa” (in altre parole, che non dirà nulla). In questo caso, l’avvocato potrebbe anche decidere di rinunciare al testimone, il che libererà quest’ultimo dall’obbligo di presentarsi in tribunale.

Cosa devo dire quando testimonio?

Limitati a rispondere solo a ciò che ti viene chiesto. Non fare valutazioni o apprezzamenti personali. Descrivi solo i fatti avvenuti davanti ai tuoi occhi. Se tali fatti possono riversarsi in una lesione della privacy di un soggetto (ad esempio, l’affermare di aver visto Tizia tradire il marito) non potrai essere incriminato visto che stai facendo il tuo dovere.



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