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Terrorismo: cos’è e quando è reato

19 maggio 2018 | Autore:


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Dalle associazioni eversive al terrorismo psicologico: tutte le forme di terrorismo e le pene previste dalla legge italiana.

Il terrorismo purtroppo è un fenomeno che, a causa dei numerosi attentati nel mondo, è diventato noto a tutti. Il terrorismo, però, può individuare situazioni eterogenee, tutte accomunate dalla volontà di intimorire una pluralità di persone, ma mosse da intenzioni diverse. In altre parole, come vedremo nel prosieguo dell’articolo, gli atti terroristici sono realizzati per finalità differenti: si pensi alla differenza tra il terrorismo “italiano” degli anni sessanta (i cosiddetti anni di piombo) e l’odierno terrorismo islamico. È vero: si tratta sempre di un fenomeno deprecabile, barbaro, che costa la vita a tantissime persone innocenti. Ciò che cambia, però, è il movente. Come vedremo, il terrorismo non è soltanto di massa: esistono tanti episodi, molto più occulti, di terrorismo individuale, o meglio di terrorismo psicologico. Con questo articolo affronteremo tutte le diverse tipologie di terrorismo, anche psicologico, e le risposte che l’ordinamento appronta per ciascuna di esse. Vediamo allora cos’è il terrorismo e quando è reato.

Terrorismo: cosa significa?

Cominciamo con il fornire una definizione di terrorismo. Per terrorismo si intende l’attività posta in essere da una o più persone al fine di creare il panico all’interno della società. Il terrorismo si concreta in una o più azioni volte a sconvolgere l’ordine pubblico, ingenerando nei consociati un senso di paura dovuto alla convinzione di poter essere colpiti in qualsiasi momento. In altre parole, il terrorismo mira a destabilizzare la gente, mettendola nella condizione di temere per la propria vita.

In genere, il terrorismo si avvale anche di mezzi di propaganda, quali messaggi radio o televisivi, oppure diffondendo video in internet, sempre con il fine di incutere paura alla collettività.

Associazione terroristica: cos’è?

Il codice penale italiano punisce il terrorismo con pene molto severe, differenziando tra differenti tipologie. Cominciamo la nostra analisi con le associazioni con finalità di terrorismo. Secondo la legge [1], chiunque prende parte, in qualunque modo (organizzandola, promuovendola, ecc.) ad un’associazione che intende attentare all’ordine democratico del Paese con atti di violenza, è punito con una reclusione che può arrivare ad un massimo di quindici anni a seconda del ruolo che si è rivestiti (mero partecipante, promotore, capo dell’associazione, ecc.).

Secondo la Corte di Cassazione, costituisce finalità di terrorismo quella di incutere terrore nella collettività con azioni criminose indiscriminate, cioè dirette non contro singole persone ma contro quello che esse rappresentano [2]. Emblematico è l’omicidio di Aldo Moro, perpetrato nei suoi confronti non per un odio personale dei suoi carnefici, bensì per lanciare un messaggio di sangue allo Stato.

Sempre secondo i giudici, costituiscono indizi sufficienti per ritenere che si sia in presenza di un’associazione terroristica il semplice ritrovamento in possesso di una sola persona di opuscoli propagandistici che promuovono azioni violente [3].

Terrorismo: cosa sono gli attentati?

Il codice penale punisce, ovviamente, anche gli attentati terroristici commessi da un singolo individuo. La legge punisce con la reclusione fino a venti anni chiunque, per finalità terroristiche, attenta alla vita all’incolumità di una persona. La pena è addirittura dell’ergastolo se ne deriva la morte di una persona [4].

La legge italiana, quindi, decide di punire più severamente chi mette a repentaglio la vita o l’incolumità di un’altra persona per il solo fine perseguito, cioè quello terroristico. Si tratta del cosiddetto dolo specifico, cioè dell’intenzione specifica che il criminale intende perseguire commettendo quel determinato reato.

Per terrorismo si intende sempre la volontà di intimorire (terrorizzare, appunto) un numero indefinito di persone.

Sequestro di persona a scopo di terrorismo: cos’è?

Un’altra forma di terrorismo punita severamente dalla legge è quella che si concreta in un sequestro di persona. Il sequestro di persona a scopo di terrorismo è punito con una pena che giunge perfino all’ergastolo se dalla condotta dovesse derivare la morte del sequestrato [5].

Terrorismo psicologico: cos’è?

Una forma di terrorismo più blanda, ma non per questo da sottovalutare, è quella che mira ad incutere timore obbligando le persone a cambiare le loro abitudini di vita. Si tratta del terrorismo psicologico, cioè di quel terrorismo che colpisce le persone al fine di destabilizzarle.

Fermo restando che, per un maggiore approfondimento sulle diverse forme di violenza psicologica, si rinvia alla lettura degli articoli Vittima di violenza psicologica: che fare? e Manipolazione psicologica: è reato?, bisogna dire che il terrorismo psicologico, a differenza del terrorismo vero e proprio, non è una condotta di per sé punibile, in quanto normalmente non si manifesta in forme di violenza concrete. In altre parole, il “terrorista” psicologico non usa necessariamente le armi per raggiungere il suo obiettivo: si pensi, ad esempio, a chi diffonda continuamente notizie false per il puro piacere di allarmare la comunità.

Terrorismo psicologico: quando è reato?

Il terrorismo psicologico, però, può essere punito in alcuni casi. Il codice penale sanziona la persona che, annunciando disastri o pericoli inesistenti, suscita un inutile allarme presso le autorità [6]. Secondo la Corte di Cassazione, ad esempio, risponde di procurato allarme chi annuncia un inesistente sequestro di persona che provoca l’intervento delle forze dell’ordine [7].

Il terrorismo psicologico, però, potrebbe integrare anche un altro tipo di reato, del tutto diverso da quello di procurato allarme. Se il terrorista, infatti, riesce ad inculcare nella vittima una paura talmente forte da costringerla a temere per la sua vita, a cambiare le proprie abitudini o comunque a vivere in condizioni per lei deleterie, potrebbe configurarsi tutta un’altra serie di reati.

Ad esempio, il terrorismo psicologico fatto costantemente nei confronti di un individuo potrebbe integrare il delitto di stalking [8]. Si pensi a chi perseguiti una persona cercando di spaventarla in tutti i modi, fornendole informazioni più o meno vere, al solo fine di terrorizzarla.

Un altro reato in cui potrebbe incorrere colui che compie terrorismo psicologico è quello di maltrattamenti [9]: secondo i giudici, la persona che umilia psicologicamente il partner può rispondere del reato di maltrattamenti contro i familiari [10].

Infine, il timore derivante dal terrorismo psicologico può far scattare in capo al reo il delitto di violenza privata [11]. La legge punisce con la reclusione fino a quattro anni chi, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare, od omettere qualche cosa.

Qualora le minacce siano continue e si concretino in una prospettazione di avvenimenti catastrofici o, comunque, in grado di mettere a repentaglio la propria o l’altrui incolumità, il terrorismo psicologico potrebbe sfociare, appunto, nel delitto di violenza privata.

note

[1] Art. 270-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 176946/1987.

[3] Cass., sent. n. 166733/1984.

[4] Art. 280 cod. pen.

[5] Art. 289-bis cod. pen.

[6] Art. 658 cod. pen.

[7] Cass., sent. n. 164500/1984.

[8] Art. 612-bis cod. pen.

[9] Art. 572 cod. pen.

[10] Cass., sent. n. 8396/1996 del 12.09.1996.

[11] Art. 610 cod. pen.

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