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Oss: come trovare lavoro

4 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2018



È diventata a tutti gli effetti una professione sanitaria. Per esercitarla si deve prima ottenere una qualifica. E dopo? Come riuscire a trovare occupazione?

Quando entriamo in ospedale, in una casa di riposo, in un centro di riabilitazione e in qualsiasi altra struttura che fornisce supporto socio-sanitario a noi o a una persona a noi cara, non vediamo schizzare tra reparti e corridoi solo infermieri, medici e assistenti sociali. Magari non lo notiamo, ma ci sono anche altre preziosissime figure in divisa ospedaliera, che svolgono importanti compiti di assistenza ai pazienti. Sono gli Oss: operatori socio sanitari. Hanno la loro divisa e solitamente accompagnano le persone ricoverate, le aiutano a lavarsi, a vestirsi, a mangiare, somministrano loro piccole terapie e medicazioni, li sollevano dai letti nel caso piaghe e ferite e molto altro. Fanno a tutti gli effetti parte di quella famiglia di angeli in camice, che lavorano quotidianamente per alleviare i problemi di salute delle persone che seguono e per tutelare il loro benessere. Vediamo un po’ più in dettaglio chi è un Oss, che cosa fa esattamente e come diventa tale. E soprattutto cerchiamo di capire, una volta diventati Oss, come trovare lavoro.

Oss: chi è? 

Dove c’è un ospedale o una struttura di ricovero c’è un Oss. Un angelo in camice che lavora a stretto contatto con i pazienti e che si occupa di molti aspetti che lo riguardano, collaborando nell’equipe di medici e infermieri. Letteralmente si chiama Operatore socio sanitario, viene spesso confuso con gli infermieri, e ancor più spesso le due figure si scontrano sul ring. Ma non sono affatto la stessa cosa. Le due professioni hanno ruoli diversi e diversi tipi di responsabilità, ma ugualmente importanti e complementari. Senza contare il fatto che i percorsi di studio sono differenti: la gavetta di studio per l’infermiere prevede un percorso universitario (scienze infermieristiche) e l’iscrizione all’Albo, mentre per l’Oss esiste una qualifica specifica a seguito di un corso organizzato a livello regionale.

La figura di Oss è ufficialmente nata nel 2001, e si è nel corso degli anni sviluppata in un mare di confusione, fino al decreto Lorenzin [1] che ha chiarito come l’Oss sia a tutti gli effetti una figura sanitaria. Il fulcro del suo lavoro è il supporto all’assistenza al paziente. Per maggiori approfondimenti sulle mansioni e su contratto degli Oss leggere la guida.

In sostanza l’Oss si occupa, in alcuni casi autonomamente in altri supervisionato dall’infermiere, di:

  • assistenza diretta alla persona, aiutandola nelle fasi di igiene personale e pulizia, il cambio lenzuola, somministrando pasti e diete specifiche, occupandosi di piccoli interventi di medicazione;
  • disinfezione e sterilizzazione di apparecchiature e strumenti;
  • strasporto di materiale biologico;
  • somministrazione di terapie e farmaci;
  • supporto nelle pratiche burocratiche del reparto e del paziente;
  • supporto nello sviluppo dell’autonomia e del benessere psico-fisico del paziente.
  • collabora alla rilevazione dei bisogni della persona e dei fattori che possono migliorarne o peggiorarne la condizione di salute (ebbene si, gli Oss devono anche avere competenze di psicologia sociale). È impensabile infatti affidare mansioni a contatto con persone bisognose (quali anziani, minori, portatori di handicap) senza una specifica formazione in questi ambiti.

Tutto ciò in assoluta collaborazione con l’equipe medico-infermieristica. Anzi, l’Oss ne è parte integrante. Un lavoro di estrema fatica, ma di fondamentale importanza, che talvolta però innesca meccanismi di competizione ed equivoci con gli infermieri.

Come si diventa Oss?

Se qualcuno si chiede si chiede cosa debba fare un Oss per trovare lavoro, la primissima risposta è sicuramente frequentare uno specifico corso organizzato dalla propria Regione. Quella di Oss è infatti una vera e propria qualifica riconosciuta, ottenibile solo con un apposito percorso di formazione professionale e un conseguente diploma. Questo è il primo step per diventare Oss.

Sono le Regioni ad emanare avvisi pubblici di ammissione ai corsi per la qualifica di Operatore socio sanitario, affidandone solitamente l’organizzazione agli enti di formazione. Sono periodici, quindi occhio alle date e alle scadenza per le domande di ammissione.

Solitamente i corsi durano all’incirca 18 mesi, per un totale di circa 2000 ore, suddivise tra didattica, esercitazioni pratiche e tirocini. Sono corsi a frequenza obbligatoria e comportano un impegno quotidiano tra le 5 e le 8 ore. Per accedervi è necessario affrontare una prova di selezione iniziale, perché si sa, il numero di posti è limitato.

Oss: dove lavora?

E dopo tutta questa fatica? Dopo aver investito mesi per la frequenza dei corsi? È il momento di superare la prova finale e ottenere la qualifica di Operatore socio sanitario, quella che ti permetterà di trovare lavoro come Oss. Ma dove? In quali luoghi può lavorare esattamente un Oss?

Gli operatori socio sanitari, indossata l’apposita divisa a loro riservata, prendono servizio all’interno di ospedali, cliniche private, cooperative sociali, comunità per minori, centri per disabili, case di riposo, scuole, centri di assistenza. E soprattutto in strutture sia pubbliche, quindi facenti capo alle Asl, che private. Un Oss può anche lavorare al domicilio del paziente.

Ovviamente il tipo di paziente e di mansioni che sono affidate a chi svolge il lavoro di Oss, dipendono dalla struttura in cui si lavora. È possibile supportare il personale infermieristico nella cura dei pazienti ospedalieri, dei minori, dei disabili o degli anziani.

Oss: come trovare lavoro?

Appurato che il primo step da superare per diventare operatore socio sanitario è un corso professionale indetto dalle Regioni e la relativa qualifica, ci chiediamo, una volta diventati Oss, come trovare lavoro?

Innanzitutto in base al tipo di struttura in cui vogliamo lavorare c’è un’apposita via d’accesso, a volte anche di più. In genere le strutture pubbliche, come gli ospedali, indicono concorsi pubblici per selezionare personale con la qualifica di Oss.

Se ad esempio l’ospedale Bufalini di Cesena ha bisogno per 30 Oss per i propri reparti, l’azienda sanitaria romagnola bandirà un concorso per selezionare queste risorse.

Prima regola quindi: monitorare forsennatamente i siti delle regioni, la Gazzetta ufficiale, i siti dedicati alla figura di oss, perché lì saranno pubblicati tutti i nuovi bandi di concorso con relative scadenze.

Seconda regola: preparate il vostro curriculum e inviatelo o consegnatelo direttamente agli uffici risorse umane o direzione delle strutture private, come le cliniche, i centri diurni, le case di riposo e le cooperative sociali, comunità di recupero, centri di assistenza. Proponetevi direttamente, telefonando semmai e chiedendo i contatti giusti a cui inviare il curriculum. Spesso queste strutture cercano personale, anche con partita Iva, da impiegare come Oss libero professionista.

Iniziare come liberi professionisti (con partita iva) potrebbe essere un modo per approcciarsi alla professione e aprire le porte anche di quelle strutture private, che magari momentaneamente non hanno intenzione di assumere personale dipendente.

Terza via: quella delle agenzie interinali e agenzie per il lavoro (vedi Ranstad, Man Power, ecc). Portate i vostri curriculum direttamente in queste agenzie, monitorando le eventuali offerte di lavoro a tema. Candidatevi quindi sulla singola offerta che vi interessa. In alternativa potete candidarvi direttamente online, alle offerte di lavoro che queste agenzie pubblicano sui loro siti web personali o sui siti specializzati: Indeed, Career Job, Monster, Infojobs, Miojob di Repubblica, ecc.

Su questi portali dedicati alle offerte di lavoro è possibile iscriversi, creando un proprio profilo candidato. Inoltre si possono attivare gli avvisi di offerte lavoro: sulla base delle posizioni ricercate (nel nostro caso Oss), vi verranno inviate direttamente delle e-mail di notifica, non appena verrà pubblicata da qualcuno un’offerta di lavoro corrispondente ai vostri criteri.

note

[1] D.M del 22 dicembre 2017.

Autore immagine: Pixabay 


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