Diritto e Fisco | Editoriale

Ci sono tasse sui condizionatori?

4 maggio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2018



In vista dell’estate scatta la corsa all’acquisto dei climatizzatori. Ma esistono tasse o spese aggiuntive da sostenere dopo averli installati?

Ogni anno si attende l’estate con un brivido di gioia e attivando il countdown. Ci si vuole liberare del freddo, entrato arrogantemente nelle ossa, e si attende con ansia l’attimo in cui la nostra pelle passerà dal color pallido al marroncino, simbolo di salute. Dobbiamo però fare i conti con il rovescio della medaglia: un caldo torrido difficilmente sopportabile in alcuni giorni, che ci fa lavorare male e dormire ancora peggio. Ecco allora che scatta la corsa sfrenata all’acquisto dei condizionatori. Cerchiamo di destreggiarci tra mille domande – quanti split serviranno? Consumeranno molto? Dobbiamo pagarci sopra l’ennesima tassa svuota tasche? Mentre ci arrovelliamo il cervello però siamo già in macchina, pronti per schizzare tra gli scaffali dei negozi di tecnologia per accaparrarci l’impianto che ci salverà dal solleone. Visto che non costano poco, e che dobbiamo anche pagare l’installazione, cerchiamo di capire se penderà sulla nostra testa l’altra spada di Damocle: ci sono tasse sui condizionatori?

Condizionatori: chi li installa?

Innanzitutto, una volta acquistati, il passo successivo è quello che contattare una ditta di installazione certificata (a meno che non lo acquistiamo direttamente tramite la ditta stessa). È assolutamente vietato installare l’impianto in modo autonomo. Bandito il fai-da-te. Addirittura, se scegliamo di acquistare il nostro condizionatore in negozi di tecnologia e normali rivenditori, in teoria dovremmo recarci sul luogo dell’acquisto con i nominativi dell’operatore specializzato e abilitato che ce lo installerà a casa. Questa persona, una volta terminata l’installazione ci rilascerà una dichiarazione di certificazione, che dobbiamo conservare.

È sufficiente chiamare una ditta abilitata e il gioco è fatto. Per i condizionatori domestici in linea generale non dobbiamo neanche chiedere specifiche autorizzazioni, perché la loro installazione rientra tra gli interventi di manutenzione ordinaria (a meno che non esistano particolari vincoli storici o paesaggistici).

Condizionatori: ogni quanto fare la manutenzione?

Una volta acquistato e installato il nostro condizionatore, è ovviamente indispensabile controllarne il corretto funzionamento, magari effettuando un controllo a inizio stagione sui filtri e sul motore, per rimetterlo a nuovo e migliorarne l’efficienza energetica – oltre che la sicurezza – in vista dei torridi mesi estivi, quando presumibilmente lo useremo senza ritegno.

Non solo. Dal 2014, una norma [1] ha reso obbligatori i controlli e la manutenzione sugli impianti termici, tra cui sia caldaie e normali impianti di riscaldamento  sia condizionatori.

Attenzione però. Il controllo non è obbligatorio su tutti i condizionatori. Ma solo su quelli con una potenza superiore a 12 kilowatt. In pratica, di norma quelli di uso domestico restano fuori da questa incombenza. Vi rientrano quelli installati nelle aziende, che superano questa potenza.

Condizionatori: è obbligatorio il bollino blu?

Ci avviciniamo alla domanda che ci interessa – se ci siano tasse sui condizionatori – analizzando cosa sia il famoso bollino blu e se effettivamente sia obbligatorio per chi possiede dei condizionatori in casa.

Tornando alla norma entrata in vigore nel 2014, questa ha reso obbligatori i controlli sull’efficienza energetica su tutti gli impianti termici utilizzati per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva. In pratica su caldaie e condizionatori. Effettuare questi controlli significa ottenere, da parte della ditta che viene a casa nostra ad effettuare questa operazione, un bollino blu. Questo certifica che il nostro impianto è ok.

Significa che dobbiamo preoccuparci di apporre questo bollino blu sul nostro condizionatore di casa? Di norma no, e c’è un motivo preciso. La legge in questione obbliga questi controlli periodici per il bollino solo su alcuni tipi di condizionatori: quelli con una potenza termica maggiore di 12 kilowatt. Una potenza simile di solito è riservata ai condizionatori installati nei grandi spazi, quelli delle aziende.

Per capire meglio,  un normale condizionatore monosplit che installiamo in casa arriva di norma a 3,5 kilowatt, quindi non necessita di questo controllo e del relativo bollino blu. Ma se abbiamo un appartamento enorme e optiamo per un condizionatore di grossa potenza (superiore a 12 kilowatt) questo bollino blu dobbiamo metterlo. E quindi dobbiamo periodicamente (ogni 2 o 4 anni) chiamare la ditta, prenotando l’operazione di manutenzione e controllo del’efficienza termica. Controllo che poi dovrà essere trasmesso al catasto regionale degli impianti termici.

Ci sono tasse sui condizionatori?

All’inizio dell’articolo ci chiedevamo se ci siano tasse sui condizionatori. La risposta è no. Almeno non nel senso stretto del termine. Non se per tassa intendiamo la classica imposta che siamo abituati a pagare ormai per tutto. Non esiste una legge che abbia introdotto un tot di euro da pagare per il solo fatto di possedere un condizionatore in casa. Non esiste alcuna tassa sull’aria condizionata.

Gli unici esborsi economici – se li vogliamo intendere come tassa – che dobbiamo eventualmente affrontare sono quelli:

  • del libretto d’impianto per la climatizzazione (come quello delle caldaie). E questo è un obbligo che vale sia per i condizionatori con potenza superiore a 12 kw sia per quelli con potenza minima [2]. Almeno è così nella maggior parte delle regioni italiane;
  • dell’operazione di controllo sull’impianto e del bollino blu che ci verrà rilasciato. Questo, ribadiamolo, solo se in casa nostra (o nella nostra azienda) abbiamo installato un mega condizionatore con potenza termica superiore a 12 kilowatt. Altrimenti niente bollino.

Condizionatori: chi è responsabile della manutenzione?

Tutti gli impianti termici (caldaie e condizionatori) devono avere il libretto di impianto. Il responsabile dell’impianto è tenuto a custodirlo e conservarlo, per metterlo a disposizione di eventuali ispezioni. E a seconda della potenza del condizionatore, il responsabile è obbligato a effettuare il controllo periodico. Ma chi è questo responsabile dell’impianto?

  • Per gli impianti termici centralizzati è di solito l’amministratore;
  • per impianti autonomi è il proprietario di casa;
  • per gli impianti autonomi in case affittate è l’inquilino.

note

[1] D.p.r. n. 74/13 del 16 aprile 2013.

[2] Decreto 10 febbraio 2014.

Autore immagine: Pixabay

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1 Commento

  1. Segnaliamo che avete lasciato troppo sfumata la definizione dell’installatore autorizzato.
    Tale è l’azienda / professionista iscritto alla CCIAA pe l’installazione impianti secondo il DM37/08 lettera C, con la certificazione FGas aziendale e personale secondo il vigente DPR 43/12.
    Il cliente dovrà ricevere al termine d l’installazione una Dichiarazione di Conformità secondo il DM37/08 suddetto.
    Cordialità
    ASSOFRIGORISTI Associazione Nazionale Frigoristi

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