Politica | Editoriale

Consultazioni per formare il nuovo governo: come funzionano?

29 Aprile 2018 | Autore:
Consultazioni per formare il nuovo governo: come funzionano?

Cosa sono le consultazioni del Presidente della Repubblica? A cosa servono? Perché durano così tanto? Cos’è un governo di coalizione?

In un Paese democratico il potere di decidere chi dovrà governare spetta, ovviamente, al popolo: sono i cittadini che scelgono coloro che dovranno rappresentarli nelle sede istituzionali e che dovranno assumere le decisioni più importanti per il loro avvenire.

In realtà, sebbene quanto detto sia in linea di massima vero, eleggere un governo non è così semplice. È vero che i cittadini si recano alle urne per votare, ma è anche vero che la democrazia vuole che il potere sia condiviso tra quante più forze politiche possibili. Per questo motivo non sempre chi ha vinto le elezioni si ritrova poi a governare.

Perché accade questo? Perché non sempre i vincitori hanno i “numeri” per governare. Quando ciò non accade, entra in gioco prepotentemente il ruolo del Presidente della Repubblica. È lui che dà il via alla consultazioni per formare il nuovo governo. Come funzionano? A cosa servono? Approfondiamo.

Consultazioni: cosa sono?

Quello delle consultazioni per formare il nuovo governo è un fenomeno che non trova un preciso riferimento normativo. In altre parole, né la Costituzione né la legge dicono qualcosa a riguardo. Possiamo quindi dire che le consultazioni sono una vera e propria consuetudine nata dalla prassi.

La Costituzione [1] dice che è il Presidente della Repubblica a nominare il presidente del consiglio dei ministri e i ministri. Questo significa che il governo viene nominato dal Presidente della Repubblica stesso. In realtà, ciò non significa che il Presidente della Repubblica possa scegliere chiunque voglia: egli, infatti, sarà sempre vincolato dal risultato delle elezioni politiche, elezioni che non determinano direttamente la carica governativa, bensì la composizione del Parlamento.

Ora, poiché nessun governo può “governare” senza l’appoggio (tecnicamente, la fiducia) del Parlamento, è chiaro che il governo stesso sarà espressione del voto popolare, seppur indirettamente. Da tanto deriva l’impossibilità per il Presidente della Repubblica di nominare persone che non siano legate alle forze politiche elette in Parlamento.

Consultazioni: a cosa servono?

Le consultazioni, quindi, servono al Presidente della Repubblica per scegliere il governo migliore, cioè le persone che potranno ottenere la fiducia della maggioranza del Parlamento.

In effetti, l’importanza delle consultazioni dipende dall’esito delle elezioni; possiamo immaginare due situazioni:

  • elezioni incerte, dopo le quali nessuna forza politica abbia ottenuto la maggioranza assoluta: in questo caso le consultazioni serviranno a formare un governo di coalizione (o di larghe intese) tra schieramenti che, durante la campagna elettorale, erano avversari;
  • elezioni certe, che individuano una forza politica preponderante: in questa circostanza le consultazioni saranno una mera formalità, in quanto il popolo si è già espresso in maniera chiara sui vincitori e su coloro che vorranno vedere al governo.

Consultazioni: quanto durano?

La durata delle consultazioni è strettamente legata alla situazione che si è venuta a creare dopo le elezioni. Tornando ai due casi sopra riportati:

  • se dalle elezioni non è emerso chiaramente un vincitore, le consultazioni potranno durare anche a lungo, visto che il loro scopo è quello di mettere d’accordo forze politiche avversarie;
  • al contrario, le consultazioni dureranno poco se c’è già una forza politica vincitrice.

Bisogna aggiungere che, se esiste un partito (o una coalizione) che risulta nettamente vincitrice a seguito delle elezioni, le consultazioni potrebbero anche essere superflue: in questa ipotesi, il Presidente della Repubblica provvede direttamente alla nomina del governo.

Consultazioni: come funzionano?

Abbiamo finora visto cosa sono e a che servono le consultazioni per formare il nuovo governo. Vediamo ora, in modo semplice e pratico, come si svolgono. La procedura è abbastanza semplice, anche perché, come anticipato, non esiste una norma che preveda un iter prestabilito.

Di norma, il Presidente della Repubblica convoca presso di sé le autorità politiche più importanti: si tratta dei leader dei partiti maggiormente rappresentati in Parlamento, degli ex capi di Stato e dei presidenti di Camera e Senato.

Le consultazioni sfociano in un incarico (o mandato) che il Presidente della Repubblica conferisce oralmente al leader della forza politica che ha ottenuto più voti a seguito delle elezioni, oppure alla persona indicata come papabile presidente del consiglio dopo le consultazioni. Questi accetta l’incarico con riserva e si assume il compito di formare una “squadra” di governo che possa ottenere la fiducia dal Parlamento.

A questo punto, bisogna distinguere come fatto nei paragrafi precedenti: se l’incaricato è alla guida del partito o della coalizione vincitrice delle elezioni che abbia anche la maggioranza al Parlamento, le consultazioni saranno una formalità, in quanto la squadra che andrà al governo, di fatto, è già pronta. Anzi, come ricordato sopra, in questo caso le consultazioni potrebbero anche non esserci affatto, potendo il Presidente della Repubblica provvedere direttamente alla nomina del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri.

Al contrario, se l’incaricato non è alla guida di un partito o di una coalizione che ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento, il mandatario dovrà confrontarsi con gli altri schieramenti politici alla ricerca di alleati. È questa la funzione tipica delle consultazioni, quella di formare un governo di coalizione quando dalle urne non è uscito un vincitore.

L’incaricato, al termine dell’incontro con le altre forze politiche, si reca nuovamente dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva. A questo punto, si prospettano due ipotesi:

  1. se la lista di ministri che l’incaricato porta al Presidente è tale che potrà ottenere la fiducia in Parlamento, il Presidente della Repubblica procederà a nominare il nuovo governo, con a capo l’incaricato stesso;
  2. in caso contrario, il Presidente provvederà a conferire un nuovo incarico ad un altro leader

Consultazioni: quando?

Va precisato, infine, che le consultazioni sono una prassi che viene rispettata anche nel caso di scioglimento anticipato del governo. In altre parole, ogni volta che si deve formare un nuovo governo, o perché quello precedente è “caduto” oppure perché è giunto alla naturale scadenza del mandato, il Presidente della Repubblica procede alle consultazioni di rito.


note

[1] Art. 92 Cost.

Autore immagine: Pixabay.com


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